SPECIALE CORONAVIRUS

Coronavirus: le mail di Anthony Fauci in possesso della stampa americana

L’origine della pandemia è frutto di un passaggio naturale o piuttosto un errore di laboratorio? E se fosse tutto vero? Anatomia e contraddizioni di un processo nato male e non ancora concluso attraverso la inbox delle mail di Fauci.

Anthony Fauci, è il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) americano dal 1984; inoltre dal 2021 è  chief medical advisor del presidente degli Stati Uniti.

L’energetico ottantenne di origine italiana, è al centro di forti critiche per aver, dall’inizio della pandemia, diffuso informazioni di provata pericolosità per il pubblico, salvo poi dichiarare che l’intento ultimo fosse il benessere dello stesso e cambiare repentinamente direzione.

Un quantitativo non indifferente (più di 3.000 pagine) di mail personali, che lo vedono impegnato nella lotta al virus, è stato recentemente ottenuto e pubblicato da BuzzFeed News grazie al Freedom of Information Act, la normativa americana che regola il pubblico accesso a documenti o informazioni riservate ad agenzie governative e autorità pubbliche.

Tra le discusse mail, una risposta del 5 febbraio del 2020 nella quale Fauci scoraggia la ex segretaria del Health and Human Services (HHS) Sylvia Burwell dall’indossare la mascherina in aeroporto, scrivendo che “Le maschere servono davvero alle persone già infette, allo scopo di prevenire il contagio in soggetti sani, piuttosto che proteggere individui non infetti dal contagio. La tipica mascherina che si compra in farmacia non è efficace nel tenere lontano il virus in quanto questo è così piccolo da essere in grado di penetrare e passare attraverso il materiale (…) dunque non ti raccomando di fare uso della mascherina visto che sei diretta verso una destinazione a basso rischio (volo domestico NdR)”.

Poco più tardi, questa posizione fu cambiata per essere sostituita dalla raccomandazione -in alcuni casi legge – che imponeva l’uso delle mascherine in luoghi pubblici, specialmente in aeroporti, considerati luoghi ad alto rischio.

Il cambio di posizione fu verbalizzato inizialmente durante un’ intervista rilasciata per The Street nel giugno del 2020 durante la quale Fauci afferma che la mascherina è, invece, protettiva per chi la indossa e che le contrastanti indicazioni da lui inizialmente divulgate erano innocenti bugie mirate ad  assicurarsi che il personale medico ne avesse una quantità sufficiente disponibile.

Ma la giustificazione per gli improvvisi cambi di posizione offerta da Fauci pur sottolineando come lo scienziato si debba idealmente adattare ai repentini risultati di una ricerca in continua evoluzione, non sembra calzare neppure quando gli si chiede delle incongruenze relative alla possibilità che COVID-19 sia stato sviluppato artificialmente nel laboratorio cinese di Wuhan, piuttosto che in maniera naturale.

Una delle mail in questione a lui indirizzate, datata aprile 2020, parte infatti da Peter Daszak, presidente di Ecohealth Alliance una compagnia non-profit che gestiva ricerche sul COVID-19 presso l’istituto di Virologia di Wuhan.

Nel 2014 Fauci aveva assegnato fondi di ricerca del NIAID per circa 600,000 dollari, finalizzati al finanziamento di un progetto di ricerca all’interno del laboratorio di Wuhan sulla possibilità di futuri rischi circa l’emergenza di contagio da coronavirus causato da pipistrelli.

Parte del progetto – che fu cancellato nell’aprile del 2020 – esplorava un possibile “gain of function”, un eufemismo che definisce la ricerca biologica indirizzata a modificare/potenziare virulenza e letalità di un virus per esaminare e controllare la possibilità che si possa diffondere tra umani.  

La mail in questione esprimeva la gratitudine del Dr. Daszak e dei suoi colleghi verso il Dr. Fauci; “Desideravo ringraziarla personalmente, anche a nome del mio staff e dei miei collaboratori, per affermare pubblicamente come l’evidenza scientifica sostenga che l’origine naturale di COVID-19 risieda nel passaggio da pipistrello a umano piuttosto che da una fuga dall’Istituto di Virologia di Wuhan”.

Durante un’intervista rilasciata giovedì scorso per la rubrica “New Day” su CNN giunge puntuale l’ennesimo disclaimer di Fauci; “Potete interpretarla come volete, la mail di una persona indirizzata a me ringraziandomi per avere detto quello che lui crede io abbia detto, mentre io ho affermato che l’origine più probabile è un salto di specie (naturale NdR). Lo penso ancora, ma nello stesso momento mantengo una mente aperta sul fatto che possa esistere la possibilità di una fuga di laboratorio”.

Per molto tempo il coronavirus si è limitato ad attaccare i pipistrelli senza costituire alcun rischio per gli umani. Improvvisamente, mentre l’istituto di Wuhan sta compiendo esperimenti per verificarne le potenzialità di trasmissione da pipistrelli ad umani, a tre isolati dal laboratorio, l’unico laboratorio in Cina ad essere equipaggiato per condurre tale tipo di ricerca – per una stranissima quanto misteriosissima coincidenza- il virus decide di fare la sua prima comparsa su esseri umani al mercatino rionale.

Non dico che tale circostanza costituisca la cosiddetta pistola fumante, ma per carità-  largo alla scienza- una seconda occhiata mi sembra d’uopo, presa coscienza anche del profondo “divide” sull’argomento da parte degli esperti.

Tra l’altro la linea tra “Gain of function” e sviluppo di un’arma batteriologica è sottile almeno quanto quella che separa lo sviluppo di tecnologie nucleari per il benessere dell’umanità e l’arma atomica.

Questo è indubbiamente il virus più politicizzato nella storia del nostro pianeta. Ma di chi è la responsabilità? Forse la professione del ricercatore medico dovrebbe essere una missione di servizio all’umanità e dunque scevra dalla politica , dove preferenze partigiane ed obbedienze a diktat di partito -visto l’ovvio conflitto dimostrato senza alcuna ombra di dubbio – dovrebbero essere punite obbligando i colpevoli a deambulare in cerchio nudi tra i dannati fraudolenti della VIII Bolgia dell’inferno, indossando solo i mantelli dorati all’esterno ma foderati di piombo così bene descritti da Dante, forzati ad una dolorosa quanto insopportabilmente pesante lentezza.

Destra, sinistra, liberali o democratici poco importa.

Non oso immaginare la mole dell’uragano politico, economico e sociale che scaturirebbe se la vile teoria finisse con l’indicare precise responsabilità di Pechino.

La sceneggiata napoletana impone tre personaggi chiave. Isso, issa e o ‘malamente (lui, lei ed il cattivo).

L’ultima figura, in questa sceneggiata cambia a seconda del paese. Trump, Biden, Johnson, Putin, Conte, i personaggi fino ad adesso non sono mancati e neppure i colpi di scena.

Ma scovare un “malamente” con credenziali condivisibili ovunque, responsabile unico di tutte le nostre sciagure, incontrerebbe un pianeta non proprio in vena di buonismi. Altro che dente avvelenato.

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