RISERVATEZZA DEI DATI

Green Pass: il Garante chiede chiarimenti alla Regione Sicilia

Con l'ultima ordinanza del presidente Musumeci viene introdotto l'obbligo di certificazione verde per l'accesso agli uffici pubblici: il Garante rileva la mancanza di una base giuridica per tale misura

L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali ha formulato una richiesta di chiarimenti alla Regione Sicilia per la recente ordinanza presidenziale del 13 agosto 2021, con cui viene introdotto l’obbligo di Green Pass per regolamentare l’accesso degli utenti agli uffici pubblici. In assenza di tale certificazione, l’utente non può accedere ad uffici pubblici, edifici aperti al pubblico e può usufruire dei servizi “esclusivamente in via telematica, o comunque da remoto”.

I rilievi mossi da parte del Garante riguardano la mancanza di una base giuridica valida per tale misura, dal momento che riguarda il trattamento di dati personali in materia di sanità pubblica per cui sussiste una riserva di legge statale e un contestuale obbligo di acquisire il parere dell’Authority mediante una consultazione preventiva ai sensi dell’art. 36 GDPR. Vero è che l’impatto nei confronti degli interessati appare tutt’altro che irrilevante, dal momento che la misura andrebbe di fatto a generare delle disparità di trattamento e dei regionalismi.

Il presidente Musumeci, in una dichiarazione precisa però che l’ordinanza è “secondo legge” e fa riferimento ai soli “uffici pubblici a sportello” e che riguarda la predisposizione di misure di sicurezza relative ai luoghi di lavoro. Non rassicura molto il suo aver voluto invocare l’emergenza sanitaria per convertire anticipatamente tutte le eventuali critiche che possono essere mosse a delle polemiche pretestuose. Nonostante ciò, ad ogni modo, rassicura invece l’intenzione di voler attendere “la risposta del Garante prima di dare esecuzione alla misura” e di aver inoltrato i chiarimenti richiesti.

Nell’interlocuzione che seguirà si avrà molto probabilmente modo di comprendere meglio quali tutele e garanzie accompagneranno la misura, e soprattutto il fondamento normativo della stessa. Di sicuro però il rischio prospettato di disparità di trattamento collegate ad iniziative locali per l’impiego del Green Passe tramite gli interventi di normazione secondaria è tutt’altro che remoto e assolutamente da non sottovalutare né svilire sia per il significativo effetto nei confronti degli interessati che – più in generale – del corretto funzionamento del sistema delle misure di sanità pubblica.

Certo, viene da chiedersi come mai ancora non si vadano a svolgere valutazioni d’impatto o consultazioni preventive nel momento in cui si predispongono interventi normativi di quella che, sebbene sia presentata come “ordinanza secondo legge”, forse difetta di un po’ di coerente rendicontazione a tale riguardo. È bene infatti ricordare che una maggiore trasparenza ed accountability comporta un aumento della fiducia del cittadino nei confronti delle misure adottate dalle istituzioni.

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