CITTADINI & UTENTI

La privacy per la ASL Roma 2 non esiste

La brutta storia di un referto in balia del recapito postale

Non di rado la storia della riservatezza dei dati è solo un pretesto per gli attaccabrighe, ben lieti di potersi ancorare a qualche cavillo per far valere i propri diritti anche quando questi non sono lambiti da alcuna potenziale violazione a loro danno.

Stavolta però la questione è seria. Anzi, molto seria.

L’incresciosa vicenda riguarda un assistito del Servizio Sanitario Nazionale che si reca presso un ambulatorio pubblico per eseguire una serie di accertamenti clinici. Al termine dei prelievi domanda di poter avere copia del referto ma gli viene risposto che lo riceverà a casa.

Il signor Lorenzo, avendo sentito parlare degli entusiasmanti progressi tecnologici della Pubblica Amministrazione e dell’automazione dei Servizi al cittadino, si premura di dettare all’interlocutore il proprio indirizzo di posta elettronica.

E’ convinto di poter contare su una mail contenente un allegato opportunamente crittografato, impenetrabile per i curiosi e accessibile esclusivamente a chi possiede la parola chiave per aprire il file. L’equivalente dell’ “Apriti Sesamo” dovrebbe arrivargli con un SMS o con altro strumento alternativo: è così che gli hanno raccontato, è così che gli hanno spiegato parlandogli di “doppia autenticazione”…

Forte di queste conoscenze tecniche elementari e conscio che basta un errore di battitura nella digitazione dell’indirizzo di destinazione, inizia a scandire i caratteri della propria mail, ma viene subito stoppato dall’incaricato della struttura. L’addetto spiega che sarebbe un azzardo spedire via Internet un documento che contiene dati sensibili e comincia a sciorinare una lunga sequel di possibili insidie che metterebbero a repentaglio la privacy del paziente. L’elenco non dimentica certo gli hacker (la Sanità della Regione Lazio ne sa tristemente qualcosa) e ogni altra sorta di malintenzionato che il palcoscenico della Rete ospita offrendo ruoli di protagonista e di comparsa a chicchessia.

Lorenzo – già strapazzato dalla sottomissione ad ogni tipo di ispezione – viene informato che le carte di suo interesse arriveranno attraverso il Servizio Postale.

Pur poco convinto dall’impiegato della ASL che forse peccava di ridotta capacità comunicativa, l’appena sopravvissuto agli esami medici libera la propria fantasia e ipotizza ogni precauzione a sua salvaguardia.

Si va dal “pacco anonimo” (che normalmente induce la portiera dello stabile o gli altri condomini ad immaginare la consegna di qualche imbarazzante sex-toy) alla confezione “blindata” e ci si augura che il tutto arrivi comunque in fretta.

Lo sventurato – che ancora non conosce la triste sorte che lo attende – confida nel rispetto delle più elementari regole di buon senso e nell’adozione di quelle poche piccole precauzioni che non sfuggirebbero al buon padre di famiglia.

Quando la busta arriva – quasi Russel Crowe, il gladiatore, avesse dato il suo segnale – si scatena l’inferno.

Partiamo dall’aspetto esterno della comunicazione. Giusto per solleticare la curiosità di chi lungo l’itinerario (dalla scrivania della ASL al tavolo di casa) potrebbe essere indotto a dare una sbirciatina, la busta reca in bella evidenza non solo l’inconfondibile logo dell’Ente Pubblico ma anche la dicitura stampigliata su due righe, sopra “RISERVATO” e subito sotot “DOCUMENTAZIONE SANITARIA”.

L’involucro ha la classica finestrella trasparente che permette di conoscere chi è il destinatario della missiva ma anche e soprattutto a chi si riferiscono i dati sensibili contenuti all’interno.

Fermiamoci un istante e proviamo a fantasticare le possibili tragedie che tale corrispondenza è in grado di innescare. Non voglio condizionare le rispettive suggestioni dei lettori e mi limito alla lista di alcuni possibili impiccioni. La lettera è arrivata con posta ordinaria e quindi è destinata a finire nella normale cassetta fuori dall’uscio o nell’atrio del palazzo; chiunque la può prendere, aprire magari delicatamente la chiusura certamente non ermetica, visionare i vari fogli che sono stati mandati….

L’assicuratore con cui si è stipulata la polizza vita, il direttore dell’agenzia bancaria che ha concesso il mutuo, gli eventuali creditori e debitori diversamente interessati alla sorte del tizio, il vicino di casa con cui si è in guerra o più semplicemente i familiari: a voi la scelta per scoprire quali possano essere le mani peggiori in cui il plico può andare a finire.

Nel caso di Lorenzo è stata la suocera a metter mano su quelle pagine, forse preoccupata per la salute del genero o magari semplicemente ficcanaso.

La donna, anche lei non in perfetta forma, nel vedere alcuni valori “sballati” comincia ad agitarsi e (temendo qualche patologia per il congiunto) mette in crisi il cuore già debole… Si sente male e si rende necessario il tempestivo intervento di un medico…

Non è dato sapere se il dottore ha prescritto alla signora analisi di vario genere: viste le dinamiche di comunicazioni della ASL Roma 2 si potrebbe innescare un irrefrenabile effetto domino…

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