CITTADINI & UTENTI

Un tale Biden al risparmio

Dopo aver speso 2 trilioni di dollari in Afghanistan, l’amministrazione USA potrebbe obbligare i 15000 americani rimasti nel Paese a pagarsi il biglietto per fuggire

In una nota sul sito del “Bureau of Diplomatic Security” del dipartimento di Stato americano, sono riportate le istruzioni che gli americani all’estero devono seguire per richiedere assistenza per il rimpatrio.  Chi vuole tornare negli Stati Uniti deve riempire il formulario “Repatriation Assistance Request” e attendere aggiornamenti su voli e disponibilità.  

“Non chiamate l’ambasciata per informazioni” recita la pagina e prima di aggrapparsi agli aerei ci si aggrappa alla speranza che almeno con qualche clic si riesca a prendere il prossimo volo battente bandiera possibilmente americana.  

Sempre che si abbia la carta di credito a portata di mano, perché la pagina di supporto ci tiene a precisare che “I voli di rimpatrio non sono gratuiti e nel caso non siano in grado di pagare in anticipo il costo del biglietto, i passeggeri devono richiedere un prestito e non potranno rinnovare il passaporto finché il finanziamento non verrà estinto”.

Ci si aspetterebbe che in una situazione di crisi e pericolo di vita, per lo più innescata dalle decisioni del proprio presidente, il rimpatrio fosse a carico dello stato e affiancato con l’utilizzo di velivoli militari per far fronte alla scarsità di voli commerciali e la scorta di tutti gli americani verso l’aeroporto nel limite delle possibilità. 

Cosa fa la burocrazia di mamma chioccia America, mette il bastone fra i desiderata del Presidente che solo quattro giorni fa ha promesso grande cura nel rimpatrio dei concittadini in pericolo? O trattasi di una procedura comprensibile in tempi meno burrascosi ma inaccettabile refuso quando la vita è in pericolo?  Fatto sta che le informazioni sono ancora lì.  

Nel suo discorso in mondovisione, Joe Biden ha spiegato le ragioni per il ritiro degli Stati Uniti dall’Afghanistan. Fra le cose condivisibili nel suo discorso c’è la frase “The buck stops with me” per dire che il presidente si prende le sue responsabilità e non passa il cerino ardente ad altri.    L’espressione originale è “The buck stops here”, resa popolare da un altro presidente americano, Harry S. Truman che la prese in prestito dal gioco del poker, dove “To pass the buck” vuol dire passare il segnale a chi tocca giocare la mano. 

Presa in senso letterale, la parola “buck” significa anche “dollaro”. Di certo Biden ha voluto mettere la parola “fine” ai 2 trilioni di dollari spesi in 20 anni di Afghanistan, ma è difficile ipotizzare che intendesse chiudere il rubinetto senza mettere in sicurezza i cittadini americani. In ogni caso la responsabilità è sua se non ha chiesto di annullare tutti i paletti per facilitare e velocizzare il rientro in questo momento di instabilità.

Si stima ci siano 15000 americani in Afghanistan e il costo del biglietto aereo è di $2000. Se consideriamo che gli USA hanno speso 2 trilioni (2 con 12 zeri) di dollari nei 20 anni di presenza in Afghanistan, Biden poteva evitare la figuraccia e rimpatriarli tutti con soli 30 milioni di dollari, equivalente allo 0,0015% della spesa totale in Afghanistan. Con 2 trilioni di dollari si può rimpatriare 3 volte l’intera popolazione degli Stati Uniti.

Per Biden 30 milioni di dollari dovrebbero essere un’inezia di fronte al costo della sua popolarità in caduta libera. Le ultime notizie in rete sembrano indicare che farà marcia indietro e nella prossima conferenza stampa confermerà che non verrà imposto il rimborso dei costi di rimpatrio. Speriamo regni il buon senso e non resti il burocratese arrugginito sulle pagine del Bureau of Diplomatic Security.

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