TRASPORTI & MOBILITA'

Google Maps aiuterà ad evitare gli assembramenti sui mezzi pubblici

Sistema utile non solo in tempi di Covid.

Chi – per evitare ingorghi – è abituato a chiedere a “Waze” quale sia il percorso meno intasato, sa che determinate “app” funzionano e che la loro efficacia si rivela di effettiva utilità.

Nel caso degli spostamenti con il proprio veicolo, Waze sfrutta costantemente il controllo degli utenti che stanno impiegando il programma. La precisa geolocalizzazione di ciascun utilizzatore consente di avere un quadro costantemente aggiornato di quanti automobilisti “wazers” si trovino lungo un determinato percorso, consentendo di desumere la situazione corrente, di pronosticare l’evoluzione della “scorrevolezza” di questa o quella strada, di suggerire eventualmente un itinerario alternativo.

Un meccanismo analogo è incluso in “Google Maps” che adesso offre un servizio di segnalazione del livello di affollamento sui trasporti di massa. L’iniziativa non è nuova perché il progetto è stato varato nel giugno 2019, ma adesso – terminata una sperimentazione di ben due anni – arriva l’ufficializzazione.

Questa funzionalità – quando sarà a pieno regime – potrà fornire informazioni dettagliate su quel che accade sulle linee di superficie (bus e treni) e sotterranee (metropolitane) di oltre 10mila aziende di trasporto pubblico in più di 100 Paesi del mondo. La fase di collaudo in 200 città ha avuto un esito incoraggiante e ha permesso di perfezionare i sistemi di intelligenza artificiale che gestiscono i dati acquisiti dagli utenti e che con la loro elaborazione riescono a “ipotizzare” l’evolvere delle situazioni.

La dinamica predittiva permette di indirizzare chi vuole spostarsi ad aspettare il convoglio ferroviario o l’autobus successivo, oltre a prendere in considerazione un diverso modo di raggiungere la destinazione desiderata: le “previsioni del traffico” (e in questo caso anche dell’affollamento) dovrebbero aiutare gli interessati a trovare le condizioni più confortevoli per raggiungere la propria meta.

A chi si muove in treno o in metropolitana, la “app” riuscirebbe persino a consigliare su quale carrozza salire per trovare meno gente  e a dare suggerimenti per trovare un posto libero.

Il sistema – secondo le dichiarazioni di Google – rispetterà la privacy degli utenti anche se non sempre le tecniche per rendere anonimi i dati riescono completamente nel loro intento.

Mentre si aspetta di saggiare “dal vivo” il servizio di Google Maps, qualcuno si accontenterebbe che funzionassero autobus e metro. Chi vive a Roma non potrà certo sperare che la “app” risolva l’incancrenito problema di un trasporto pubblico invidiato da tutto il Terzo Mondo.

C’è piuttosto da augurarsi che qualcuno consenta il download di nuovi veicoli, l’installazione di aggiornamenti del parco mezzi esistente, l’attivazione di “antivirus” per la regolare manutenzione del materiale circolante. 

Le facce sconsolate alla fermata del bus nelle torride giornate estive lasciano immaginare che ci siano problemi di…collegamento.

Back to top button