AEROSPAZIO

Pensione anticipata? Tocca alla Stazione Spaziale Internazionale…

Anche la tecnologia invecchia, ma ci vorranno anni per sostituire la ISS

Finis miseriae mors est…dopo i tanti acciacchi, non è esente dal pensionamento nemmeno la nostra amata ISS.

Attualmente popolano la low Earth orbit la Stazione Spaziale Internazionale e la Stazione Spaziale Cinese, ma potremmo dire addio alla prima molto presto, forse dal 2024, o, in extremis, nel 2030, come annunciato dall’amministratore della NASA Bill Nelson al 36° Space Symposium tenutosi in Colorado il 25 agosto.

Eppure, una dipartita del genere lascerebbe un vuoto difficile da colmare, ma soprattutto, lascerebbe pieno controllo alla stazione cinese…vi sembra uno scenario concepibile per gli USA? Assolutamente no.

Il testimone passerà dalla malandata ISS alle future stazioni spaziali commerciali!

Naturalmente lo switch non avverrà in sincrono, passeranno anni, ma se la stazione spaziale riuscirà a resistere fino al 2030, la sostituzione potrebbe risultare alquanto repentina.

Sono ormai 21 anni che la stazione spaziale solca l’orbita bassa terrestre in compagnia di un equipaggio, e da altrettanti amalgama sotto un unico tetto orbitante personalità eterogenee, spesso anche conflittuali sulla Terra, vedasi la Russia e gli eterni attriti fino al culmine della Guerra Fredda, in nome della ricerca e dell’avanzamento.

D’altra parte, però, se l’attrito con la Russia si è evoluto in una stretta e fidata collaborazione, in virtù della reciproca trasparenza, lo stesso non si può dire della Cina, con cui la NASA è impossibilitata ad impegnarsi in attività bilaterali…”Sfortunatamente, credo che siamo in una corsa allo spazio con la Cina”, afferma Nelson durante il panel, “parlo a nome degli Stati Uniti, affinché la Cina sia un partner. Vorrei che la Cina si comportasse con noi come ha fatto la Russia…ma La Cina è molto riservata e la trasparenza è una necessità del programma spaziale civile”.

Nelson ha infatti sottolineato la lunga storia della Russia come partner spaziale fondamentale a fianco della NASA, mostrandosi fiducioso sul proseguo della partnership, nonostante le continue divisioni politiche sulla Terra, o le ultime tensioni riguardanti il nuovo modulo Nauka della Russia, che ha causato non pochi problemi alla stazione dopo aver acceso accidentalmente i propulsori dopo l’attracco, e che ha suscitato interrogativi sullo stato delle attuali relazioni con l’agenzia spaziale russa Roscosmos, ulteriormente complicate dalla collaborazione Cina-Russia per una base lunare.

Comunque vadano le cose, quel che è certo è che lo spazio ne uscirà ancor più congested, contested e competitive, con gli USA che non si lasceranno sicuramente rubare la scena dopo l’addio della ISS, ma anzi, proporranno nuovi orizzonti di crescita per la space commercialization. 

Back to top button