SPECIALE CORONAVIRUS

Il pericoloso rapporto fra politica e scienza

La gestione della pandemia riaccende il dibattito sul rapporto fra gli scienziati e il mondo politico e la necessità di non confondere i ruoli.

Si parla molto in questi giorni del finanziamento al laboratorio di Wuhan attraverso la società americana EcoHealth per lo studio del SARS-Cov-2. 

Anthony Fauci, in audizione a luglio al senato americano ha risposto alle domande su questo studio e ha escluso che si trattasse di una ricerca “gain of function” ovvero il potenziamento del virus per studiarne il comportamento in laboratorio ed essere preparati nel caso in cui queste mutazioni si verifichino spontaneamente in natura. 

Fauci, direttore del “National Institute of Allergy and Infectious Diseases” e consulente del Presidente Biden, ha aggiunto che gli scienziati si confrontano costantemente sui limiti da imporre alla ricerca sui virus, specialmente da quando c’è stata la Sars nel 2002 e 2003, ma che è importante non interrompere gli studi sull’interfaccia animale-uomo. 

Il dibattito sul limite degli esperimenti scientifici non riguarda solo Fauci, ma tutta la comunità scientifica, la quale oltretutto ribadisce che il covid è originato da un salto naturale e non in laboratorio e che essere aperti alla verifica sulla possibilità che sia uscito dal laboratorio non vuol dire sostenere che dal laboratorio sia uscito.

Ai repubblicani giova mettere Fauci sul banco degli imputati, dichiararlo colpevole e chiederne il licenziamento in un crescendo mediatico senza processo alcuno.  Certo, siamo in democrazia, la ricerca della verità è sacrosanta e Fauci è tenuto a condividere ciò che sa.  

Ma i danni di queste manovre vanno ben oltre le schermaglie politiche. 

I giudizi sul finanziamento EcoHealth influiscono sulla percezione della responsabilità che gli Stati Uniti possano aver avuto nel caso fosse dimostrata la tesi della fuga del virus dal laboratorio, tesi che ad oggi risulta tutta da dimostrare.  La priorità diventa affossare l’avversario politico e non pensare alla reputazione del paese. 

Potrebbe non essere tutta opera dei repubblicani la messa sotto torchio di Fauci. Secondo un report della società di cybersicurezza Mandiant, un’operazione estesa e strutturata di influenza online da parte di un’organizzazione legata al governo cinese sta prendendo di mira gli americani sfruttando le divisioni sulla pandemia Covid-19.  Altro motivo per pensare alla protezione degli Stati Uniti e non alle divisioni interne.

Il desiderio di screditare Fauci e additarlo come proponente esperimenti pericolosi è molto apprezzato dai cinesi che vedono diluita la propria responsabilità.  L’attenzione dei media e dell’OMS si disperde e non si focalizza sulle risposte che il mondo si aspetta dai cinesi.  

Ma soprattutto screditare Fauci adesso vuol dire ridurre la fiducia degli americani nei confronti di chi è chiamato a salvarli dalla pandemia in modo scientifico e professionale.  Aumentano i dubbi degli indecisi a vaccinarsi, calano le vaccinazioni e si da manforte ai no-vax e ai no-mask.  Gioco pericoloso che politicamente per qualcuno può valer la candela, ma non giova a nessuno in termini di vite umane da salvare. 

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