SPECIALE CORONAVIRUS

Mobilità e contagi: correlazione finita

Coronavirus: tutti i numeri in calo e, per la prima volta, si rompe la correlazione tra mobilità e contagi. Un pericolo in agguato: 8,3 milioni di persone non ancora vaccinate. Si mantiene molto elevata l’efficacia vaccinale.

Questa settimana il nostro consueto appuntamento con il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE è arricchito da un altro importante comunicato stampa di Giorgio Sestili che lega i dati epidemiologici – l’indice Rt ed il Covindex, di cui vi abbiamo parlato qui su infosec.news –  ai dati di mobilità.

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, nella settimana tra il 22 ed il 28 Settembre 2021 rispetto alla precedente, si riscontra: una diminuzione di nuovi casi (23.159 vs 28.676) (figura 1)

Figura 1

e dei decessi (386 vs 394) (figura 2).

Anche i casi attualmente positivi seguono un andamento in calo (98.872 vs 109.513), così come gli individui in isolamento domiciliare (94.995 vs 105.060), i ricoverati con sintomi (3.418 vs 3.937) e quelli nelle terapie intensive (459 vs 516) (figura 3).

Figura 3

In dettaglio, rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 386 (-2%), di cui 46 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -57 (-11%)
  • Ricoverati con sintomi: -519 (-13,2%)
  • Isolamento domiciliare: -10.065 (-9,6%)
  • Nuovi casi: 23.159 (-19,2%)
  • Casi attualmente positivi: -10.641 (-9,7%)

A commento di questi dati, Nino Cartabellotta – il Presidente della Fondazione – ha dichiarato: «Ormai da 4 settimane consecutive continuano a scendere i nuovi casi settimanali: anche sul fronte dei contagi iniziano a intravedersi i risultati della campagna vaccinale, con oltre il 71% della popolazione che ha completato il ciclo».

Rispetto alla precedente, nella settimana tra il 22 ed il 28 Settembre 2021 solo in due regioni, Emilia-Romagna e Valle d’Aosta crescono i casi attualmente positivi. Inoltre, esclusivamente in quest’ultima si riscontra un incremento percentuale dei nuovi casi (tabella 1).

Tabella 1

Le Province con incidenza pari o superiore a 50 casi/100.000 abitanti scendono a 22. Tra queste, in nessuna si contano più di 150 casi/100.000 ab. Purtroppo, i decessi restano sostanzialmente stabili: 386 negli ultimi 7 giorni (di cui 46 riferiti a periodi precedenti), con una media di 55 al giorno rispetto ai 56 della settimana scorsa.

«Sul fronte ospedaliero – afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione GIMBE – si conferma il calo dei posti letto occupati da pazienti COVID-19: rispetto alla settimana precedente scendono del 13,2% in area medica e dell’11% in terapia intensiva». A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (6% in area medica e 5% in area critica), seppur con notevoli differenze regionali (figura 4):

Figura 4

Per l’area medica si colloca sopra la soglia del 15% solo la Calabria (17%); per l’area critica nessuna Regione supera la soglia del 10%. «Continuano a ridursi anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva – spiega Marco Mosti, Direttore Operativo della Fondazione GIMBE – con una media mobile a 7 giorni di 29 ingressi/die rispetto ai 32 della settimana precedente».

Un dato notevole viene invece da CovidTrends: per la prima volta dall’inizio della pandemia si rompe la correlazione tra la mobilità dei cittadini e i contagi da COVID-19. A sostenerlo è l’Ing. Maurizio De Gregorio, ideatore della piattaforma: «Dal primo lockdown di marzo 2020 abbiamo sempre registrato una forte correlazione tra la libertà di circolazione dei cittadini e l’andamento dei contagi: più la mobilità veniva limitata, minori erano i contagi, e viceversa. Da metà luglio questa correlazione si è interrotta».

«A metà luglio è accaduto quello che tutti speravamo» continua De Gregorio. «Dopo il decreto del 22 aprile 2021 che ha decretato le riaperture, in un primo momento abbiamo visto la curva epidemiologica tornare a crescere, in correlazione con l’aumento della mobilità. Poi è successo che, mentre la mobilità è continuata a crescere, tornando ai livelli pre-pandemia, i contagi sono diminuiti, e continuano a scendere ormai da diverse settimane consecutive».

Sui motivi che abbiano reso possibile questa rottura della correlazione tra mobilità e contagi, non ha dubbi il fisico e divulgatore scientifico Giorgio Sestili «Questo è l’effetto delle vaccinazioni e della grande efficacia dei vaccini nel prevenire non solo le forme gravi di malattia ma anche la trasmissione del virus».

E sull’onda della dichiarazione di Sestili, passiamo dagli aggiornamenti di carattere epidemiologico al tema dei Vaccini.

Per quanto riguarda le forniture, alle 6:14 del 29 settembre sono 94.912.798 le dosi consegnate. È preoccupante sottolineare che nonostante nell’ultima settimana siano state ricevute solo 1,65 milioni di dosi (figura 5), le scorte di vaccini a mRNA salgono, raggiungendo i 10,5 milioni di dosi.

Figura 5

Per quanto riguarda le somministrazioni – alla mattina del 29 settembre – 45.041.109 di persone, pari al 76% della popolazione, ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+590.166 rispetto alla settimana passata) e 42.259.253, ossia il 71,3% , ha completato il ciclo vaccinale (+913.805) (figura 6).

Le somministrazioni nell’ultima settimana sono 1.546.235, con un aumento del 4,1% rispetto alla settimana precedente (figura 7), ed una media mobile a 7 giorni di 204.606 somministrazioni al giorno.

Figura 7

Sul versante dei nuovi vaccinati settimanali, dopo aver raggiunto il minimo di 488mila due settimane fa, è risalito del 19,8% attestandosi a quota 585mila nell’ultima settimana (figura 8).

Figura 8

Questa parte della campagna vaccinale è critica sotto molti punti di vista: a questo proposito Cartabellota: «A fronte di oltre 8,3 milioni di persone non hanno ricevuto nemmeno una dose in questa fase è molto difficile giudicare l’entità dei progressi della campagna vaccinale, per l’ingiustificata indisponibilità pubblica sia dei dati delle prenotazioni, sia del numero di persone esonerate dalla vaccinazione».

Sestili, che per CovidTrends è anche consulente scientifico e per la comunicazione, aggiunge: «I dati parlano chiaro e si registra una forte riduzione del rischio di infezione nelle persone completamente vaccinate rispetto a quelle non vaccinate. […] Bisogna andare avanti con i vaccini e convincere chi ancora non lo ha fatto».

Arriviamo dunque alla terza dose: le Regioni hanno dato il via alla terza dose negli individui affetti da immunocompromissione clinicamente rilevante. Nel corso della campagna che ha preso il via il 14 Settembre, su una platea di 931.678 persone sono state somministrate 61.494 dosi. Riguardo al tasso di copertura ci sono rilevanti differenze regionali: si passa dal 26,7% del Piemonte allo 0% della Valle D’Aosta, con una media nazionale del 6,6% (figura 9).

Figura 9

Proseguiamo il nostro aggiornamento con i dati che riguardano la copertura degli over 50. Il 90,1% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, con differenze marcate tra le regioni: si va dal 94,1% della Puglia al 84,3% della Calabria, con una sostanziale stabilità del dato nazionale (+0,6%).

In dettaglio per fasce d’età:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, il 94,5% – pari a 4.233.405 soggetti – ha completato il ciclo vaccinale e il 2% (90.501) ha ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni di persone, il 90,6% (5.406.700) ha completato il ciclo vaccinale e l’1,9% (113.705) ha ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 6.481.513 (87,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 193.786 (2,6%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 50-59 anni: degli oltre 9,4 milioni, solo 7.723.795 – pari all’81,6% – hanno completato il ciclo vaccinale e 395.098 (4,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Complessivamente, 3,5 milioni di over 50 (12,8%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale con la doppia dose (figura 10) con rilevanti differenze regionali (dal 15,7% della Calabria al 5,9% della Puglia) (figura 11): di questi, 2,71 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose.

Figura 10
Figura 11

Le coperture vaccinali per fascia di età con almeno una dose di vaccino sono molto variabili: si va dal 96,5% degli over 80 al 69,3% della fascia 12-19 (figura 12).

Figura 12

Purtroppo, rispetto alla settimana precedente, si registrano incrementi flebili: la percentuale di vaccinati con almeno una dose cresce del 2,5% nella fascia 30-39, del 2,1% nelle fasce 12-19 e 20-29, dell’1,8% nella fascia 40-49 e dell’1,3% nella fascia 50-59, mentre negli over 60 l’incremento non raggiunge l’1%.

Proseguiamo con un tema che appassiona, l’Efficacia vaccini: da aprile ad oggi si conferma molto elevata nel ridurre le morti (95,2%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in ospedale (92,7%) o in terapia intensiva (95,1%) (figura 13).

Figura 13

Relativamente all’infezione da SARS-CoV-2, invece, l’efficacia è scesa dall’88,5% registrato nel periodo tra il 4 Aprile e l’11 Luglio, al 76,8% del periodo tra il 4 Aprile ed il 19 Settembre. Il fenomeno risulta evidente in particolare nella fascia di età 12-39 anni, dove si è ridotta sino al 67,2% del periodo tra 4 aprile ed il 29 Agosto, secondo GIMBE verosimilmente per l’effetto “estate” – per poi risalire fino al 70,9% (periodo 4 aprile-19 settembre).

Andando a comparare i dati nelle persone totalmente vaccinate, rispetto ai non vaccinati, si riporta un calo netto dell’incidenza di diagnosi, ma soprattutto di malattia severa che porta ad ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso: nelle varie fasce di età, le diagnosi di SARS-CoV-2 si riducono infatti del 78,7-83,1%, i ricoveri ordinari dell’87,5-95,8%, quelli in terapia intensiva del 91,2-98% e i decessi del 79,9-95,5% (figura 14).

Figura 14

Questa settimana il monitoraggio GIMBE si conclude con una panoramica degli effetti della progressiva estensione del green pass. A partire dalla fine di luglio, il Governo ha progressivamente ampliato gli ambiti in cui vige l’obbligo della certificazione verde, per aumentare l’adesione della popolazione alla campagna vaccinale e garantire maggiore sicurezza negli ambienti chiusi.

  • 6 Agosto 2021: decorrenza dell’obbligo di possedere il green pass per frequentare la maggior parte delle attività ludiche, culturali e sportive oltre che per fruire di servizi di ristorazione al chiuso, eccetto quelli riservati ad ospiti di hotel (DL 105/2021).
  • 1 Settembre 2021: estensione dell’obbligo al personale scolastico, agli studenti universitari e ai passeggeri di bus interregionali, aerei, treni Intercity, Intercity Notte e Alta Velocità, traghetti e navi interregionali, eccetto lo stretto di Messina (DL 111/2021).
  • 11 Settembre 2021: estensione dell’obbligo a chiunque acceda alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative con esclusione di bambini, alunni e studenti e di altre eccezioni previste (DL 122/2021).
  • 15 Ottobre 2021: estensione dell’obbligo a tutti i lavoratori pubblici e privati (DL 127/2021).

Sin dal 6 Agosto l’impatto dell’estensione del green pass è molto evidente sui tamponi rapidi, la cui media mobile a 7 giorni è aumentata in un mese del 57,7% passando da 113 mila (6 Agosto) a 178 mila (7 Settembre) per poi stabilizzarsi. Sui nuovi vaccinati l’effetto green pass è ancora modesto: dopo un lieve rialzo dopo il 6 Agosto, le prime dosi giornaliere sono crollate sino al minimo del 17 Settembre (media mobile 66,7 mila), registrando poi una timida risalita e stabilizzandosi intorno a quota 84mila (figura 15).

Figura 15

«La progressiva estensione del green pass – conclude Cartabellotta – ha ottenuto un effetto molto netto in termini di testing della popolazione, contribuendo a ridurre la circolazione del virus, ma sinora non ha prodotto nessuna impennata nella curva dei nuovi vaccinati. Considerato che almeno 5 milioni di persone non vaccinate sono in età lavorativa, la prova del nove per valutare l’efficacia della “spinta gentile” arriverà intorno al 15 ottobre, data di decorrenza dell’obbligo del green pass per dipendenti pubblici e privati».

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