SPECIALE CORONAVIRUS

I vaccini in Italia: ragioniamo sui numeri

Secondo i dati pubblicati dall’AIFA nel 99,88% degli adulti e nel 99,98% della fascia fra 12 e 19 anni, i vaccini non producono alcun evento avverso, neanche lieve

La pandemia di COVID-19 ha generato a livello mondiale una malsana infodemia, causata da sedicenti esperti appartenenti alle discipline più svariate; da esperti veri, ma con imperfette capacità di comunicazione; da analfabeti funzionali dotati di tastiera; e persino da esponenti politici, pronti a intercettare le intemperanze dei no-vax e a solleticarle per fini di consenso.

È quindi necessario ogni tanto riportare la discussione nel solco dell’oggettività, e commentare il reale sulla base dei numeri, che sono l’unica misura di cosa succede effettivamente.

Nella giornata dello scorso 10 settembre, l’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato l’ottavo Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini COVID-19. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 agosto 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.

Per capire adeguatamente i numeri ed il loro significato, va innanzitutto portata l’attenzione sul termine sospetta. Quest’ultimo significa che il totale delle segnalazioni, il quale, come vedremo, è statisticamente poco significativo, non è da prendere in senso assoluto. Tutte le segnalazioni, infatti, saranno sottoposte ad un esame critico che vada a confermare o a smentire che le reazioni osservate siano effettivamente correlate alla somministrazione del vaccino. Ove ciò sia confermato, la relativa reazione sarà inserita nel novero di quelle ufficialmente osservate, ed inclusa nella scheda tecnica di prodotto – il foglietto che di norma troviamo nelle scatole di medicinali. Nel caso in cui si osservassero reazioni gravi o addirittura letali, e venisse provata la correlazione con la somministrazione, il prodotto incriminato sarebbe ritirato dal mercato, senza se e senza ma.

Chiarito come funziona il processo di farmacovigilanza, costruito per proteggere la popolazione al massimo livello possibile, andiamo a osservare quali sono i numeri oggettivi.

Nel periodo di sopra segnalato sono pervenute 91.360 segnalazioni su un totale di 76.509.846 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 119 ogni 100.000 dosi, lo 0,12%), di cui l’86,1% riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.

Le segnalazioni gravi corrispondono al 13,8% di quelle totali, con un tasso di 13 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate – vale a dire lo 0,01%. Come per i precedenti periodi di osservazione, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (80% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore successive, ed è consistita in febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, reazione locale o dolore in sede di iniezione, brividi e nausea.

Veniamo ora alla fascia di popolazione più giovane, quella compresa fra 12 e 19 anni, la quale è comprensibilmente oggetto delle preoccupazioni genitoriali, ed anche quella più interessata da ragionamenti a ruota libera e punto di leva per coloro che diffondono la paura per i propri fini di visibilità personale, sociale o elettorale.

Alla data del 26/08/2021 sono pervenute 838 segnalazioni di sospetto evento avverso su un totale di 3.798.938 dosi somministrate, con un tasso di segnalazione di 22 eventi avversi ogni 100.000 dosi somministrate (cioè pari ad una probabilità dello 0,02%). La distribuzione per tipologia degli eventi avversi non è sostanzialmente diversa da quella osservata per tutte le altre classi di età, cioè la grandissima maggioranza dei pur statisticamente pochi eventi avversi sono di forma lieve.

Riassumendo: secondo i dati pubblicati dall’AIFA, e in attesa di confermare quante delle reazioni avverse più o meno gravi siano effettivamente da ricondursi all’inoculazione, nel 99,88% degli adulti e nel 99,98% della fascia fra 12 e 19 anni, i vaccini non producono alcun evento avverso, neanche lieve. Un dato certamente confortante per la prosecuzione della campagna di immunizzazione della popolazione mondiale, e che riduce una volta per tutte la pletora di fake news in materia al suo vero ruolo.

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