TRASPORTI & MOBILITA'

Non è un drone e non è elettrica, quindi non se la fila nessuno…

Da lungo tempo si cerca di escogitare una soluzione per coniugare volo e mobilità su strada e realizzare una vera e propria “auto volante”.

Vi dice qualcosa la DeLorean della saga di “Ritorno al Futuro”?

Nel collettivo ricordo dei più o meno giovani, ecco un’auto volante da fantascienza. E i più smaliziati cinefili ricorderanno anche  la AMC Matador trasformata in auto volante su cui il supercattivo Christopher Lee sfugge a James Bond in “007 – L’uomo dalla Pistola d’oro”.

AMC Matador

Perfino la Disney ha voluto onorare l’idea delle auto volanti, con il piccolo Franz Fliegenhosen che spalleggia l’eroe Dusty Crophopper nella saga animata di “Planes”.

Franz Fliegenhosen (Disney)

Eppure, da lungo tempo (diciamo in maniera strutturata dai primissimi anni post 2° Guerra Mondiale, anche se svariate idee e prototipi risalgono già agli anni ‘30), molti inventori o visionari industriali hanno cercato di escogitare una soluzione per coniugare volo e mobilità su strada, alla ricerca di una sintesi funzionale, sostenibile e, soprattutto, funzionante per realizzare una vera “auto volante” commerciabile.

Invero, il progetto è un po’ un trastullo per ricchi e balzani investitori: lo dimostrano le innumerevoli versioni di strani oggetti ibridi, metà aereo e metà cassetta del sapone, molti dei quali nemmeno hanno mai avuto il permesso per i voli di test (anche se già hanno un listino prezzi e hanno di buon grado accettato quote di “prenotazione” da qualche allocco).

Eppure, vista asetticamente, l’idea è intrigante. Spostamenti intercittadini rapidi e senza intasare le strade, piccole city-airstrip “di scambio” per la transizione, e si entra in città su quattro ruote.

Qualcuno ha voluto osare di più, con i vari concept di “elicotteri/droni” personali per la circolazione cittadina. Ma qui entriamo immediatamente nel campo della sicurezza della circolazione aerea, che è faccenda ben più complessa.

Comunque, dopo vari roboanti annunci di supercompagnie e start-up che hanno nel passato strombazzato i loro prodotti (vedi Terrafugia Transition SkyCar), ora forse si vede qualcosa di funzionante.

Una compagnia slovacca, la Klein Vision, ha trovato un buon compromesso, presentando a fine giugno la sua idea di mobilità mista, con un veicolo/velivolo a quattro ruote e ali ripiegabili, abile per un volo tra città vicine e agilmente convertibile in auto stradale.

Klein Vision

Il maiden flight è avvenuto coprendo circa 75 km in volo (con velocità fino a circa 190 Kmh) tra la città di Nitra (sede dell’azienda) e l’aeroporto di Bratislava, dove, sul piazzale di sosta, il velivolo si è trasformato in veicolo uscendo dal cancello dell’aeroporto e raggiungendo il cortile di casa nel centro cittadino.

Propulsa da un motore sviluppato da BMW, i suoi 160 hp consentono di alimentare alternativamente sia la trazione terrestre, sia l’albero elica, in configurazione spingente.

Il prototipo che ha volato (regolarmente immatricolato con marche aeronautiche slovacche) è configurato per due posti, ma sul sito del produttore sono presenti concept di una versione a quattro posti, di una bimotore e addirittura una configurazione anfibia.

Finalmente, dopo il “Carro a vapore volante” di W. S. Henson e J. Strongfellow (brevetto registrato nel 1841, mai realizzato) o l’interessante ”Autoplano Curtiss”, brevettato nel 1917 (e mai staccatosi da terra), forse stiamo assistendo alla nascita di qualcosa di realizzabile ed economicamente anche sostenibile.

Carro a vapore volante” di W. S. Henson e J. Strongfellow
Autoplano Curtiss

Naturalmente, (e qui cito uno degli “anziani saggi” di un  forum aeronautico che frequento). “ma non e’ un drone, e non e’ elettrica quindi non se la calcola nessuno

Stiamo a vedere…

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