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Aumento contagi in Inghilterra: causa variante indiana

Crescono del 75% le infezioni in una settimana, gli esperti insistono sulla necessità di proseguire con le vaccinazioni

Ieri in Gran Bretagna sono stati registrati 6.328 nuovi contagi di Covid-19: il più alto numero da marzo. Quello che sembra il dato positivo è l’aver registrato solo 11 morti, mentre le persone attualmente ricoverate sono 954. Tuttavia l’ufficio britannico di statistica (Ons) stima che il livello delle infezioni in Inghilterra è cresciuto del 75% in una settimana.

 Il Guardian avverte che la variante indiana “dilaga” nel Regno Unito.         

Dalle analisi emerge inoltre che la variante indiana potrebbe essere maggiormente resistente al vaccino. Gli esperti virologi hanno insistito sulla necessità di proseguire con le vaccinazioni, unico modo per sconfiggere il coronavirus. E’ innegabile che questa variante riesca a superare le barriere anticorpali del vaccino pur in un numero piccolo di casi.

Tuttavia è probabile che ad essere implicata è la quantità di anticorpi sviluppati dal soggetto poichè  il 73% dei casi di Covid-Delta (variante indiana) riguarda persone non vaccinate, il 5% delle persone (stima probabilmente in difetto) con una sola dose e il 3,7%, di persone che hanno ricevuto due dosi.

Questo dovrebbe far abbandonare le politiche di una sola somministrazione unica per coprire più persone e cominciare a testare il titolo anticorpale sviluppato e, le persone con un basso titolo anticorpale, rivaccinarle. Solo così in Italia si potrà evitare il ritorno della variante delta del Covid-19.

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