RISERVATEZZA DEI DATI

Se hai Alexa, Amazon consente ai tuoi vicini di “fregarti” la Wi-Fi

Il vero problema riguarda la privacy e i diritti dei consumatori e vi spiego perché…

La fregatura al momento è riservata agli utenti americani, ma se l’esperimento dovesse mai “funzionare” c’è da aspettarsi che la soluzione arrivi anche da noi.

Si chiama “Sidewalk” ed è la funzione che l’8 giugno verrà abilitata automaticamente sui dispositivi di Amazon rientranti nella gamma di prodotti in cui figurano Alexa, Echo, Ring Video Doorbells, Ring Floodlight Cams e Ring Spotlight Cams. A cosa serve? A condividere una parte della connessione WiFi con chi abita a fianco o – come dice il nome stesso dell’invenzione – si trova sul “marciapiede” antistante.

Se si paragona la rete senza fili adoperata a casa o in ufficio ad un impianto idraulico che eroga 100 litri l’ora, “Sidewalk” ne regala ad esempio 20 a chi è nei pressi riducendo – ovviamente – la capacità operativa dell’involontario o semplicemente inconsapevole benefattore…

L’attivazione di questo sistema è automatica ma – e ci mancherebbe altro – può essere bloccata da chi non intenda condividere parte della larghezza di banda a propria disposizione con i vicini di casa o eventuali passanti.

Non si interpreti quanto sta accadendo come una encomiabile operazione di solidarietà. Il meccanismo che viene innescato ha l’obiettivo di costruire una rete wireless capace di sfruttare la trasmissione che avviene tramite il Bluetooth, lo spettro FSK a 900 MHz e tutte le altre frequenze idonee a costituire un invisibile tessuto connettivo in grado di collegare il maggior numero di dispositivi anche quando questi non hanno copertura da parte del loro provider e si trovino fuori dal raggio di azione della propria WiFi.

Un simile sistema permette ad Amazon un controllo capillare del territorio e offre al colosso di Jeff Bezos la possibilità di “mappare” anche soggetti che non hanno Alexa o altri congegni di propria produzione. “Sidewalk” si prospetta come un micidiale strumento per il tracciamento globale degli individui che adoperano e hanno al seguito smartphone e tablet.

Non ci si troverebbe semplicemente dinanzi ad un mero processo di “localizzazione”, ma potenzialmente si potrebbe riconoscere un non impossibile riscontro di tutte le attività poste in essere dai dispositivi mobili che agganciano la wifi dell’utilizzatore di Alexa…

Qualche riflessione diventa d’obbligo per i maniaci della riservatezza dei dati personali e per gli appassionati dei diritti di consumatori ed utenti le cui ricerche, scelte, abitudini ed opinioni acquisirebbero una pericolosa trasparenza per il ciclopico dominatore del commercio elettronico.

Il fatto che il “pericolo” sia attualmente solo oltreoceano non esime dal cominciare a pianificare le più idonee contromisure in attesa dello sbarco di “Sidewalk” dalle nostre parti….

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