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Il futuro della proprietà intellettuale nel mercato cinese: tracciate le linee guida quindicennali

L’ambizione è quella di portare la Repubblica Popolare Cinese a primeggiare entro il 2035 per il livello di tutela intellettuale

Nel 2020, in virtù degli accordi commerciali – o, meglio, del disgelo – con gli Stati Uniti, il presidente cinese Xi Jinping si era impegnato ad alzare gli standard normativi e andare incontro alle richieste provenienti dal mondo imprenditoriale.

Così a giugno scorso la nuova legge sulla proprietà intellettuale ha sancito che i titolari di brevetti di design possano proteggere sia la totalità sia le singole parti di un prodotto, mentre la durata della tutela è stata estesa dagli attuali 10 a 15 anni; contemporaneamente ha riformato la disciplina sul diritto di autore e quella sui farmaci, stabilendo inoltre un divieto di sfruttamento dei brevetti “non in buona fede”.

A fine settembre un ulteriore passo avanti: il Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, di concerto con il Consiglio degli affari di Stato, ha diffuso il piano 2021-2035 sullo sviluppo del diritto di proprietà intellettuale (DPI-IPR).

L’ambizione, nemmeno troppo nascosta, è quella di portare la Repubblica Popolare Cinese a primeggiare nel 2035 nel mondo per il livello di tutela intellettuale. Nel frattempo, secondo i dati del 2020, la Cina ha mantenuto la leadership tanto per numero di brevetti depositati nell’annualità, con 68.720 registrazioni, quanto dell’incremento percentuali, registrando un +16,1% sul 2019 rispetto al +3% degli USA.

Il piano, composto di nove punti chiave, preso atto che già nel 2025 le industrie detentrici di un numero elevato di brevetti rappresenteranno il 13% del PIL nazionale, mira a delineare da un lato sistema normativo strutturato, dall’altro un sistema di gestione della tutela della proprietà intellettuale, così da garantire le imprese anche dinnanzi a contenziosi amministrativi e giudiziari.

Come diffuso da Nuova Cina – l’agenzia governativa di stampa controllata dal Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese – nel 2035 la Cina punta ad avere un ambiente commerciale di livello mondiale, con un meccanismo di funzionamento del mercato dei DPI che incoraggi l’innovazione, la costruzione di un sistema pubblico di servizi connessi e che sia conveniente e vantaggioso tanto per le aziende cinesi quanto per quelle che vogliano investire lì, così da poter intensificare la partecipazione alla governance globale in materia di diritto della proprietà intellettuale.

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