SPECIALE CORONAVIRUS

Pandemia: un raggio di sole sul ciglio del baratro

Negli ospedali ormai quasi solo non vaccinati. Ancora più di 3 milioni di over 50 senza copertura. “Cure domiciliari”: una bufala che rischia di rendere vani gli sforzi fatti finora.

Bentornati al nuovo appuntamento con i dati del monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE, che riceviamo e pubblichiamo. 

Partiamo innanzitutto dalla sezione che riguarda i dati epidemiologici, per poi approfondire i temi legati alla vaccinazione. Nella settimana 8-14 settembre 2021, rispetto alla precedente, tutti i numeri in calo: scendono i nuovi casi (33.712 vs 39.511) (figura 1), i decessi (389 vs 417) (figura 2), i casi attualmente positivi (122.340 vs 133.787), le persone in isolamento domiciliare (117.621 vs 128.917), i ricoveri con sintomi (4.165 vs 4.307) e le terapie intensive (554 vs 563) (figura 3). 

Figura 1
Figura 2
Figura 3

Rispetto alla settimana precedente, si registrano le seguenti variazioni:

  • Decessi: 389 (-6,7%), di cui 52 riferiti a periodi precedenti
  • Terapia intensiva: -9 (-1,6%)
  • Ricoverati con sintomi: -142 (-3,3%)
  • Isolamento domiciliare: -11.296 (-8,8%)
  • Nuovi casi: 33.712 (-14,7%)
  • Casi attualmente positivi: -11.447 (-8,6%)

La dichiarazione del Presidente Cartabellotta: «Continuano a diminuire i nuovi casi settimanali sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 4.816» (figura 4). Nella settimana 8-14 settembre 2021, rispetto alla precedente, 4 Regioni registrano un incremento percentuale dei nuovi casi e in sole 2 Regioni crescono i casi attualmente positivi . Solo in 2 Province si contano oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Siracusa (178) e Messina (168) e scendono a 56 le Province con incidenza pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Sicilia e Umbria tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. In calo anche i decessi: 389 negli ultimi 7 giorni – di cui 52 riferiti a periodi precedenti – con una media giornaliera di 56 rispetto ai 60 della settimana precedente. La Dott.ssa Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione, ha commentato così queste novità: «Sul fronte ospedaliero dopo 8 settimane di aumento si registra una lieve riduzione dei posti letto occupati da pazienti COVID-19, che scendono del 3,3% in area medica e dell’1,6% in terapia intensiva».

Figura 4

A livello nazionale il tasso di occupazione dei letti di ospedale rimane basso, il 7% in area medica ed il 6% in area critica (le “Terapie intensive”). Persistono purtroppo notevoli differenze regionali (figura 5): per l’area medica si collocano sopra la soglia di pericolo del 15% la Sicilia – con il 21% di letti occupati – e la Calabria, con il 17%. Per quanto riguarda l’area critica, la soglia di pericolo del 10% viene superata dalle Marche (13%), dalla Sicilia (11%) e dalla Sardegna (11%). Nelle parole del Direttore Operativo Mosti «Iniziano a scendere anche gli ingressi giornalieri in terapia intensiva con una media mobile a 7 giorni di 36 ingressi/die rispetto ai 42 della settimana precedente» (figura 6).

Figura 5
Figura 6

Per quanto riguarda i Vaccini, le forniture risultano sufficienti: al 15 settembre (aggiornamento ore 6.09) risultano consegnate 91.849.241 dosi: con 3,7 milioni di dosi dell’ultima settimana (figura 7) le scorte di vaccini a mRNA superano quota 10 milioni. Per quanto invece riguarda le somministrazioni, al 15 settembre (aggiornamento ore 06:09) il 74,1% della popolazione (n. 43.924.031) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+552.102 rispetto alla settimana precedente) e il 68% (n. 40.295.980) ha completato il ciclo vaccinale (+1.223.873) (figura 8). In calo nell’ultima settimana il numero di somministrazioni (n. 1.720.055) (figura 9), con una media mobile a 7 giorni di 234.183 somministrazioni/die (figura 10).

Figura 7

Figura 8

Figura 9

Figura 10

La decelerazione desta preoccupazioni, ad esempio il Presidente Cartabellotta commenta così «Nonostante la considerevole disponibilità di dosi il numero di prime somministrazioni, dopo tre settimane di stabilità intorno a quota 720-750 mila, nell’ultima settimana è sceso a 525 mila. In attesa di conoscere gli effetti dell’estensione dell’obbligo del green pass, è evidente che le attuali strategie della campagna non riescono a contrastare l’esitazione della popolazione ancora non vaccinata». Per quanto riguarda la copertura degli over 50, l’88,9% della popolazione over 50 ha ricevuto almeno la prima dose di vaccino, (+0,5% rispetto alla settimana precedente) con nette differenze regionali: dal 93,3% della Puglia all’83% della Calabria. In dettaglio:

  • Over 80: degli oltre 4,4 milioni, 4.205.980 (93,9%) hanno completato il ciclo vaccinale e 102.620 (2,3%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 70-79 anni: degli oltre 5,9 milioni, 5.353.137 (89,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 133.144 (2,2%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 60-69 anni: degli oltre 7,3 milioni, 6.376.274 (85,7%) hanno completato il ciclo vaccinale e 219.502 (2,9%) hanno ricevuto solo la prima dose.
  • Fascia 50-59 anni: degli oltre 9,4 milioni, 7.491.811 (79,1%) hanno completato il ciclo vaccinale e 440.596 (4,7%) hanno ricevuto solo la prima dose.

Quindi complessivamente 3,9 milioni di over 50 (14,4%) non hanno ancora completato il ciclo vaccinale (figura 11), con rilevanti differenze regionali (dal 17% della Calabria al 6,7% della Puglia) (figura 12): di questi, 3,03 milioni non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose. Questo è un dato molto preoccupante, dato che questi individui sono quelli più suscettibili ai rischi di ospedalizzazione, intubazione e morte: una vera e propria bomba pronta ad esplodere per il carico degli ospedali che già arrancano. 

Figura 11
Figura 12

Fortunatamente, a fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione tra i 50+, continuano a salire le curve degli under 50, ed in particolare delle fasce 12-19 e 20-29 anni che hanno già superato le fasce 30-39 e 40-49 anni (figura 13). La figura 14 illustra le coperture vaccinali per fascia di età mentre la figura 15 riporta, sempre per fascia d’età, il numero delle persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose. In particolare, con le scuole già ripartite, preoccupa che nella fascia 12-19 anni, nonostante il costante incremento delle coperture, ancora 1,53 milioni di ragazzi (33,7%) non abbiano ricevuto nemmeno una dose di vaccino, con rilevanti differenze regionali (figura 16): detto in parole semplici un terzo dei “teenagers” non ha nessuna protezione: questa è l’altra bomba pronta a scoppiare, vista la riapertura delle scuole.

Figura 13

Figura 14

Figura 15

Figura 16

Il rapporto si conclude riassumendo le conoscenze attuali sull’efficacia dei vaccini: da aprile ad oggi questa si conferma stabile e molto elevata nel ridurre i decessi (96,3%) e le forme severe di malattia che necessitano di ricovero in area medica (93,4%) e in terapia intensiva (95,7%). Purtroppo relativamente alle diagnosi di SARS-CoV-2 invece, l’efficacia si è ridotta dall’88,5% (periodo 4 aprile-11 luglio) al 77,3% (periodo 4 aprile-5 settembre), in misura inversamente proporzionale all’età: infatti, nella fascia 12-39 anni l’efficacia è scesa sino al 67,2% nelle scorse settimane, ed ora dopo una stabilizzazione sembra risalire (figure 17 e 18). «Questo conferma – spiega Cartabellotta – che durante il periodo estivo tra i più giovani deve aver influito l’incremento dei contatti sociali e la minore attenzione ai comportamenti individuali, fondamentali per prevenire il contagio anche nelle persone vaccinate». Nei soggetti vaccinati con ciclo completo, rispetto ai non vaccinati, si registra un netto calo dell’incidenza di diagnosi e soprattutto di malattia severa che porta ad ospedalizzazione, ricovero in terapia intensiva o decesso: nelle varie fasce di età, le diagnosi di SARS-CoV-2 si riducono infatti del 77,8-80,7%, i ricoveri ordinari dell’88,8-95,6%, quelli in terapia intensiva del 92,5-97,4% e i decessi del 93,4-100% (figura 19).

Figura 17
Figura 18
Figura 19

«Il progressivo aumento delle coperture vaccinali e l’adesione ai comportamenti individuali – conclude Cartabellotta – hanno permesso di contenere la quarta ondata e i nuovi casi e i ricoveri hanno finalmente iniziato a scendere. Tuttavia con l’autunno alle porte, la riapertura delle scuole e i 9,4 milioni di persone, oltre agli under 12, che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, si rischia una ripresa della circolazione del virus e un aumento delle ospedalizzazioni con conseguenti limitazioni nell’assistenza ai pazienti non COVID-19. In questo contesto, è inaccettabile la presa di posizione di personaggi pubblici, tra cui medici e politici, che, sovvertendo la metodologia della ricerca scientifica, alimentano la disinformazione mettendo a rischio la salute delle persone. Soprattutto di quelle indecise, che rifiutano vaccini efficaci e sicuri confidando in protocolli di terapia domiciliare non autorizzati o addirittura in farmaci dannosi e controindicati». Riassumendo quindi la somma delle conoscenze attuali: vaccini per tutti, prosecuzione del distanziamento sociale e dell’uso delle mascherine e, soprattutto, stretta adesione alle evidenze scientifiche. Questa è la ricetta per uscire da questo incubo. Le soluzioni facili sono intriganti ma hanno come unico risultato quello di proseguire con questa situazione insostenibile e farci perdere i vantaggi acquisiti. 

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