AI & ROBOTICA

I robot dell’alba

Elon Musk annuncia l'arrivo di un robot umanoide entro il 2022. A Tesla è affidata la costruzione di questa nuova generazione di organismi cibernetici

Quando pensi che Elon Musk non possa fare altro per stupire l’opinione pubblica mondiale, eccolo tirare fuori dal cappello a cilindro l’ennesima novità.

Per un qualunque altro essere umano, aver prodotto cambiamenti disruptive in uno solo dei campi da lui toccati – energia, automotive, aerospazio, internet, trasporto urbano, intelligenza artificiale – sarebbe sufficiente per essere annoverato tra i geni di tutti i tempi.

Musk non solo ha realizzato tutto ciò, ma dimostra ogni volta di aver gettato via qualunque concetto di progresso incrementale e specializzato, e di riconoscere come unico libretto delle istruzioni la letteratura fantascientifica dell’ultimo secolo.

In una breve, anticonformista e significativa presentazione, ha tracciato i lineamenti di un robot umanoide che Tesla conta di realizzare, secondo le sue parole, entro un anno.

Nella sua visione, affidare a Tesla la costruzione di questa nuova generazione di organismi cibernetici, ha perfettamente senso. Le automobili Tesla sono già dei robot semisenzienti su quattro ruote, per cui dare loro una forma umanoide è solo un modo diverso di materializzare lo stesso concetto.

Secondo il design preliminare, l’Optimus – un nome mutuato esplicitamente dal più noto dei personaggi della fortunata serie Transformers – assomiglierà moltissimo nell’aspetto esterno alle tute di volo concepite per le missioni con equipaggio umano di SpaceX. Una combinazione di bianchi, grigi e neri, sormontati da una testa che ricorda quella del robot di Lost in space.

Ciò che colpisce maggiormente, tuttavia, è il fatto che, se effettivamente il prodotto finale verrà realizzato in conformità al design, tutti i robot che abbiamo visto fino a questo momento sembreranno improvvisamente obsoleti.

I tentativi che abbiamo visto fino ad ora, come l’Atlas della Boston Dynamics di cui abbiamo parlato in un altro articolo, sono molto evidentemente degli oggetti meccanici. Hanno una struttura umanoide nella misura in cui gli si riconoscono un tronco e degli arti, ma la somiglianza finisce qui. I movimenti, per quanto interessanti, sono tuttora a scatti, e c’è la forte impressione che anche le performance più appariscenti – come fare un percorso di parkour – siano il frutto di una meticolosa preparazione e programmazione.

Il robot di Tesla, invece, si presenta come un perfetto sostituto, in forma e capacità operative, di un essere umano. Secondo quanto dichiarato dallo stesso Musk, esso potrà in un futuro prossimo essere impiegato in qualunque attività umana che richieda lavoro fisico, andando a sostituire completamente i suoi creatori. Consapevole delle implicazioni sociali di una tale rivoluzione, il geniale imprenditore sudafricano ha aggiunto che questo renderà senza dubbio necessaria l’adozione su vasta scala di un reddito sociale universale.

Come al solito per qualunque cosa venga dalla mente di Musk, tuttavia, pensare che la creazione di robot umanoidi sia un qualcosa di legato ad un utilizzo meramente terrestre sarebbe un grossolano errore. Chi segua con attenzione tutti i diversi sviluppi della sua opera, ed abbia una capacità elementare di mettere insieme i punti, non può non capire che tutto ciò ha una sola destinazione: Marte.

I robot umanoidi, diversamente da quelli di Boston Dynamics, possono essere caricati su una Spaceship usando i sedili convenzionali. Una volta arrivati, possono usare i materiali e gli strumenti che avranno portato con sé per creare le strutture di base che serviranno ad accogliere il primo equipaggio umano.

E null’altro se non strumenti per la colonizzazione di Marte sono tutti gli altri sviluppi di questa grandiosa visione: le batterie ad alta capacità, i pannelli solari ad elevata efficienza, il Cybertruck per spostarsi sulla superficie, i tunnel della Boring Company che serviranno a creare per gli umani gli ambienti sotterranei necessari a difendersi dalle radiazioni solari e dalle tempeste di sabbia.

Se dovessimo scommettere su un prossimo annuncio di Musk, punteremmo tutti i soldi su qualcosa inerente alla produzione di cibo, come metodi avanzati di coltura ed allevamento, microrganismi geneticamente modificati per produrre nutrienti, biomassa e colonizzare la superficie del Pianeta Rosso. Un aspetto di fondamentale importanza per l’abitabilità permanente di Marte e la realizzazione del sogno di far diventare la razza umana la prima specie multiplanetaria.

In una sintesi tra l’omonimo romanzo di Isaac Asimov e i sogni di Gene Roddenberry, I robot dell’alba si preparano ad accompagnarci là, dove nessun uomo è giunto prima.

Back to top button