CAMPANELLO DI ALLARME

L’assurda fuga dei giovani dall’Information Technology

Mentre il mercato dell’I.T. consolida la sua crescita con numeri record, cresce parallelamente il numero di giovani che se ne disinteressa

Il report annuale pubblicato da City & Guilds Group suona come un campanello d’allarme per le aziende dell’Information Technology. Nonostante la crescita del mercato che ha segnato un +21% tra aprile 2020 e aprile 2021, sono ancora tantissime (circa il 56%) le aziende che riscontrano problemi nel reclutamento di profili adatti alle proprie esigenze. 

Per il 28% delle compagnie interpellate il motivo principale risiede nello scollamento tra il modello educativo adoperato nelle scuole rispetto al mercato del lavoro che, soprattutto negli ultimi anni, sta vedendo la scomparsa di molti lavori tradizionali per lasciare il posto a nuove professioni. Queste ultime, spesso sconosciute agli stessi educatori, pare che abbiamo fatto poco breccia nei cuori degli studenti.

Secondo Exasol, solo il 50% dei giovani tra i 16 e i 21 anni nel Regno Unito ha dichiarato di poter considerare una concreta opzione di carriera quella della scienza dei dati. Proprio quella porzione di popolazione da cui le aziende speravano di attingere per far crescere i propri affari, perché naturalmente predisposta all’uso delle nuove tecnologie, riserva dunque una cocente delusione.

Alcuni come Peter Jackson, responsabile dell’analisi dei dati presso Exasol, interpretano lo scollamento tra i giovani e le aziende I.T. come il prodotto di un difetto di comunicazione. “Ho perso le parole, eppure ce le avevo qua un attimo fa”, direbbe Ligabue. Gli operatori del settore del data science non risultano ancora sufficientemente efficaci nel far comprendere in maniera semplice il significato di alcune parole chiave, di uso comune tra i tecnici d’area, che sono spesso sconosciute ai giovani. 

Circa la metà dei giovani intervistati ha dichiarato di essere poco o per nulla a conoscenza di termini come big data o data literacy. Molti di essi, inoltre, sembrano essere del tutto all’oscuro delle capacità richieste più in generale dall’Information Technology, con l’inevitabile conseguenza di non riuscire ad arricchire le proprie skills con ciò che davvero serve per aver successo in quest’ambito.

Mentre incertezze e disinteresse accompagnano le esistenze di molti giovani, il mercato dell’I.T. continua a macinare numeri da record. In un anno nel Regno Unito la domanda per full-stack engineers è salita del 312%, quella per cybersecurity engineers del 292%, per front-end software engineer del 184%. Se si volesse dire in maniera più semplice le aziende hanno bisogno di persone che le permettano di affrontare adeguatamente le sfide della modernità restando competitive, che sappiano prendere delle decisioni, formalizzare e risolvere problemi e utilizzare adeguatamente gli strumenti della programmazione.

Con queste crescite vertiginose, tra l’altro frutto di un consolidamento di una tendenza e non di un’improvvisa esplosione, ci sarebbe davvero spazio per tutti, ma molto dipenderà da quanto gli educatori riusciranno a far emergere il talento dei ragazzi, ad introdurli al mondo delle tecnologie emergenti e ad essere protagonisti della modernità.

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