GUERRA DELL'INFORMAZIONE

Guerre di mafia su Youtube

I grandi esponenti della mafia americana degli anni '80 oggi si fanno la guerra su Youtube a colpi di like e ci rivelano chi e perché ha ammazzato J.F.K. e Marilyn Monroe.

Mentre negli anni 80 il mondo si divertiva a ballare in discoteca al ritmo di Flashdance, le famiglie mafiose americane di New York subivano una profonda trasformazione: se prima le cinque famiglie mafiose storiche newyorkesi (Maranzano, Profaci, Mangano, Luciano, e Gagliano) erano sotto la direzione del “Capo dei Capi” Salvatore Maranzano, a seguito della sua uccisione per mano di Lucky Luciano la figura del Capo dei Capi venne abolita e sostituita da un comitato con i rappresentanti di ciascuna famiglia, che nel frattempo si trasformarono nelle famiglie Bonanno, Colombo, Gambino, Genovese, e Lucchese.
Gli anni 80 furono anche un importante punto di svolta per la mafia americana poiché si avverarono tre fatti che ne determinarono un repentino smantellamento.
Il primo fu la conversione degli affari mafiosi verso lo smercio della droga, attività da sempre ostacolata dalle famiglie presiedute da Salvatore Maranzano poiché ritenute altamente pericolose per via dell’accanimento dell’FBI verso quel tipo di attività illecita.
Il secondo fu l’avvento di Rudy Giuliani, prima come Procuratore di Stato e poi come sindaco di New York. Fu egli infatti che con la sua politica del pugno duro e della riforma del codice penale, introdusse pene severissime anche per la sola attività di racket, per mettere pressione agli indagati e trasformarli in collaboratori di giustizia.
Il terzo fu la salita di John Gotti ai vertici della famiglia Gambino, a seguito dell’omicidio (da egli stesso ideato ed eseguito insieme a Sammy Gravano) di Paul Castellano, da molti ritenuto un capo troppo debole. Se fino a quel momento gli affari mafiosi erano sempre stati condotti lontano dai riflettori e secondo il codice dell’omertà, con John Gotti al potere la mafia neworkese finì per diventare un fenomeno mediatico, culminato con la copertina dedicatagli dai magazine Time, People e New York Times.


Con gli affari così in vista e con i riflettori così accesi, per Giuliani fu facile convincere Salvatore “Sammy the Bull” Gravano (il braccio armato di John Gotti) a trasformarsi in collaboratore di giustizia diventandone il principale accusatore. Compito che fu reso ancora più facile dalle intercettazioni ambientali dell’FBI secondo le quali Gotti ad un certo punto avrebbe deciso di eliminare Gravano perchè insieme ad altri suoi uomini si era messo a trafficare droga all’oscuro e contro le regole della famiglia.

Da allora tanta acqua è passata sotto ai ponti, molti degli esponenti mafiosi dell’epoca sono morti assassinati o per cause naturali, tanti sono ancora nelle patrie galere ma un buon numero di essi è oggi a piede libero.
Che fine hanno fatto? Si danno guerra su Youtube dove si sono riciclati come predicatori, consulenti d’azienda, motivatori, organizzatori di programmi di recupero per ex detenuti e creatori di percorsi per tenere lontano i ragazzi dalla mala vita.
C’è chi come Salvatore the Bull Gravano non rinnega nulla del suo passato e continua a glorificare la mafia dei vecchi tempi e le sue stesse gesta e c’è chi come Michael Franzese o Larry Lawton disconoscono il proprio passato, anche se ogni tanto scappa loro qualche frase che fa pensare che sia solo una trasformazione di facciata, mirata alla capitalizzazione dei contatti su Youtube.

Ecco quindi un elenco di alcuni dei protagonisti assoluti della mafia Newyorkese di quegli anni con la spiegazione di come abbiano imparato ad utilizzare Internet per riciclarsi come produttori di contenuti su Youtube. Alcuni di questi mafiosi di spicco ci riveleranno alla fine chi e perchè assassinò JFK e Marilyn Monroe.
Nell’ascoltare tali dichiarazioni (che si supportano a vicenda in maniera incrociata pur provenendo da personaggi che tra loro si detestano), fate bene attenzione a soppesarle adeguatamente mettendole in relazione con l’autorevolezza e la caratura di questi boss mafiosi.

Salvatore “Sammy the bull” Gravano

Salvatore the Bull Gravano, è stato un gangster con funzione di killer diventando poi sottocapo della famiglia newyorkese dei Gambino. Egli fu uno dei migliori amici di John Gotti nonché il suo braccio armato, per poi trasformarsi in collaboratore di giustizia dopo aver confessato 19 omicidi.
Co-autore del libro Underboss è stato scarcerato nel 2017 e dal 2020 è diventato una delle star di Youtube, dove produce e recita un one-man-show nel quale racconta i fatti di mafia dell’epoca.
Nei contenuti autoprodotti Gravano fa spesso riferimento a Michael Franzese, definendolo un infame poichè pur essendo diventato come lui un collaboratore di giustizia, a differenza sua continua a dire che pur collaborando con l’FBI non ha mai causato l’incarcerazione di nessun mafioso.
Gravano conta su Youtube 341.000 followers, pur avendo aperto il canale sono pochi mesi fa.

Michael Franzese

Michael Franzese fu caporegime della famiglia Colombo. E’ figlio di Sonny Franzese che fu sottocapo della stessa famiglia ed esponente da molti all’epoca considerato più importante ed influente del suo stesso capo Joseph Profaci.
Michael Franzese è riconosciuto da tutti i mafiosi come l’uomo che pur non avendo mai trafficato con la droga ha saputo procurare alla sua famiglia più denaro di tutti, avendo gestito per anni uno schema che gli permetteva di approvvigionarsi dalla criminalità russa di carburanti che venivano poi venduti negli USA attraverso una rete di distributori di benzina senza marchio, triangolando la fornitura con delle società off-shore che defraudavano il governo americano delle accise dovute.
Diventato collaboratore di giustizia e scarcerato dopo 8 anni di detenzione, da 25 anni Michael Franzese è diventato consulente d’affari, motivatore e oggi gestisce un canale Youtube dove parla dei fatti della mafia dei suoi tempi e dove si professa convertito al cristianesimo infarcendo i suoi video di messaggi pro-legalità nei confronti dei suoi followers, che vengono spinti a sottoscrivere un abbonamento per diventare “parte della sua gang”. Secondo Franzese con due di essi sta oggi avviando due distinte attività d’affari (lecite).

Esiste un’interessante intervista faccia a faccia tra Franzese e Giuliani che mette al confronto i due storici arcinemici, che nel frattempo sono diventati amici professando reciproca stima, visibile a questo link.  
Il canale Youtube di Michael Franzese oggi conta 601.000 followers.

Bobby Luisi

Robert “Boston Bob” Luisi Jr. è un ex-capitano della famiglia Patriarca di Boston, successivamente battezzato nella mafia di Philadelphia. Incarcerato per traffico di cocaina ed omicidio, alla sua scarcerazione si ricicla come predicatore e oggi gestisce attraverso il suo canale Youtube il Bobby Luisi Show, nel quale racconta fatti di mafia, recensisce film sui gangsters e intervista altri ex esponenti mafiosi.
Il canale Youtube di Bobby Luisi conta oggi solo 4100 followers, ma è stato aperto solo pochi mesi fa e non è ricco di contenuti come quello di Graviano e Franzese.

Larry Lawton

Pur non essendo mai stato battezzato come membro di una delle famiglie mafiose newyorkesi, Lawton è stato uno dei più prolifici svaligiatori di gioiellerie, cominciando la carriera come strozzino e bookmaker e versando parte dei suoi proventi alla famiglia Gambino.Dopo aver trascorso 12 anni in prigione, oggi è conferenziere, motivatore, assistente paralegale e gestisce un canale Youtube dove racconta le sue gesta e analizza la vita in prigione come strumento per convincere i ragazzi a rimanere nella legalità.
Il percorso di riabilitazione di Lawton è culminato con l’adozione da parte di diversi distretti di polizia del suo programma su DVD “Reality Check” indirizzato a tutti i giovani a rischio criminalità, un best seller che ha venduto più di 100.000 copie.
Come riconoscimento per tale attività Lawton è stato nominato poliziotto onorario dal dipartimento di polizia di Luis St. Lake.
Nei suoi programmi Lawton intervista spesso anche altri esponenti storici della criminalità tra i quali lo stesso Michael Franzese e Joe Pistone, l’infiltrato dell’FBI che arrivò ad essere nominato sottocapo della famiglia Bonanno sotto la falsa identità di Donnie Brasco.
Lawton è una vera e propria star di Youtube: il suo canale conta ben 1.240.000 followers.

Shaun Attwood

Shaun Attwood pur non avendo mai fatto parte di una famiglia mafiosa newyorkese, con esse si è ampiamente relazionato dal momento in cui da operatore di borsa a Wall Street, si è reinventato diventando in poco tempo il distributore più importante di extasy negli USA, al punto che secondo Attwood lo stesso Salvatore the Bull Gravano tentò di assassinarlo poiché in diretta competizione nell’attività di smercio della droga sintetica.
Gravano dal canto suo, attraverso il canale Youtube lo definisce “full of shit” negando di averlo mai incontrato né considerato ma il fatto che i due fossero in diretta competizione è avallato dalle dichiarazioni di Michael Franzese.
Oggi Atwood è consulente scolastico nei programmi anticrimine, speaker motivatore e attivista per i diritti dei detenuti. Tra i suoi traguardi degni di nota nell’attività post-crimine vi è stato un intervento come speaker in una delle conferenze TED e diverse comparsate alla BBC, Sky News e CNN e su televisioni nazionali di oltre 40 paesi.
Anche Attwood gestisce un suo canale su youtube con quasi 678.000 iscritti.

Frank Cullotta

Frank Cullotta (morto nel 2020 per Covid) è stato uno dei protagonisti dell’ambiente mafioso di Las Vegas e della gestione dei Casinò. Cullotta ispirò a Martin Scorsese il personaggio Frank Marino nel film Casino, ricoprendo nella produzione il ruolo di consulente e impersonando sul set il ruolo di uno dei killer.
Diventato collaboratore di giustizia per conto dell’FBI, visse per diversi anni sotto falsa identità per riassumere poi la sua vera identità dopo la morte in un agguato del boss Spilotro che su di lui aveva messo una taglia come informatore.
Cullotta si è riciclato come guida turistica specializzata in percorsi mafiosi a Las Vegas e sino alla sua morte ha gestito un canale Youtube (Coffee with Cullotta) attraverso il quale vendeva merchandising ai suoi follower.
L’episodio più noto raccontato da Cullotta è quello relativo al momento in cui Cullotta, sul set di Casino, venne offeso da Joe Pesci quando presentò a tutti la sua bellissima moglie tranne che a Cullotta. Cullotta non grad’ il gesto e in un secondo momento prese da parte Joe Pesci chiedendogli spiegazioni ma l’attore commise l’errore di rispondere a Cullotta appellandolo Frank il ratto.
Cullotta in pieno stile mafioso, aspettò fuori dal set Joe Pesci e lo intercettò dicendogli “se ti permetti di chiamarmi così ancora una volta e se continui a rappresentare sul set il personaggio di Nicky Santoro mettendogli in bocca un fiume di parolacce che il vero Nicky Santoro non avrebbe mai pronunciato, ti cavo un occhio fuori dall’orbita oculare”.
Secondo Cullotta, da quel momento in poi l’atteggiamento di Joe Pesci nei suoi confronti cambiò radicalmente, così come la rappresentazione di Nicky Santoro che Joe Pesci diede alla fine nel film.
Come non credergli?
Qui il momento in cui Cullotta racconta l’episodio.

Dopo questa veloce carrellata sulle modalità con la quale personaggi di spicco della mafia americana si sono riciclati su Youtube, arriviamo come promesso a svelare chi, secondo questi mafiosi americani, abbia ucciso il presidente americano J.F.K. e Marilyn Monroe: la mafia.

Le collusioni tra la famiglia Kennedy e la mafia americana vengono spiegate bene da Sammy Gravano. I Kennedy erano una famiglia che produceva alcolici nel periodo del proibizionismo e dal quel momento in poi i legami con la mafia (che dai Kennedy si approvvigionava di liquori) divennero stretti al punto che la carriera politica di John Fitzgerald Kennedy e suo fratello Robert venne sponsorizzata dalle cosche americane così come la campagna presidenziale che vide JFK eletto presidente fu truccata dalla mafia stessa nel conteggio dei voti.

Qui è visibile il filmato in cui Sammy Gravano racconta il fatto specifico: “How The Mob Rigged A Presidential Election”.

Questa versione è avallata anche dalle dichiarazioni di Michael Franzese in un altro segmento Youtube: “The Mafia Killed JFK Over Broken Promises. In questi filmati Gravano e Franzese raccontano come la mafia controllasse JFK e come si arrivò alla decisione di ucciderlo, principalmente per la mancata realizzazione delle promesse di JFK e della campagna antimafia messa in opera da suo fratello Robert.
I fatti sono ulteriormente avallati dalle dichiarazioni di Gianni Russo, uno dei cantanti di Las Vegas, molto legato sia alla mafia che al Rat Pack di Sinatra.

Gianni Russo

Russo, arriva non solo a dichiarare di aver ricoperto un ruolo minore nell’uccisione di Kennedy in qualità di messaggero tra le cellule mafiose nel giorno dell’omicidio, ma rivela anche che a sparare a Kennedy quel giorno c’erano tre cecchini, uno per ciascuna delle tre famiglie mafiose che ne avevano decretato l’uccisione. Russo dichiara anche che sebbene Lee Harvey Oswald fosse effettivamente uno dei tre cecchini, il colpo mortale venne invece sparato da Johnny Roselli, un componente della mafia di Chicago che ha agito anche per conto della C.I.A. in un complotto per assassinare Fidel Castro.
In merito alla morte di Marilyn Monroe, secondo Gianni Russo l’attrice all’epoca pur essendo sposata con Joe di Maggio era anche l’amante di JFK e di Frank Sinatra.
Per poter controllare meglio i Kennedy, la mafia americana chiese l’intervento di Sinatra per orchestrare un incontro orgia tra la Monroe e i due fratelli Kennedy, il tutto con la benedizione silente di suo marito Joe di Maggio. Il piano era quello di fotografare segretamente l’orgia per poter ricattare il presidente americano ed il fratello Bob ma il piano saltò perché JFK quel giorno non si presentò all’incontro poiché impegnato istituzionalmente.
Nell’orchestrare tale piano, la mafia voleva da un lato fermare l’azione di contrasto che Bob Kennedy mise in atto contro la mafia e convincere JFK a invadere Cuba, per consegnare la gestione dei casinò dell’isola alle cosche americane.
Ma seppur al momento fosse intossicata dallo Xanax, la Monroe non solo si rifiutò di partecipare al piano ma avvisò JFK minacciando di chiamare la stampa e rivelare tutto.
Fu quello il momento in cui, secondo Gianni Russo, JFK capì la pericolosità del suo rapporto clandestino con l’attrice e ne organizzò l’omicidio, i macabri dettagli di tutto ciò sono presenti nelle dichiarazioni che Russo rilascia in questo filmato.
Sarà vero? Sarà falso? A voi la scelta se credere alle dichiarazioni incrociate di questi personaggi, ma una cosa è certa: quel tipo di mafia americana che una volta battagliava a colpi di pistola oggi battaglia a colpi di like.

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