SICUREZZA DIGITALE

Hackers bloccano la catena produttiva americana

Un nuovo caso di ransomware potrebbe causare una carestia.

Un nuovo attacco ransomware condotto dal gruppo BlackMatter sta mettendo in ginocchio i sistemi informatici di 11 milioni di fattorie gestiti dalla società New Cooperative.
La questione è sensibile perché nel caso vittime e hackers non dovessero mettersi d’accordo, con un così alto numero di fattorie ingestibili nei loro processi produttivi,  inevitabilmente si verificheranno situazioni spiacevoli che porteranno ad un minor afflusso di derrate alimentari alle catene distributive e in ultima istanza, sugli scaffali dei negozi. Ricordiamo infatti che l’automazione nelle fattorie è oggi un ausilio essenziale ai fini delle quote di produzione.

La questione è molto semplice e si sta giocando tutta sul significato del termine infrastruttura critica.
Da una parte abbiamo il gruppo criminale BlackMatter che, come si evince dalla foto sottostante,  si autodefinisce etico perché nel  suo statuto interno vige la regola che gli attacchi ransomware non debbano essere rivolti verso infrastrutture critiche. Dall’altra abbiamo la società New Cooperative che chiede a BlackMatter il rilascio delle chiavi di decrittazione senza voler pagare un riscatto, perché si autodefinisce infrastruttura critica, gestendo a tutti gli effetti i processi produttivi di tantissime aziende agricole americane, rifiutandosi di conseguenza di pagare i 5,9 Milioni di dollari del riscatto.

New Cooperative in queste ore sta cercando una soluzione dialogando con il “customer service” di BlackMatter con una strategia tutta legata alla semantica dei termini infrastruttura critica ma a giudicare dalla reazione di BlackMatter  l’unica soluzione sarebbe quella di negoziare uno sconto sui 5,9 Milioni inizialmente richiesti come riscatto.

L’incidente non è il primo nell’industria alimentare: in precedenza infatti vennero attaccati i sistemi informatici della società JBS food, la più grande catena di macellazione del mondo con una richiesta di riscatto di 11 Milioni di dollari che vennero prontamente pagati al gruppo hacker REvil.
In ogni caso questa è l’ennesima patata bollente che ora l’amministrazione Biden si troverà costretta a gestire. Lo scorso 28 luglio, infatti, la Casa Bianca ha comunicato di aver intrapreso passi importanti per contrastare questa tipologia di crimine, inclusa la creazione di un Recovery Plan.
Ora alla New Cooperative non restano che due opzioni: pagare il riscatto oppure pregare che alle parole della Casa Bianca seguano i fatti.
Auguri.

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