IL CALAMAIO ALLA GRIGLIA

Il RAVE PARTY INFINITO, L’ORDINE PUBBLICO E L’INTELLIGENCE

Le Istituzioni se la cavano con un telegrafico “Situazione fuori controllo”. Verrebbe da complimentarsi con chi non ha evitato uno scempio simile che – viste le proporzioni apocalittiche – meriterebbe la standing ovation di tutta la gente perbene, di chi rispetta le regole di questo dannato e interminabile periodo e quelle dell’ordinaria convivenza anteriori alla pandemia, di chi paga le tasse confidando che i suoi tributi consentano al Paese gli investimenti necessari per garantire la sicurezza dei cittadini.

I nostri talebani non hanno raggiunto e conquistato Kabul ma – con il supporto di rappresentanti del fior fiore straniero – hanno saputo violentare le tranquille campagne della Tuscia nello stupro animale di ogni legge.

La pubblica sicurezza

Siamo abituati a sentir parlare di controllo del territorio e di pugno di ferro contro gli extracomunitari che fuggono dalle guerre e dalla fame, colpevoli solo di essere disperati e di sognare una vita migliore.

I gentlemen protagonisti di questa invasione barbarica non arrivano dalla Siria o dal centro dell’Africa, ma giungono da Francia, Belgio, Olanda, Germania, Spagna, Cecoslovacchia. Sicuramente sono simpatizzanti dei flussi migratori, finanziatori delle ONG che duellano contro la morte tra i flutti del Mediterraneo, contribuenti che hanno dato il loro 5 per mille a Emergency…

La loro imponente colonna di auto, pulmini e camper è passata inosservata. Qualcuno dice che sarà stata la normalità di traffico bestiale e furibondi incolonnamenti a Valentano e dintorni, situazione che ogni giorno è da sempre appuntamento fisso su Isoradio e nei servizi di pubblica utilità nella mirabile opera di informazione a chi si muove in Italia. Qualcun altro, ipotizzando che le ottomila persone siano scese da un enorme disco volante che ha scaricato gli alieni e i loro mezzi in vicinanza del lago di Mezzano, auspica un “Independence Day”…

L’impotenza delle forze di polizia non rassicura. Il non sapere da che parte cominciare è testimoniato dalla “maratona dance” che procede da giorni sotto gli occhi allibiti di tutto il mondo.

Non rasserena nemmeno la dichiarazione di Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano, che ha spiegato “Sono stato raggiunto telefonicamente dal ministro Lamorgese che mi ha rassicurato sul fatto che il rave è una priorità del Viminale”.

E’ talmente una priorità che il “rave” è tuttora in corso nella
tenuta dell’imprenditore locale Piero Camilli che, subita l’invasione, è certo felice della solerzia con cui i “visitatori” si prodigano verso i greggi di pecore, gli impianti di irrigazione, le dotazioni agricole…

La solerte ed efficace azione preventiva

Ci si riempie la bocca di cyber-intelligence e di attività investigativa attraverso la Rete e le più moderne modalità di comunicazione. Ci si vanta di potenzialità infinite e di capacità di indagine ai più elevati livelli di professionalità internazionale.

Se noi italiani siamo davvero così bravi, viene da credere che l’evento sia stato organizzato per corrispondenza, mediante l’inoltro di inviolabili lettere chiuse in buste non trasparenti se guardate in controluce. Forse si è trattato di un passaparola tra vecchi amici che non si sentivano da tempo, magari recandosi fisicamente al vecchio indirizzo dove abitava il compagno di banco ai tempi della scuola e citofonando avendo l’accortezza di parlare sottovoce e di non farsi beccare dalla vicina impicciona.

Non si creda dunque a chi dice che sia stato organizzato tutto con la piattaforma di messaggistica istantanea Telegram e ci si commuova immaginando chi ha sfidato il caldo per andare a suonare il campanello ad Amsterdam o a Praga e per dire “Ci vediamo dalle parti di Viterbo…. Che fai? Vieni anche tu?”

Dimissioni? No, siano premiati….

La si smetta di invocare la resa della titolare del Ministero dell’Interno, del Prefetto e di chi altro abbia un innegabile ruolo istituzionale nella gestione della sgradevole vicenda o ancor prima avrebbe potuto scongiurare questa oscenità pericolosa anche per la salute collettiva.

Si pensi piuttosto di dare un riconoscimento in termini di carriera a chi ha regalato ai cronisti l’opportunità di scrivere qualcosa in giornate in cui solo i colleghi degli “esteri” avevano di che raccontare con la tragedia dell’Afghanistan.

Ah, un attimo…

Una domanda cretina (anche perché a porre quesiti seri ci sarebbe da piangere). Ma i “radunisti” hanno tutti il Green Pass, il “sierologico” o altro documento equipollente? E il signor Camilli, proprietario degli spazi occupati e utilizzati per finalità ricettive e di ristorazione, deve presentare qualche pezzo di carta che certifichi che la sua area è “all’aperto” e non soggetta a vincoli anti-covid così da evitare sanzioni per la sua complicità passiva nel creare assembramenti?

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