AEROSPAZIO

Paura nello Spazio

Il modulo russo Nauka si è agganciato alla Stazione Spaziale Internazionale, momenti di tensione per l'accensione incontrollata dei suoi motori

Alle 15.29 di ieri il docking del nuovo modulo russo Nauka alla ISS. Circa tre ore dopo i motori si sono accesi in maniera incontrollata – secondo altre fonti non si sono mai spenti in realtà – con la rotazione dell’intera Stazione Spaziale Internazionale. Per dare una contro-spinta, gli astronauti hanno attivato i propulsori di alcuni altri moduli. L’ISS è arrivata ad avere un’inclinazione di 45 gradi. L’emergenza è tornata sotto controllo circa un ora dopo, senza che siano stati riportati danni né ai sette astronauti presenti a bordo, né alla Stazione stessa.

Questo nuovo modulo della Stazione Spaziale Internazionale servirà per esperimenti scientifici, ma anche come cargo e per consentire l’aggancio temporaneo di navette, oltre che come zona di lavoro per l’equipaggio. Il modulo sarà equipaggiato con propulsori per il controllo dell’assetto che serviranno da backup a quelli del modulo Zvezda (in russo Звезда́, stella), che è il centro strutturale della parete russa della Stazione, il Russian Orbital Segment (ROS). Nauka è agganciato al portello di Nadir del modulo Zvezda ed andrà quindi a sostituire il Pirs (in russo Пирс, molo) che è stato agganciato all’ISS dal 17 settembre 2001, al 26 luglio del 2021.

Nauka (in russo Нау́ка, che vuol dire Scienza) è un alias per Multipurpose Laboratory Module-Upgrade (MLM-U; in russo: Многоцелевой лабораторный модуль, усоверше́нствованный, o МЛМ-У), un componente della Stazione Spaziale Internazionale con una storia infinita, che inizia nel bel mezzo degli anni ‘90. Misura 13 metri di lunghezza, con un diametro di 4,11 m ed una massa di 203000 kg. Sviluppato da Roscosmos, l’Agenzia Spaziale Russa, questo modulo ha una storia lunga e travagliata.

Nasce come evoluzione del Khrunichev Functional Cargo Block (FGB-2) e fino agli anni ‘90 del secolo scorso, resta al 70% di sviluppo. Nel 2014 finalmente, dopo numerose vicende, venne fissata la data di lancio al 25 aprile di quell’anno. Quattro mesi prima della fatidica data Roscosmos posticipò la data di lancio ad un imprecisato non prima del 2015, poi posticipato prima a febbraio e poi a dicembre 2017. Infine, dopo aver saltato l’appuntamento di giugno 2020, è stato lanciato con successo finalmente il 21 luglio dal cosmodromo kazakho di Baikonur.

Nonostante i piccoli problemi al sistema propulsivo che erano stati registrati dopo il lancio, nel pomeriggio del 29 si aggancia con successo a Zvezda, un modulo del ROS (la parte russa di ISS). Nel corso della vicenda, è stata valutata – e poi scartata –  anche la possibilità di utilizzare un modulo alternativo basato sul Commercial Enterprise Module e sviluppato dalla RKK Energia.

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