SPECIALE CORONAVIRUS

Ivermectina: avvelenati dalla disinformazione

Record di chiamate ai centri antiveleni negli Stati Uniti per intossicazioni da Ivermectina, un antiparassitario ad uso veterinario che spopola tra i no-vax

Abbiamo già coperto la bufala dell’idrossiclorochina dalle colonne di infosec.news, ma recentemente un nuovo candidato ha fatto breccia nel cuore dei virologi della domenica e dei sostenitori delle fantomatiche “cure domiciliari” (che non esistono) per la COVID-19: l’ivermectina. 

La National Public Radio USA riporta un dato inquietante, dal primo luglio ci sono state almeno 592 chiamate ai centri antiveleno per problemi legati a questo farmaco che ha avuto la sfortuna di assurgere a tutti i mali pandemici grazie alla disinformazione. 

Nel periodo tra Giugno e Agosto secondo il National Poison Data System (NPDS), che raccoglie i dati dai 55 centri antiveleno dei vari stati, c’è stata una crescita dei casi di esposizione riportati da 133 a ben 458, con un aumento del +245%.

Nel frattempo le terapie intensive di oltreoceano, già saturate dai malati COVID, sono costrette a trattare pazienti che si presentano con sintomi anche molto gravi, dovuti ad overdose delle formulazioni veterinarie di ivermectina, a dosaggi alti e formulate per i cavalli o i bovini.

NPDS riporta ben 1143 casi di intossicazione da ivermectina nel periodo dal primo gennaio al 31 Agosto di quest’anno, con un aumento del 163% rispetto allo scorso anno.

Se si guardano i dati dei diversi stati, in Minnesota c’è stato un solo caso a Luglio, mentre ben nove ad Agosto. 

In Kentucky si sono registrati 13 casi di intossicazione nel corso di quest’anno. Ashley Webb, il direttore del Kentucky Poison Control Center, ha dichiarato al Louisville Courier-Journal 《Di tutti i casi riportati quest’anno, il 75% è riconducibile a persone che hanno comprato ivermectina in negozi di forniture agricole e zootecnia e che quindi si stavano “curando” con prodotti ad uso veterinario, il restante 25% aveva una prescrizione per il farmaco ad uso umano.》

Da qui l’ormai famoso tweet dei Centers for Disease Control (CDC)  “You are not a horse. You are not a cow. Seriously, y’all. Stop it,” (Non siete cavalli, non siete una mucca. Seriamente, BASTA! n.d.a.). L’agenzia ribadisce che, per chi ha una prescrizione medica, comunque i farmaci vanno acquistati in farmacia e non all’Agricola o in qualche consorzio agrario (sic!) e vanno assunti conformemente alla prescrizione.

Questa molecola, come tutti i farmaci d’altronde, è potenzialmente letale e può dare danni anche gravissimi se usata con leggerezza e inesperienza. L’ivermectina prodotta ad uso veterinario può contenere ingredienti tossici per gli esseri umani

I CDC aggiungono che anche per chi assume ivermectina prodotta ad uso umano ci sono rischi, anche consistenti: può interagire con altri farmaci anche di uso comune (ad esempio gli anticoagulanti); inoltre è possibile andare in overdose del farmaco. In quest’ultimo scenario, i soggetti sperimenteranno un ventaglio di sintomi che va da nausea, vomito, diarrea, ipotensione, fenomeni allergici, e rimbambimento, fino all’atassia (un serio disturbo dell’equilibrio), convulsioni, coma e morte.

In almeno altri due stati, la Louisiana e Washington, sono stati diramati degli allarmi a riguardo, in seguito all’aumento degli accessi ai centri antiveleno.

Fino a metà Agosto nelle farmacie USA, secondo i CDC, sono state registrate 88000 prescrizioni settimanali di questo farmaco, con un aumento, rispetto all’epoca pre-COVID, del 24×.

Nello stesso periodo, gli NPDS hanno riportato un aumento del 5× delle chiamate in emergenza correlate a questa molecola, con alcuni di questi incidenti che hanno richiesto un ricovero ospedaliero. 

Gli stati da cui è giunta la maggior parte di queste segnalazioni sono Oklahoma, Alabama, Arkansas, Mississippi e Louisiana che, strano ma vero, sono sul discutibile podio di quelli in USA con la percentuale di vaccinati più bassa. L’eccezione che conferma la regola è rappresentata dalle Hawaii dove sono stati riportati molti casi di intossicazione da ivermectina e al contempo la percentuale di vaccinati è consistente. Ma che cos’è questa ivermectina? È un farmaco antielmintico ad ampio spettro costituito da una miscela di 22,23-diidroavermectina B1a + 22,23-diidroavermectina B1b. Viene usata in medicina umana come cura dei pidocchi, dei vermi e della scabbia. L’uso principale però è in veterinaria, dove è il trattamento di scelta per la dirofilariosi. Nella foto Ascaris lumbricoides, un verme che infetta gli umani e che è sensibile all’ivermectina.

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