GUERRA DELL'INFORMAZIONE

Presidente ci spieghi qual è la differenza tra lei e Donald Trump!

Crisi al confine: piovono pesanti critiche a Joe Biden dalla sinistra americana

Dell’imbarazzante crisi al confine tra Stati Uniti e Messico  avevamo già scritto in marzo, quando la pentola dello scandalo mediatico era soffocata dal pesante coperchio della lunga luna di miele tra Casa Bianca e corporate media. 

Il problema dell’immigrazione illegale è stato da sempre uno dei più difficili da risolvere per gli Stati Uniti e le ultime tre presidenze non sono un’eccezione. Sia Bush che Obama si sono cimentati a combattere il fenomeno con scarsissimi risultati numeri alla mano.

La schietta politica di Trump che si riproponeva tra le altre cose di continuare la costruzione del controverso muro (costruzione che aveva visto un incremento di più di 200 chilometri sotto l’amministrazione Obama-Biden) ed applicare le leggi esistenti separando le famiglie dei migranti illegali arrestati al confine, aveva subito gravi critiche dall’opposizione e dai media.

Joe Biden aveva parlato chiaro durante la sua campagna elettorale definendo i “bambini chiusi in gabbia’’ dell’amministrazione Trump un approccio insostenibile e promettendo un’accoglienza più umana, leggi meno restrittive ed un “rilassamento” di quelle esistenti che avrebbe consentito tra le altre cose, ingresso e accoglienza incondizionata negli Stati Uniti ai minori non accompagnati.  

Com’ era facile prevedere, durante il primo mese in carica dell’amministrazione Biden, il numero di bambini non accompagnati che tentano di varcare il confine illegalmente ha registrato un incremento senza precedenti mettendo a dura prova infrastrutture e centri di accoglienza, esacerbando la già drammatica situazione indotta dalla pandemia in corso. 

Difficili da dimenticare le foto di adulti che spingono i bimbi oltre l’alto muro di confine, mettendo così a repentaglio le loro giovani vite. 

Ecco le conseguenze della perversa logica senza pietà che origina quando la bramosia del voto spinge il candidato meno scrupoloso a fare promesse, pienamente consapevole del tragico potenziale in esse contenuto.

E così si assiste all’esodo verso il confine prima dal centro America ed adesso da Haiti di migliaia di migranti illegali in cerca di migliori opportunità e un futuro diverso da quello offerto dal loro paese.

Migranti illegali provenienti prevalentemente da Haiti, raggruppati in un accampamento lungo il ponte Internazionale Del Rio, mercoledì 22 settembre, 2021, in Del Rio, Texas. (Associated Press) (AP Photo/Julio Cortez)

Li si ospita sotto un ponte in Texas in condizioni igieniche pietose e si cerca di montare un caso mediatico, accusando ingiustamente agenti a cavallo del Border Patrol, la polizia di frontiera americana, di aver frustato i migranti, dirottando l’attenzione dal problema principale che viene riassunto così bene in una retorica domanda posta al presidente Biden, non da un giornalista dell’opposizione, ma da Marisa Franco – leader di Mijente, un gruppo che si batte per i diritti civili dei “Latinos” – sul New York Times:  

“Presidente, ci spieghi qual è la differenza tra lei e Trump”.

“Lei ha predicato durante la sua campagna elettorale come il tema dell’immigrazione fosse quello in cui l’approccio di Trump era inumano e aveva segnato il suo fallimento. L’ultima volta che ho controllato, Trump non è il presidente”.

Migranti illegali Haitiani inseguiti da agenti a cavallo del Border Patrol mentre tentano di varcare il Rio Grande nel tentativo di entrare in Texas dal Messico. Credit: Getty Images

E’ proprio il New York Times in un pezzo del 23 settembre ad aprire con pesanti accuse al presidente degli Stati Uniti con quello che è senza dubbio il peggior insulto per l’amministrazione Biden-Harris, un parallelo con l’odiatissima, criticatissima era Trump: “Le immagini potrebbero essere state prese direttamente dal manuale strategico su come trattare i migranti a cura dell’ex presidente Donald J. Trump; gli agenti a cavallo del Border Patrol mentre raggruppano famiglie di disperati haitiani al confine sud ovest del paese, per deportazione rapida dagli Stati Uniti”.

Biden, non sapendo come rispondere ed oltraggiato dalle imbarazzanti domande che provengono adesso anche da rappresentanti del suo stesso partito, reagisce nella maniera più che collaudata sin dall’inizio della sua presidenza, quella cui abbiamo assistito durante tutti i fiasco di questa amministrazione, da quello del “defund the police” al fallimento in Afghanistan, dall’esacerbarsi della pandemia cui stiamo assistendo in questi giorni all’inflazione al picco più alto registrato negli ultimi 30 anni negli Stati Uniti.  

Puntare il dito altrove. 

Sono di sabato scorso le dichiarazioni del presidente americano sulla presunta condotta degli agenti a cavallo del Border Patrol che ha definito le loro azioni “orribili” dichiarando che “tutto ciò è oltraggioso, vi prometto che quelle persone (gli agenti NdR) pagheranno”. 

Nella giornata di ieri, il ponte Internazionale Del Rio è stato completamente sgomberato. Scoraggiati dagli episodi di rimpatrio verso Haiti a cura dei federali americani, i migranti hanno deciso di tornare in Messico e con ogni probabilità provare di nuovo in posti dove la presenza di media e guardie del Border Patrol non sia così assillante. Dal 9 settembre, si sono contati circa 30,000 migranti illegali haitiani in Del Rio di cui 15,000 sotto il ponte in questione. 12,400 sono in Texas in attesa di essere ascoltati dai giudici del servizio d’immigrazione mentre circa 2,000 sono stati deportati in Haiti e 5,000 sono detenuti a cura del Department of Homeland Security statunitense. Il resto si suppone costituisca il totale dei rientrati volontariamente in Messico. 

Border Patrol a cavallo intenti a contenere migranti illegali mentre cercano di attraversare il fiume Rio Grande per entrare dal Messico in Del Rio, Texas, domenica 19 settembre 2021. Photo credits: Felix Marquez / AP

Durante l’amministrazione Trump la critica dei media verso i cosiddetti “bambini in gabbia” arrivava con precisa scadenza, spesso giornaliera. 

Quello che non dicevano allora era che Barack Obama aveva costruito quelle gabbie e quello che non dicono oggi è che sotto l’amministrazione Biden-Harris le gabbie sono più grandi e più piene di quanto non lo siano mai state in precedenza. 

Perché Joe Biden e perfino Kamala Harris – che è il personaggio politico delegato dal presidente alla soluzione della crisi al confine – continuano entrambi a rifiutarsi di visitare la valle del Rio Grande? 

Perché nel momento in cui decidessero farlo, sarebbero accompagnati da centinaia di telecamere.

E come tutti sanno, verba volant, video manent. 

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