CITTADINI & UTENTI

Il drone che misura la febbre dal cielo? Ditemi che non è vero….

Occhio a chi farà il bagno sul litorale romano, non solo ai nudisti di Capocotta…

La pagina ufficiale dell’Azienda Sanitaria Locale Roma 3, che su Facebook annunciava la demenziale iniziativa, non è più raggiungibile.

La ASL avrebbe previsto l’impiego di un quadricottero per sorvolare il litorale di Ostia dalle 11 alle 16 di sabato 4 e domenica 5.

Il motivo? Semplice! Rilevare la temperatura corporea dei bagnanti.

Mentre ci si domanda come mai tanta genialità non venga più proficuamente sfruttata per il progresso della civiltà umana (preferibilmente all’estero, magari in cambio di qualche più utile “cervello in fuga”), si ha qualche difficoltà a capire se ci si trova dinanzi ad una burla epocale oppure se davvero qualche manager della Sanità ha ritenuto di recepire o promuovere una simile grottesca iniziativa.

L’ente pubblico aveva spiegato che il controllo dell’eventuale stato febbrile delle persone sarebbe stato eseguito in maniera automatica dal dispositivo in volo sulla spiaggia. Il drone si manterrebbe ad una quota di non meno di 25 metri dal livello dell’acqua e ad una distanza non inferiore a 30 metri dalle persone.

L’oggetto volante perfettamente identificato (non parliamo infatti di UFO anche se ci sembra inverosimile tutta la storia) ha la missione di rilevare e identificare uomini, donne e bambini con la febbre e di procedere all’attivazione del servizio medico di sorveglianza.

Difficile prescindere dal rischio che questo attrezzo che gira sopra le teste di chi sta in riva al mare possa cadere e magari ferire qualcuno. Contusioni, ecchimosi, tagli o fratture causate in tali circostanze possono rientrare negli effetti collaterali del Covid? I vaccinati potrebbero farsi meno male? Quale la prognosi per chi ha fatto solo la prima dose? Un lieve incidente darebbe l’opportunità ai no-vax per ribadire che il Green Pass non serve a nulla…

Tralasciando guasti meccanici e relitti che piombano al suolo, merita un approfondimento la dinamica di allertamento del pronto intervento sanitario. Il team in questione segue la rotta del drone o deve arrivare da una struttura ospedaliera o di pronto soccorso? Quanto tempo ci impiega a “raggiungere il bersaglio” e quali elementi ha per individuarlo in mezzo alla folla?

Se il soggetto riconosciuto come febbricitante si sposta o si allontana, scatta l’inseguimento? Cosa succede se si cambia la maglietta oppure si toglie il cappelletto o gli occhiali da sole che lo rendevano agevolmente riconoscibile?

Viene scattata una fotografia? E quelli che nell’immagine sono immortalati nelle immediate vicinanze finiscono in quarantena?

Potremmo continuare impietosamente fino a tirare in ballo la privacy. Ma sì, proseguiamo….

Le riprese come vanno considerate ai fini della riservatezza dei dati personali? Chi viene colto in flagranza di infedeltà coniugale o chi semplicemente aveva raccontato agli amici di essere in vacanza in località decisamente più esotica come potrà far valere il diritto all’oblio o comunque sperare che la sua presenza rimanga top secret?

Il pensiero corre alle lagnanze di chi ha qualche chilo di troppo, eruzioni cutanee di natura acneica, imperfezioni o “lacune” dentali, segni devastanti di interventi di chirurgia estetica.

Ok, non andiamo oltre anche perché le condizioni meteo poco favorevoli (ottima giustificazione per un repentino dietrofront) suggerirebbero di desistere dal far decollare il quadricottero.

Ma prima di fermarci un’ultima riflessione.

Il drone sorvolerà anche la famosa “oasi naturista” di Capocotta passando in rassegna i nudisti del litorale? E lì la temperatura dove verrà misurata?

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