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Brogli elettorali in USA

Nonostante i gravi atti di insurrezione dello scorso gennaio, l’ex-presidente Trump continua a gettare benzina e menzogne sui carboni dell’eversione

L’ex presidente Trump è già in piena campagna elettorale per le elezioni del 2024. Il 4 Luglio, ad una settimana dal suo comizio in Ohio, ha tenuto un comizio in Florida, per poi tornare alla Conservative Political Action Conference (CPAC) a Dallas il 12, dal cui palco in febbraio aveva ripreso la sua campagna elettorale dopo i tragici fatti di Washington del 6 gennaio.

Nella notte, ora italiana, l’ex-POTUS è intervenuto alla “Protect our Election Rally” organizzato da “Turning Point Action”, la manifestazione coordinata dal figlio Donald Jr. e dai suoi Students for Trump.

Nel corso di un intervento infiammato riportato su Twitter continua a spargere le sue menzogne riguardo i supposti brogli elettorali. Questa volta se la prende impunemente contro la contea di Maricopa in Arizona, chiedendo i router a gran voce per poter finalmente dimostrare la fondatezza delle sue pretese. Peccato che la pagina ufficiale della contea stessa riporti il fatto che il sistema di controllo dei voti è “air gapped”, ossia disconnesso,  che tutti i log siano stati consegnati l’11 gennaio e che nel corso del mese di febbraio abbiano ricevuto una procedura di audit esterno da parte di ben due differenti società.

Se non fosse una minaccia per la più grande democrazia del pianeta, potrebbe sembrare una simpatica boutade di un signore dall’acconciatura bizzarra.

Purtroppo, dopo l’assalto al congresso, sentir parlare ancora di brogli fa una certa impressione. Ancor di più dopo il downplay di molti membri del GOP e le dichiarazioni golpiste dell’ex-generale Flynn.

Assalto al Congresso USA, 6 gennaio 2021. Tyler Merbler from USA, CC BY 2.0, via Wikimedia Commons

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