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US Air Force lancia blitz aereo su tre basi siriane al confine con l’Iraq

Almeno una delle strutture usate dalle milizie, appoggiate da forze iraniane per lancio e recupero droni, completamente distrutta intorno alle 01:00 di lunedì ora locale

Washington. L’incursione aerea effettuata durante le prime ore della giornata di lunedì e messa a segno da F-15 ed F-16 della US Air Force, che ha visto come obiettivi basi siriane appoggiate dalle forze iraniane, sembrerebbe avere ridotto in maniera efficace le capacità strategico-operative nella zona, di gruppi come Kata’ib Hezbollah (KH) e Kata’ib Sayyid al-Shuhada (KSS).  

Gli attacchi sono stati definiti “bombardamenti aerei difensivi di precisione” dall’amministrazione Biden che li considera “deterrenti” al fine di scoraggiare ulteriori azioni ostili sul suolo iracheno.

Secondo quanto riportato nella serata di domenica (EST) da John Kirby, segretario dell’ufficio stampa del Pentagono sul sito del Ministero della Difesa statunitense i tre obiettivi sono stati selezionati per la loro importanza strategica nel permettere offensive da UAV (unmanned aerial vehicles) contro personale e basi americane in Iraq. I bersagli, due dei quali situati su territorio siriano ed uno in Iraq, erano costituiti da strutture adibite a basi operative e depositi di munizioni.


Membri della Forza Popolare di Mobilizzazione <PMF>  (Hashd al-Shaabi)  prendono parte alla parata in onore del settimo anniversario della loro fondazione a Camp Ashraf in Khalis, nella provincia di Diyala, il 26 giugno, 2021. [Handout/ Hashd al-Shaabi Media/ AFP]

Cmdr. Jessica McNulty, portavoce del Pentagono ha dichiarato che sin dall’inizio del mese di aprile scorso, ben cinque azioni offensive di droni (UAV) e continui attacchi missilistici sono stati portati a termine contro strutture e personale americano in Iraq nelle zone di Bagdad ed Erbil, nel quadrante nord del paese.

Il press release del Pentagono parla chiaro: “Siamo in Iraq su invito del governo Iracheno, con l’unico intento di assistere le forze di sicurezza irachene nel loro sforzo di sconfiggere ISIS. Gli Stati Uniti hanno condotto un’azione necessaria, deliberata ed appropriata, mirata a limitare il rischio di un’escalation ma anche intesa ad inviare un chiaro e non ambiguo messaggio deterrente.”

L’ultimo attacco del genere ordinato da Biden ebbe come obiettivo diverse strutture all’interno di un checkpoint nella Siria dell’est, e fu portato a termine il 25 febbraio scorso.

Secondo quanto riportato dal Jerusalem Post di stamane, si legge sui media iraniani che almeno quattro membri della milizia Sciita Forza Popolare di Mobilizzazione (PMF) sono deceduti durante gli attacchi aerei della US Air Force.

Secondo Sky News Arabia, le vittime sarebbero invece cinque.

SANA, la agenzia news siriana, afferma che gli attacchi sono stati diretti a strutture residenziali, uccidendo un bambino e tre civili.

Il PMF promette di rispondere all’attacco americano dichiarando di essere “pienamente preparato” a “portare a termine la vendetta”.

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