SPECIALE CORONAVIRUS

Mens sana in corpore sano in tempi di pandemia o ci dobbiamo aspettare 74 varianti Covid-19 ?

Lo scenario con il quale dovremo fare i conti non è dei più confortanti sia per quanto riguarda gli aspetti sanitari ed economici, sia in vista dei grandi appuntamenti sportivi.

L’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato che utilizzerà le lettere dell’alfabeto greco per individuare le varianti del Coronavirus:

  • Alfa: B.1.1.7 per la variante Inglese
  • Beta: B.1.351 per la variante Sudafricana
  • Gamma: P.1 per la variante Brasiliana
  • Delta: B.1.617.2 per la variante Indiana

Secondo l’indagine rapida coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità con il supporto della Fondazione Bruno Kessler e in collaborazione con il Ministero della Salute, le Regioni e le PPAA (Provincie Autonome) le varianti riconosciute e le relative prevalenze ad oggi in Italia sarebbero:

  1. B.1.1.7                                      88.1% (range: 40%-100%) o variante Inglese;
  2. P.1 e P.2                                   7.3% (range: 0%-60%) o variante Brasiliana;
  3. B.1.351                                     0.3% (range: 0%-2.1%) o variante Sudafricana;
  4. B.1.617.1 e B.1. 617.2          1.0% (range: 0%-3.4%) o variante Indiana;
  5. B.1.525                                     0.8% (range: 0%-16.7%) o variante Nigeriana;

ma già si parla di nuove insidiose mutazioni come la B.1.1.318 (nuova variante Inglese), le B.1.427 e B.1.429 (variante USA), la B.1.1.519 (variante Messicana), la P.3 (variante delle Philippine), la B.1.616 (variante Francese), la B.1.621 (variante Colombiana), la C.37 (variante Peruviana), la L452R (variante Danese) e chissà quante altre “bollono in pentola”.

È certo che la scelta dell’OMS di utilizzare le lettere dell’alfabeto greco non ci comunica niente di buono perché in quell’alfabeto le lettere dalla α a ω sono 24 e sinceramente non ci auguriamo di arrivare nel tempo ad un numero così elevato di mutazioni del virus per cui anche coloro che sono stati già vaccinati completamente, (come colui che scrive che ha ricevuto le 2 dosi Pfizer) non possono stare “tranquilli” oltre a continuare ad osservare scrupolosamente tutte le misure anti-contagio prescritte dagli Organi Sanitari (mascherina, distanziamento sociale, sanificazione  delle mani ed igienizzazione degli ambienti comuni).

Purtroppo però le premesse sono tutt’altro che rosee su questo fronte e se andiamo a vedere cosa dice in merito lo European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC) che valuta regolarmente nuove prove sulle varianti rilevate, alla data del 24 Maggio 2021 (https://www.ecdc.europa.eu/en/covid-19/variants-concern) ci troviamo davanti alle seguenti tabelle elaborate anche in base al lavoro congiunto sulla caratterizzazione dei virus dell’ECDC e dell’OMS:

  • Varianti di Attenzione (VDA) per le quali sono disponibili prove che indicano un impatto significativo sulla trasmissibilità, gravità e/o immunità che potrebbe avere effetti sulla situazione epidemiologica.
  • Varianti di Interesse (VDI) per le quali si hanno prove su proprietà genomiche, prove epidemiologiche o prove in vitro con possibili effetti su trasmissibilità, gravità e/o immunità e sulla situazione epidemiologica. Le prove sono ancora preliminari o sono associate ad incertezza.
  • Varianti di Monitoraggio (VDM) che sono varianti “aggiuntive” di SARS-CoV-2 rilevate come segnali attraverso l’intelligenza epidemica e lo screening delle varianti genomiche basato su regole o prove scientifiche preliminari. Vi sono alcune indicazioni su proprietà simili a quelle di una VDA, ma le prove sono deboli o non sono state ancora valutate dall’ECDC.

E giusto per non far torto a nessun Paese negli ultimi giorni è stato annunciato l’arrivo della variante Vietnamita, un mix tra quella Inglese e quella Indiana, appena scoperta in Vietnam e responsabile del nuovo picco di contagi che è stato registrato recentemente in quel Paese.

Ma allora se le cose stanno così, tra varianti, mutazioni, trasformazioni, modifiche, cambiamenti, ecc. abbiamo esaurito ampiamente l’alfabeto greco e per il futuro sarà opportuno utilizzare come riferimento quello Cambogiano che di lettere ne ha 74 !

Per carità le case farmaceutiche già stanno preparando “l’aggiornamento” dei vaccini per garantire una efficace copertura dalle varianti in arrivo, ma sarebbe di gran lunga preferibile che si riuscisse ad eradicare la malattia e non farla diventare a seguito di “processi evolutivi” un “appuntamento annuale” come avviene per l’influenza.

Uno scenario non certo confortante, uno scenario con il quale dovremo fare i conti per quanto riguarda non solo gli aspetti sanitari ed economici ma anche in tanti altri ambiti della nostra società.

Giusto per fare un esempio basti citare le incertezze con cui alcuni Organismi Internazionali sono chiamati a decidere sul futuro dei grandi eventi sportivi.

Mi riferisco essenzialmente alla Coppa America di Calcio e soprattutto alle prossime Olimpiadi in Giappone.

Nel primo caso dopo il forfait della Colombia (a causa di disordini sociali) e dell’Argentina (che sta attraversando il periodo più critico della pandemia) il Presidente Jair Bolsonaro ha comunicato ufficialmente che il torneo si svolgerà in Brasile e la CONMEBOL (la Confederazione Sudamericana del Calcio) ha confermato la notizia con il tweet riportato nella figura di seguito, annunciando la Copa America 2021, che era già stata annullata lo scorso anno a causa della pandemia da Covid-19.

In Italia l’andamento pandemico sembra ormai sotto controllo anche e soprattutto a seguito della campagna vaccinale che alle ore 17:07 del 1° Giugno scorso vedeva 12.169.081 persone completamente vaccinate a fronte di 35.131.484 di dosi somministrate (con un rapporto di 0,58 dosi di vaccino per abitante). I nuovi Casi sono in netto calo (2.493 il 1° Giugno) ed anche i Decessi sono diminuiti significativamente (93 il 1° Giugno). Siamo ancora lontani dalla cosiddetta “immunità di gregge” ma entro l’autunno anche questo obiettivo sarà raggiunto.

Non è così invece in Brasile dove il Governo ha deciso di andare avanti con la Coppa, nonostante gli ultimi dati danno conto di 30.434 nuovi Casi per un totale di 16.545.554 Casi confermati e 462.491 Decessi, quando le dosi di vaccino somministrate sono 60.017.445 su una popolazione di oltre 211 milioni di abitanti (con un rapporto di circa 0,28 dosi di vaccino per abitante, meno della metà rispetto all’Italia).

Per quanto riguarda invece i Giochi della XXXII Olimpiade in Giappone, noti come Tokyo 2020, secondo il calendario originale si sarebbero dovuti tenere dal 24 Luglio al 9 Agosto 2020 ed invece, a causa del Covid-19, sono state posticipate dal 23 Luglio all’8 Agosto 2021 e, anche se recentemente viene registrato un aumento dei contagi e dei ricoveri con forte pressione sulle strutture ospedaliere, il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) assicura che non ci saranno ulteriori variazioni al Programma e le Olimpiadi non subiranno altri rinvii: 11.000 atleti e 4.000 persone di supporto atletico provenienti da più di 200 paesi si riuniranno per più di 2 settimane, al chiuso e all’aperto, per dar vita alla tanto attesa manifestazione sportiva.

È possibile ritenere che gli Organizzatori sia della Coppa America che delle Olimpiadi di Tokyo adotteranno tutte le misure e le precauzioni per evitare che tra gli atleti e tra il pubblico, ove presente, si possa diffondere il contagio ed a ciò si aggiunge che alcune Case Farmaceutiche si sono offerte di donare vaccini per tutti gli atleti, che tuttavia non sono sottoposti all’obbligo vaccinale sia per le regole vigenti nei Paesi di appartenenza e sia a causa delle preoccupazioni per gli effetti della vaccinazione sulle loro prestazioni. Ma i dubbi restano.

Tutto ciò sarà sufficiente? Certo non c’è pace per le manifestazioni sportive.

Ai posteri l’ardua sentenza !

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