UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Assalto alla CGIL: un video e qualche riflessione

Nonostante si voglia far credere che non poteva andare diversamente e che la “macchina” dell’Ordine Pubblico abbia funzionato, lo sviluppo degli eventi di sabato scorso ha certamente segnato una delle pagine più buie dell’Italia repubblicana. L’aggressione ad un simbolo della democrazia e dei diritti dei lavoratori è una ferita difficile a rimarginarsi ed è stata l’innesco di tante discussioni che hanno animato salotti, uffici e chat tra amici e colleghi. Il messaggio di un mio conoscente – catalogabile genericamente come “addetto ai lavori” – mi ha colpito particolarmente, tanto da ritener doverosa la sua pubblicazione pur rispettando la privacy di un dibattito su WhatsApp. Credo valga la pena leggerlo e provare a riflettere. Umberto Rapetto

Parlavamo ieri di possibili infiltrati delle forze dell’ordine tra i manifestanti e della necessità di verificare alcuni punti non chiari.

Specificando che oltre a presenze “vecchia maniera”, soggetti cioè che compaiono in alcune riprese in mezzo ai poliziotti e in altre in mezzo ai manifestanti, su cui sono in corso accertamenti, l’infiltrazione può avvenire tramite complicità evitando di fare il proprio dovere.

Lo spezzone di video che ho isolato, tratto dal video di quel soggetto poi arrestato, il leader di “Io apro”, mostra chiaramente l’idiozia o la complicità di chi ha gestito l’ordine pubblico sabato durante l’assalto alla sede della Cgil.

Fate attenzione, mentre i manifestanti stanno senza possibilità di equivoco raggiungendo su Corso d’Italia l’ingresso della Cgil, a come sono stati disposti i blindati dei carabinieri durante l’assalto alla Cgil.

Sul  marciapiede e nei venti metri che separano il piano stradale ci sono praterie libere per i manifestanti. I blindati dei carabinieri sono parcheggiati in serie in mezzo alla strada, non costituiscono alcuno sbarramento, senza nessun intento di bloccare la folla le cui intenzioni non solo sono chiare ma vengono ripetute dalle urla che si possono sentire.

I blindati come si vede nei primi secondi del filmato restano paralleli al piano stradale anzichè laterali a chiudere il passaggio e restano ben lontani dall’ingresso della sede del sindacato.

Si vede inoltre chiaramente che non c’è nessun carabiniere all’ingresso della Cgil. Anzi, quando la folla è ormai alle prese con l’effrazione della sede, i carabinieri costituiscono l’ultima fila alle spalle dei manifestanti senza alcuna intenzione d’intervenire, sembrano dei passanti curiosi di vedere come va a finire. E anche quando avviene l’ingresso non fanno niente, come si può constatare dalle immagini dell’ingresso della sede sindacale, dove continuano a entrare persone senza trovare alcun tipo di sbarramento.

Sarebbe curioso sapere chi li comandava e se quel comandante aveva disposizioni precise su come agire, anzi su come non agire. E’ la stessa disposizione di quanto avvenuto a Capitol Hill nel gennaio scorso durante il tentativo di golpe negli Usa, con gli agenti che si fanno da parte per lasciar passare i manifestanti.

Chi ha ordinato quella disposizione demenziale dei blindati? Un incompetente o un complice dei fascisti? La Cgil ha visto i filmati, si è chiesta e ha chiesto conto ai responsabili dell’ordine pubblico del perchè la sua sede non è stata difesa neanche per un secondo da chi doveva difenderla?

Back to top button