AEROSPAZIO

Cinema dell’altro mondo

I russi si riappropriano dei record spaziali con la missione cinematografica Soyuz MS-19.

Stamattina l’agenzia spaziale russa RosKosmos ha lanciato con successo dal cosmodromo di Bjkonur la missione Soyuz MS-19 con a bordo il cosmonauta Anton Škaplerov e due passeggeri privati, il regista Klim Šipenko e l’attrice Julija Peresil’d. Il lancio è destinato a portare i tre membri dell’equipaggio a bordo della Stazione Spaziale Internazionale dove verranno realizzate parte delle riprese del film The Challenge, utilizzando oltre all’attrice russa anche i cosmonauti Dubrov, Novickij e lo stesso Šipenko in qualità di comparse. Gli assistenti alla produzione saranno Dubrov e l’astronauta americano Mark Vande Hei.

Il rientro dell’attrice e del regista russi è previsto dopo un soggiorno di una settimana il 17 ottobre 2021 con la capsula utilizzata dalla precedente missione Soyuz MS-18 pilotata dal comandante Oleg Novickij.
Di seguito il video per vedere il momento del lancio.

Con questo lancio si riapre ufficialmente la competizione nell’industria spaziale che avevamo già assaporato ai tempi della guerra fredda.  Gli americani e gli inglesi si sono mossi in anticipo quest’estate verso la privatizzazione dell’industria spaziale realizzando dei voli suborbitali (prima Richard Branson con Virgin Galactic poi Jeff Bezos con Blue Origin) e pochi giorni fa con la missione orbitale Inspiration4 di SpaceX che nell’occasione ha realizzato il record di apogeo, ben 585 km.
Con questo lancio però l’agenzia spaziale russa conquista un nuovo record, da aggiungere ai tanti già conquistati in passato: la realizzazione del primo film blockbuster nello spazio.
In passato l’industria cinematografica aveva realizzato solo dei documentari, il più noto quello girato per le sale Imax sulla vita a bordo Stazione Spaziale Internazionale.

Il film The Challenge si prefigge di raccontare la storia di un medico chirurgo impersonato dall’attrice Julija Peresil’d che viene lanciato in orbita per effettuare un intervento chirurgico di emergenza per salvare un astronauta, altrimenti impossibilitato al rientro.
L’attrice è stata selezionata tra tremila applicanti dopo un processo di scrematura che ha anch’esso portato alla realizzazione del reality show The Challenge – The first in space.
Se la comunità di spazioentusiasti si è unita nell’applaudire l’evento, possiamo dire con certezza che sulla terra sia rimasta almeno una persona che si sta rodendo il fegato: l’attore Tom Cruise che pensava nel 2022 di poter essere il primo attore a girare un film nello spazio, in collaborazione con SpaceX e la NASA.

Sempre rimanendo sul tema attori spaziali, il novantenne William Shatner verrà lanciato il prossimo 12 ottobre in un volo suborbitale con la missione NS-18 di Blue Origin.
La notizia ha trovato conferma nelle scorse ore, proprio in concomitanza della rivolta di parte del personale tecnico di Blue Origin che con una lettera a firma multipla ha denunciato l’estrema pericolosità dei lanci di Blue Origin a causa dell’incoscienza di Jeff Bezos il quale, secondo quanto scritto nella lettera, per competere con Virgin Galactic avrebbe spinto per accelerare i lanci a discapito della sicurezza.
Che Bezos non stia simpatico né ai suoi dipendenti né alla comunità di nerd spaziali non è una novità, ma una cosa è certa: se davvero i lanci di Blue Origin fossero pericolosi, qualora nel caso nel lancio di William Shatner con la missione NS-18 dovesse verificarsi una tragedia, per Bezos sarebbe davvero la fine perché nessuno gli perdonerebbe mai di avere ucciso il Capitano James T. Kirk.

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