SICUREZZA DIGITALE

I Bitcoin sono sicuri? Ecco l’ultima truffa

La sete del guadagno facile porta a bere qualunque fregatura.

Un gruppo di hacker il 23 settembre scorso è entrato illegalmente nel sito web di Bitcoin.org, che su Internet somiglia tanto ad una sorta di URP cui si possono chiedere informazioni e consigli sulla famosa criptovaluta.

I pirati informatici hanno approfittato dell’aver preso il controllo di quel server per fingere di essere i naturali interlocutori che un cybernauta immagina di incontrare allo sportello virtuale.

Chi è approdato a quella destinazione ha visto apparire sul proprio schermo un messaggio pop-up (quelli che si spalancano in sovrimpressione sul monitor guadagnando prepotentemente spazio e attenzione) che prometteva ai visitatori la possibilità di raddoppiare i propri soldi inviando denaro ad un portafoglio bitcoin (ovvero ad un conto di criptovaluta di un ipotetico mediatore finanziario).

Il tiro mancino dei malintenzionati è avvenuto nottetempo ed è durato abbastanza poco, giusto il tempo per sgraffignare 17mila dollari a qualche pirla che nottetempo sognava (ad occhi aperti) di diventare ricco in pochi istanti.

Qualcuno si deve essere accorto dell’inghippo e nel giro di qualche ora la pagina è stata “azzerata” e l’annuncio miracoloso è sparito da Internet, evitando che altri potessero cascare in trappola.

La proposta era strutturata in maniera credibile e la sua visualizzazione era completa di tutti quei dettagli che piacciono tanto a chi pensa di poter far tutto con uno smartphone o con qualunque altra diavoleria elettronica. Per la gioia di queste persone non mancava il sempre più diffuso QR-code che consentiva – una volta inquadrato – di completare l’operazione (e di farsi fregare bene bene).

La circostanza più struggente di questa storia è che la didascalia dell’allettante messaggio promozionale sottolineava la determinazione della Bitcoin Foundation di restituire alla comunità una parte dei cospicui utili conseguiti. Naturalmente questa straordinaria opportunità era riservata ai primi diecimila partecipanti e una simile presunta limitazione ha adeguatamente incentivato chi non voleva finire fuori di qualche posto da quella tanto ambita graduatoria….

Il fenomeno dei truffatori-benefattori è in significativa crescita. Secondo la BBC queste bande criminali (etichettate come “Giveaway Gang”) hanno sgraffignato oltre 18 milioni di dollari nei primi tre mesi del 2021 (superando di due milioni il totale della refurtiva accumulata l’anno precedente).

L’ambizione di ricevere premi o regali, il desiderio di moltiplicare i propri averi e la bramosia di ottenere quel che ad altri è precluso fanno scattare l’irrefrenabile corsa verso le fauci del furbetto di turno.

In Rete – come nella vita – nessuno regala niente. Nonostante lo si ripeta da troppo tempo, c’è ancora – ahinoi – chi è pronto ad abboccare all’amo…

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