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Farewell, Sir Clive

Si spegne a 81 anni un gigante della tecnologia ed un imprenditore visionario

Poche persone hanno avuto un impatto sul panorama tecnologico attuale, quanto Clive Sinclair. Una carriera eccezionale la sua, ma soprattutto un obiettivo nobilissimo: portare l’elettronica alle masse.

Nato nel ’40, nel 1961 fonda la sua prima azienda, la Sinclair radionics, che produce una delle primissime radio miniaturizzate, amplificatori stereo di classe D, un piccolissimo televisore portatile a batterie, un “proto smart watch” e la prima calcolatrice digitale.

Sinclair Radionics Black watch del 1975
Calcolatrice Sinclair Radionics Black Watch del 1975
TV portatile Sinclair Radionics MTV-1 del 1977

Già solo questi risultati sarebbero eclatanti, ma il genio di Cambridge spiega davvero le sue ali con l’avvento degli home computer.

Nel 1977 disegna con Ian Williamson (che poi fonderà Acorn Computers) il microcomputer in kit MK14. Nel 1979 – grazie al mitico microprocessore Zilog Z80 disegnato da Faggin – sviluppa lo ZX80, che verrà lanciato nel 1980. A questo segue lo ZX81, ma soprattutto lo ZX Spectrum prodotto e distribuito anche in USA come Timex TS1000.

ZX Spectrum

Questo piccolo grande computer, temibile rivale del Commodore C64 ai tempi eroici degli 8-bit, è stato un veicolo importantissimo per far entrare un computer in ogni casa negli anni ’80. Non solo, fino alla metà dei ’90 in alcuni paesi dell’Europa dell’Est i cloni dello ZX erano gli unici computers disponibili.

La parabola informatica della Sinclair prosegue con lo sfortunato QL, Quantum Leap. Lanciato pochi mesi prima del Macintosh di Apple, condivide con questo un processore 16-bit della famiglia Motorola  M68000; lo stesso “motore” che si sarebbe potuto trovare sotto il cofano del Mac, o dell’Atari ST, o dell’Amiga.

Il QL è stato il computer domestico più veloce del suo tempo, al lancio, grazie a un clock a 16 MHz. È stato anche il primo pc di Linus Torvalds, che decise di implementare alcune caratteristiche tecniche geniali del sistema operativo del QL – come il pre emptive multitasking – nella sua creatura: Linux.

Nonostante alcune caratteristiche all’avanguardia, come la presenza di serie di una connessione di rete, il QL è stato piagato da problemi tecnici che ne hanno ostacolato il successo commerciale. Dopo poco il marchio Sinclair è stato venduto a Amstrad.

La passione di Clive Sinclair per l’elettronica lo ha portato a confrontarsi con due sfide tecnologiche attualissime: l’informatica per tutti e la mobilità elettrica e sostenibile.

Su questo ultimo fronte, i risultati più interessanti sono il veicolo elettrico C5 del 1985. Negli anni ’90 la passione elettrica di Sir Clive lo porta a lavorare alla bici elettrica Zike (rilasciata nel 1992) e alla A-bike, disponibile sia in versione elettrica che solo a pedali, rilasciata nel 2006.

Il C5 e la bici elettrica Zike
A-bike meccanica

e l’annunciato veicolo ibrido  pedali-elettrico X-1 del 2010, mai rilasciato.

Il prototipo del Sinclair X-1

L’avventura di Clive nel mondo della mobilità non ha avuto il successo commerciale sperato, ma ha contribuito a porre le basi della rivoluzione in corso verso la sostenibilità.

Clive Sinclair nel 1983 ha ricevuto dottorati honoris causa dall’Università di Bath, dalla Heriot-Watt e dall’Università di Warwick. Nello stesso anno viene elevato al rango di cavaliere ottenendo il titolo di Sir, nel 1984 viene ammesso come fellow all’Imperial College di Londra.

È stato membro della sezione inglese del Mensa e amante del poker al punto di partecipare e vincere in tornei come il Celebrity Poker Club.

Sir Clive era ateo. È morto il 16 Settembre 2021 a Londra dopo una battaglia decennale contro un cancro. Lascia tre figli: Crispin, Bartholomew e Belinda; cinque nipoti e due bis nipoti.

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