PROTEZIONE & DIFESE

Un golpe in USA? Ma no, solo una gita turistica

L’ex consigliere per la sicurezza nazionale condannato per il Russiagate si chiede perché l’esercito USA non faccia un golpe come in Myanmar. Poi però sostiene “Sono stato travisato”

Un aggiornamento sulle dichiarazioni eversive e golpiste di Flynn. Dopo le esternazioni allucinanti dalla conferenza QAnon (movimento che la sicurezza nazionale ha definito una minaccia per lo Stato) in Texas di domenica scorsa – di cui vi avevamo parlato dalle colonne di INFOSEC.NEWS – in un post sul social network di estrema destra Parler, ha provato a rivoltare la frittata in uno dei migliori esempi di “Sono stato mal interpretato” della storia della stampa moderna.

Tra gli altri ospiti del meeting di eversori, ricordiamo: Sidney Powell, ex Federal Persecutor, sospesa da Twitter con Flynn ed altri estremisti per  “coordinated harmful activity”; Lucian Lincoln “Lin” Wood Jr., l’avvocato di the Donald sotto indagini per frode, che dopo le elezioni presidenziali aveva dichiarato “Trump had won the election with 70% of the vote, and that a secret cabal of international communists, Chinese intelligence, and Republican officials had contrived to steal the election from Trump”; e, per ultimo ma non ultimo George Papadopoulos: ex consigliere di Trump, condannato nell’ambito del Russiagate.

Durante il Memorial weekend dal palco della riunione QAnon “For God & Country Patriot Roundup” il mite Flynn aveva risposto ad un sedicente marine che lo interrogava dal pubblico sul perché quanto accade in Myanmar non potesse accadere in USA, “No reason, I mean, it should happen here. No reason. That’s right”(non c’è ragione [che non accada, n.d.r.], voglio dire, dovrebbe succedere qui. Non c’è ragione. È giusto).

Ovviamente, poco dopo il passo indietro, con un post sulla piattaforma estremista Parler, Flynn ha sostenuto, con invidiabile sicurezza, che le sue parole fossero state travisate e distorte dai media:

“Let me be VERY CLEAR – There is NO reason whatsoever for any coup in America, and I do not and have not at any time called for any action of that sort,” (voglio essere MOLTO CHIARO – non c’è ALCUNA ragione per qualsivoglia colpo di stato in America, e io non ho mai fatto appello ad alcun’azione di qualsiasi sorta). Quindi questo signore prima sostiene la Dottrina di Monroe, ponendo come naturale l’analogia USA/America, poi insulta i lettori sostenendo che le sue parole chiarissime siano state travisate… geniale.

Inaspettatamente – in un paese dove il più grave assalto ai simboli della democrazia è stato paragonato ad una passeggiata turistica da membri eletti dell’Assemblea che è stata attaccata – riguardo le acrobazie dell’ex-consigliere per la Sicurezza Nazionale, folgorato sulla via di Mosca e graziato da Trump, ci sono state alcune tiepide reazioni.

Flynn, oltre ad essere stato il primo ufficiale statunitense ospite del servizio segreto militare GRU russo – dove nel 2013, su invito del direttore Gen. Sergun, ha tenuto un seminario ed è stato omaggiato con un banchetto in suo onore – lo scorso 4 Luglio non si è esonerato dal pubblicare il suo “giuramento” in video, una pratica QAnon diffusa dove viene recitata una storpiatura del Giuramento che prestano i Senatori degli Stati Uniti, modificato con slogan del tipo WWG1WGA, visto nei disordini di Washington ed in quelli di Berlino. Un Giuramento (Oath) da mantenere (to keep, in inglese): questo è il rituale degli Oath Keepers, un gruppo paramilitare eversore, almeno secondo l’FBI.

Lo scorso lunedì, la vicepresidente dell’House Armed Services Committee e Comandante (r.) della Marina Militare USA, Elaine Luria ha dichiarato che le esternazioni di Flynn erano pericolose e di grande preoccupazione, aggiungendo che secondo lei sarebbe stato opportuno opporre contromisure ufficiali, ha inoltre dichiarato alla CNN: “Flynn’s remarks border on sedition. There’s certainly conduct unbecoming an officer. Those are both things that can be tried under the Uniform Code of Military Justice and I think that as a retiree of the military, it should certainly be a path that we consider to have consequences for these types of words.” (Le osservazioni di Flynn rasentano la sedizione. Questa è decisamente una condotta sconveniente per un Ufficiale. Ambedue questi atteggiamenti possono essere sanzionati in base al Uniform Code of Military Justice e penso che, come membro sebbene in pensione dell’Esercito, dovrebbe essere certamente previsto un percorso che porti a conseguenze per questo tipo di dichiarazioni).

La delegata Repubblicana del Wyoming, Liz Cheney (figlia dell’ex vice presidente Dick, numero 3 del GOP alla Camera dei Rappresentanti del Congresso americano fino a Maggio scorso, quando è stata espulsa dal partito senza neanche uno straccio di votazione) lunedì scorso ha scritto su Twitter: “No American should advocate or support the violent overthrow of the United States.” (nessun cittadino statunitense dovrebbe invocare o supportare un golpe violento in USA) Aggiungendo un link alla dubbia performance dell’ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale.

Il portavoce del Pentagono, John Kirby, martedì scorso ha dichiarato alla stampa che “the department is not going to have an official comment one way on this” (il Pentagono non rilascerà dichiarazioni su questi fatti).
Mercoledì, l’Esercito degli Stati Uniti ha detto che non indagherà sull’ex generale Michael Flynn per le dichiarazioni che ha recentemente rilasciato in cui sembrava sostenere un colpo di stato in stile Myanmar per gli Stati Uniti. Un portavoce dell’esercito in una nota ha dichiarato: “We are aware of the statements LTG (R) Flynn made May 30 and June 1. The Army is not investigating these statements further at this time” (Siamo a conoscenza delle dichiarazioni rilasciate da LTG (R) Flynn il 30 maggio ed il 1 giugno. L’esercito non sta indagando ulteriormente su queste dichiarazioni in questo momento).

Dato che Flynn è in pensione, la decisione dell’esercito è in linea con l’approccio tipico delle forze armate statunitensi a situazioni simili: potenziali comportamenti scorretti da parte di membri in pensione non richiedono un’indagine da parte delle forze armate. Giustissimo, ma forse per un ex Consigliere per la Sicurezza Nazionale sarebbe il caso di riflettere se fare un’eccezione.

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