AEROSPAZIO

Cosmonauti armati e pronti a tutto

Una curiosità interessante dal mondo dello Spazio, tanto antica da risalire al primo volo spaziale in assoluto e tanto attuale da avere implicazioni ancora oggi.

Per tradizione i cosmonauti sovietici hanno avuto da sempre un’arma di ordinanza. Sin dal primo glorioso Gruppo cosmonauti TsPK1 – i 20 piloti collaudatori selezionati il 7 Marzo del 1960 dal  Centro speciale di addestramento dell’Aeronautica per i voli spaziali per entrare a far parte della nascente Unità militare speciale 26266 – i cosmonauti indossavano anche durante le operazioni di volo le loro Pistolet Makarova (Пистоле́т Мака́рова).

Ed è proprio nel corso di questa missione che il comandate Leonov, a causa di problemi con l’accensione manuale dei retrorazzi frenanti del modulo di rientro, riuscì in un delicato atterraggio di emergenza. Peccato si trovasse nel bel mezzo del nulla, tra le foreste degli Urali occidentali, a più di 400 Km dal punto previsto di atterraggio, nel distretto di Solikamsk.
I membri dell’equipaggio, Leonov e Beljaev vennero recuperati dopo ben due giorni vicino alla loro capsula spaziale, quando i soccorritori riuscirono finalmente a raggiungerli. A Marzo, nel Perm Oblast, fa un freddo becco e c’è la Taiga, regno di animali selvatici come lupi o orsi. Il Comandante Leonov temette per il peggio.

Sulla base di quest’esperienza e su vivo consiglio di Leonov, i russi decisero di sviluppare un miglioramento del loro Kit di Emergenza Indossabile (Носимый аварийный запас, Nosimyi Avariynyi Zapas, NAZ) che comprendesse un’arma dotata di maggior potere d’arresto, in caso di incontri con animali feroci, e che fosse atta alla caccia e alla segnalazione.

Il Kit Portatile di Emergenza-Sopravvivenza (Носимый аварийный запас, Nosimyi Avariynyi Zapas, NAZ), nella sua versione NAZ-3 a bordo della Sojuz prima del 1986 – Wikipedia

Nella storia dell’aviazione militare si incontrano numerosi esempi di strumenti multiuso simili per emergenza e sopravvivenza, a partire dal Drilling M30 (drilling in tedesco vuol dire tripla) – un Normaldrilling o klassischer Drilling, cioè un’arma a tre canne, due lisce ed una rigata, in uso alla Luftwaffe a partire dal 1940. La combinazione di canne klassischer Drilling era diventata popolare tra cacciatori in Europa sin dagli inizi del ‘900. I Drilling esistevano già da tempo a livello teorico, ma prima della fusione dell’acciaio delle canne introdotta alla fine dell’800, erano troppo costosi e troppo pesanti perché il loro uso potesse affermarsi. A partire dall’M30, sono state usate altre armi simili nel corso della storia dell’aeronautica militare, ad esempio la  M6 Aircrew Survival Weapon, usata dall’USAF dal 1952 all’inizio dei ’70. 

Dunque, intorno al 1979, all’Arsenale di Tula (Тульский оружейный завод, Tul’skij oružejnyj zavod, TOZ), si misero a lavorare a due prototipi: la TOZ-81 Mars (ТОЗ-81 «Марс») e la TOZ-82, meglio conosciuta come TP-82 (ТП-82 , acronimo di трёхствольный пистолет, trёkhstvol’nij pistolet, pistola a tre canne… senza fronzoli i sovietici!). Leonov era diventato un pezzo grosso nel frattempo –  generale di brigata e comandante in seconda del programma di addestramento dei Cosmonauti – e  finalmente nel 1981 ricevette il placet per far commissionare un’arma per le situazioni di emergenza e sopravvivenza a terra.
Della TOZ-81 venne prodotto esclusivamente un singolo prototipo completo, mentre la TP-82 – progettata da Nikolai Upirov e Aleksej Archipovič-  è stata testata nello Spazio a partire dal 1982 e prodotta in serie. Il prodotto era concepito per dare ai cosmonauti la possibilità di inviare segnali luminosi e sonori, fornire loro cibo e difesa dagli animali feroci e aiutarli a farsi largo nella foresta, accendere un fuoco o costruire un riparo.

Una navetta Sojuz TMA – Wikipedia

La TP-82 è una pistola multiuso a disposizione del Comandante della Sojuz, tra il 1986 e il 2007, come parte del NAZ. Il kit è denominato, insieme al suo munizionamento, SONAZ (in russo СОНАЗ, Стрелковое Оружие Носимого Аварийного Запаса, Strelkovoye Oruzhie Nosimogo Avariynogo Zapasa “Armi di piccolo calibro indossabili di emergenza “).
L’arma è una sorta di “ibrido” tra una pistola e un fucile da caccia, dotata di tre canne: due superiori lisce – come in una doppietta – ed una terza canna inferiore rigata. Le canne lisce sparano proiettili e razzi calibro 12,5 × 70 mm, hanno una camera lunga 70 mm e freni di bocca da 0,3mm; mentre la canna inferiore esplode colpi 5,45 × 39 mm, come quelli dell’AK-74. Dotata di grilletto singolo e ricarica ad apertura, si caratterizza per il calcio rimovibile, costituito da un pesante coltello a lama trapezoidale avvolto in un drappo ripiegato di tessuto rinforzato che può essere usato come lama o come pala.
La massa del drilling con il calcio è di 2,4 kg, di cui l’arma 1,6 kg ed il calcio 0,8 kg; le dimensioni della pistola senza calcio sono invece 360x42x150 mm, con il calcio 670x42x235 mm.
Nel contesto del NAZ, a corredo dell’arma vengono forniti tre tipi di munizioni: cartucce da 12,5 mm da caccia e razzi di segnalazione rossi per le canne superiori; per la canna inferiore invece, sono presenti proiettili incamiciati a punta morbida da 5,45 mm per difesa.
TOZ si era occupata dell’arma in sé, il munizionamento è stato realizzato dalla TsNIITochMash (ЦНИИТОЧМАШ, acronimo di Центральный научно-исследовательский институт точного машиностроения, Istituto centrale di ricerca per l’ingegneria di precisione) a partire dal 1982 fino all’87, quando l’esercito sovietico ha rescisso il contratto.

In volo, l’arma è custodita in una cesta metallica che viene riposta tra due dei tre sedili della Sojuz. Se tutto va bene, la cesta non viene aperta. Alla fine della missione, dopo l’atterraggio, la pistola viene data in dono al Comandante della navicella.
Ogni cosmonauta viene addestrato all’uso della TP-82, ed ognuno conosce la storia del Voskhod 2, di Leonov e Belyayev…che è “lievitata” al punto da tramandare storie di  “lupi affamati che cercavano di aprire la capsula”. Ma la realtà è più banale: i velivoli di salvataggio misero in fuga un branco di lupi a due o tre chilometri dal modulo. Fortunatamente i cosmonauti non dovettero fronteggiare direttamente gli animali.

Vista l’interruzione del programma Shuttle nel 2011 da parte della NASA, ora tutte le missioni verso la stazione spaziale internazionale ISS usano capsule Sojuz russe. In caso di emergenza, in ogni momento c’è una capsula attraccata alla Stazione.
Anche gli astronauti delle altre nazioni che partecipano all’ISS —inclusa la nostra Cap. Samantha Cristoforetti — sono stati addestrati all’uso della TP-82, e a tutt’oggi prima di poter volare su una Sojuz verso la Spazio, devono completare con successo un corso di addestramento alla sopravvivenza nel Mar Nero e nella foresta Siberiana. Questo include una prova di tiro ed un’introduzione alla storia del ritorno a terra della Voschod 2.

Anche da quando le Sojuz hanno iniziato a trasportare equipaggi internazionali, le TP-82 sono state mantenute nella dotazione di bordo fino al 2007. Il primo volo privo di questa SONAZ ci risulta essere quello del 12 Ottobre del 2007: le munizioni prodotte su misura avevano da tempo superato la loro data di scadenza, quindi il kit probabilmente oggi include un’arma corta, probabilmente una MP-443 o una Makarov PM. A quanto ci risulta, Roscosmos non ha rilasciato dichiarazioni riguardo la TP-82 o il suo successore. 

Ricordiamo ad esempio, dopo l’emendamento di questo componente dalla lista, l’incidente del 2008, dove per una traiettoria inaspettata, la capsula è caduta in maniera balistica sottoponendo l’equipaggio ad una sollecitazione di 8,56 invece dei 4g previsti e perdendo il controllo a terra per 30 lunghi minuti, mentre viaggiava a velocità smodata. Questo episodio rammenta la necessità che in questo tipo di veicoli sia presente ogni dotazione di sicurezza per poter affrontare le possibili emergenze.

Quasi per caso, proprio a Febbraio del 2007 l’astronauta statunitense Lisa Nowak, coinvolta in un triangolo con altri due ufficiali della marina, si è macchiata dei reati di lesioni personali e furto con scasso nei confronti della sua rivale in amore. Questo ha portato la Novak da un lato a essere licenziata dalla NASA e congedata con “an other than honorable discharge” e degradata da Captain a Commander. Di contro ha portato la NASA a far rivedere da un pannello indipendente, il NASA Astronaut Health Care System Review Committee, ovvero le proprie politiche riguardo la salute mentale dei propri astronauti.
Per la fine dell’anno, l’ente spaziale statunitense aveva cambiato il suo modo di operare: dal maggior peso alla psichiatria nell’addestramento dei flight surgeons, alla stesura di un nuovo “Astronaut Code of Professional Responsibility“, fino all’inclusione di un rapporto psicologico negli accertamenti annuali di routine.

Secondo un lavoro pubblicato su IEEE Spectrum  nel 2014 dallo storico dello Spazio James Oberg, sembra che i russi abbiano rinunciato almeno all’atto pratico al carico di armi da fuoco a bordo. 
Samantha Cristoforetti ha dichiarato allo storico “Io ho davvero una bella storia da raccontare su questo argomento”. La nostra astronauta ha raccontato che durante il suo esame di abilitazione al volo con le Sojuz a Mosca, una domanda della commissione agli orali finali era la lista di ogni elemento del NAZ.
Lei li ha scritti tutti sulla lavagna ed ha spiegato l’uso di ciascun componente. “Poi”- aggiunge – “per impressionarli e dimostrare che sapevo anche di più, ho aggiunto l’arma che era sulla lista e che è stata rimossa”.
Ma il presidente della Commissione – dopo essersi congratulato per il superamento a pieni voti dell’esame – ha corretto il commento extra della nostra Astrosamantha: “La pistola si trova ancora sulla lista ufficiale dei componenti del kit, ma prima di ogni missione ci incontriamo per rivedere la lista ed emendare quello specifico componente per quello specifico volo”.
Le ragioni di questa scelta restano oscure, il suo compagno di equipaggio, Terry Virts, ha dichiarato a Oberg di avere il sospetto che ciò sia connesso al trasferimento di competenza del Centro addestramento Cosmonauti –  dalla giurisdizione dell’autorità militare a quella civile –  e al fatto che in Russia ci siano forti pressioni per far tornare il Centro sotto la competenza militare.

Grazie a Francesco Bosticco per la preziosa revisione.

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