NOVITA' NORMATIVE

L’istituzione del Fondo Monetario Europeo metterà in soffitta il MES

La missione principale del nuovo istituto dovrebbe continuare ad essere la fornitura di assistenza finanziaria transitoria agli Stati membri che ne necessitino

Sono mesi che oramai non si parla più di MES, quel complesso meccanismo che all’improvviso è divenuto oggetto di discussione per competenti e meno competenti. Bene ricordare che, frutto di un accordo intergovernativo, nel 2012, al momento della spedita legge di ratifica per autorizzarne l’entrata in vigore, il dibattito nelle aule parlamentari si limitò ad un paio di interventi, forse per una non comune complessità. Recentemente era invece diventato per chiunque una buona alternativa a noiosi battibecchi sulla formazione della squadra del cuore.  

Lo speciale strumento ideato per offrire prestiti a Paesi in difficoltà ora pare non interessare più e le modifiche previste che avrebbero imposto un passaggio parlamentare per ognuno dei Paesi dell’Unione probabilmente saranno definitivamente abbandonate per le prevedibili incertezze nell’approvazione.

L’Europa rinuncerà, pertanto, ai suoi impulsi filantropi? Assolutamente no! Esiste nel cassetto un altro istituto volto ad intevenire ove traspira aria di bancarotta.

Se si va a cercare il testo della Risoluzione del Parlamento europeo del 14 marzo 2019 sulla proposta di regolamento del Consiglio recante l’istituzione del Fondo Monetario Europeo, è scritto tutto, peraltro in linguaggio molto semplice e comprensibile anche per i non addetti ai lavori.

La risoluzione mira a trasformare il MES in un Fondo monetario europeo (FME), istituzione giuridica a norma del diritto dell’UE e non più intergovernativa. Ovviamente per far ben funzionare il nuovo strumento saranno previste ulteriori prerogative e i meccanismi decisionali dovranno essere modificati erodendo – come è nella natura dei provvedimenti calati dall’alto – le competenze degli Stati membri. L’inserimento del MES all’interno del quadro giuridico dell’UE, renderà il meccanismo di stabilità un vero e proprio organo dell’Unione e consentirà una gestione in linea con il metodo comunitario.  Probabilmente la decisione agevolerà il coordinamento delle politiche economiche e fiscali perlomeno tra i Paesi dell’Eurogruppo e accrescerà l’assunzione di responsabilità attraverso il Parlamento europeo.    

Il testo che in molti passaggi utilizza la dizione ‘MES riformato’ e in altri privilegia la formulazione ‘Fondo Monetario Europeo’, precisa che la missione principale dell’istituto dovrebbe continuare a essere la fornitura di assistenza finanziaria transitoria agli Stati membri che ne necessitino, sulla base delle condizioni specifiche concordate nei programmi di aggiustamento e tenendo conto dell’esperienza maturata nel quadro dei precedenti programmi di assistenza finanziaria gestiti dalla Commissione, dal Fondo monetario internazionale (FMI) e dalla BCE.

Sottolinea inoltre che gli strumenti a disposizione del ‘MES riformato’ dovrebbero essere migliorati, per garantire la possibilità di fornire sufficiente assistenza finanziaria precauzionale per permettere agli Stati membri di accedere all’assistenza prima di trovarsi ad affrontare gravi difficoltà nel raccogliere fondi sul mercato dei capitali. Sostiene infine che l’accesso alla linea di credito condizionale precauzionale (PCCL) dovrebbe essere disponibile sulla base di una lettera di intenti e usata per aiutare gli Stati membri in caso di gravi shock economici e finanziari.   

Di fatto verrà creata una copia del Fondo Monetario Internazionale richiamato nella risoluzione. Anch’esso venne istituito nel 1944 al fine di aiutare i Paesi in via di sviluppo e promuovere la cooperazione monetaria internazionale. Si era ai tempi di Keynes, a Bretton Woods, e lo scopo era dare fiducia agli Stati membri rendendo disponibili, con adeguate garanzie, le risorse generali del Fondo per affrontare difficoltà della bilancia dei pagamenti. I Paesi in crisi potevano evitare così di  ricorrerre a misure di svalutazione della propria economia. Molti ne hanno fatto ricorso nell’ultimo mezzo secolo e molte sono state le riforme – o piani di aggiustamento strutturale – che hanno attuato per rendere compatibile il proprio modello finanziario alle condizioni richieste per accedere al beneficio.

Sicuramente l’istituzione del Fondo Monetario costituirà un altro importante tassello nel progetto di completamento dell’Unione Monetaria Europea, ma soprattutto renderà l’Europa ancora più rilevante nello scacchiere economico-finanziario internazionale.   

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