SPECIALE CORONAVIRUS

Terza dose: countdown iniziato

Dalla Fondazione GIMBE, quattro punti per uscire dalla pandemia con la terza dose di vaccino

L’Agenzia Europea del Farmaco – European Medicines Agency (EMA) per gli anglofili – il 4 ottobre ha concluso la valutazione relativa alla terza dose dei vaccini Pfizer e Moderna, per i pazienti immunocompromessi raccomandandone la somministrazione entro 28 giorni dal completamento delle due dosi, come già recepito e disposto in Italia dalla Circolare del Ministero della Salute del 14 settembre 2021

L’Agenzia Europea, inoltre, suggerisce di considerare la somministrazione di una dose booster – ossia di richiamo – con il vaccino Pfizer in tutti i maggiorenni, dopo almeno 6 mesi dalla seconda dose, lasciando ai singoli Paesi la piena autonomia decisionale per quanto riguarda le fasce di età e le categorie prioritarie. La Circolare del Ministero della Salute del 27 settembre 2021 ad oggi prevede di utilizzare per le terze dosi, sia Pfizer che Moderna, in specifiche categorie di popolazione. In una prima fase saranno coinvolti over 80 e ospiti e personale sanitario e sociosanitario delle RSA; successivamente gli operatori sanitari con priorità per gli over 60, con elevato livello di esposizione all’infezione, o con patologie concomitanti e vulnerabili a forme di COVID-19 severa. 

Tirando le somme, la platea vaccinabile con la terza dose è di quasi 7,6 milioni di individui (figura 1) cui dal 14 settembre sono state somministrate quasi 185mila dosi con un tasso di copertura del 2,4%. Si repertano inoltre notevoli differenze regionali: si va dal 9% del Molise fino allo 0% della Valle D’Aosta (figura 2). 

Figura 1
Figura 2

«La priorità assoluta – conclude Cartabellotta – rimane quella di somministrare il ciclo completo a tutta la popolazione vaccinabile, in particolare agli over 50. Tuttavia, a fronte dei primi segnali di un lieve (ma costante) calo dell’efficacia vaccinale su ospedalizzazioni, terapie intensive e decessi, è necessaria una programmazione strategica per somministrare la dose di richiamo alla popolazione generale. Anche per evitare, dopo il via libera dell’EMA agli over 18, che le Regioni procedano in ordine sparso, senza seguire le priorità basate sul rischio individuale».

Ecco perché la Fondazione GIMBE propone quattro azioni integrate: 

• accelerare la somministrazione della terza dose alle categorie prioritarie vista l’ampia disponibilità di dosi (13,4 milioni) e la stagione invernale alle porte; 

• ampliare progressivamente la platea vaccinabile con dose booster alle fasce anagrafiche a rischio di malattia grave e decesso, iniziando con la fascia 70-79 anni e successivamente quella 60-69 e 50-59, e dando priorità in ciascuna fascia ai pazienti con patologie concomitanti; 

• programmare per tutti gli over 50 la chiamata attiva a sei mesi dal completamento del ciclo; 

• estendere l’obbligo della dose booster per gli operatori sanitari, al fine di garantire la sicurezza per i pazienti e ridurre il rischio di limitare l’erogazione di prestazioni sanitarie per patologie non COVID-19, visto che l’efficacia vaccinale sull’infezione da variante delta si attesta intorno al 67%. 

Back to top button