TECNOLOGIE & SALUTE

Healthcare at Home…ma non a tutte

Cambiare i propri sistemi informatici senza testarli adeguatamente ha fatto "sparire" dagli archivi migliaia di utenti, lasciandoli senza medicinali

Healthcare at Home (HAH), uno dei più grandi distributori farmaceutici del Regno Unito, nel quarto trimestre del 2020 ha mancato circa 10.000 consegne domiciliari di medicinali a causa del cambio dell’infrastruttura di rete adottata dall’azienda. 

È questo il quadro desolante che emerge da un’inchiesta della Commissione Sanità Pubblica dell’Inghilterra (CQC), un’agenzia indipendente – propriamente detta Non-departmental public body – con il compito di monitorare la qualità della salute e dell’assistenza sociale.

Dal report diffuso dalla CQC la HAH ha cambiato i propri sistemi informatici nell’ottobre del 2020 senza averli testati adeguatamente, cosicché migliaia di utenti sono letteralmente spariti dal sistema informatico e, non ricevendo adeguate cure, alcuni sono stati ricoverati in condizioni critiche, mentre altri hanno sperimentato traumi psicologici a causa dell’incertezza derivata dal non sapere quando avrebbero ricevuto le loro medicine essenziali.

Si legge nel rapporto che, sebbene informata del disservizio, la Healthcare at Home non si è tempestivamente adoperata per risolvere i problemi causati dopo l’installazione della nuova infrastruttura IT.

A causa dei problemi tecnici che avevano causato i ritardi, l’azienda era poi andata in debito d’ossigeno non avendo adeguato personale, tra gli addetti al call center, quelli al magazzino, i farmacisti e gli autisti, per far fronte al notevole aumento dei volumi di lavoro.

Il regolatore ha affermato che entro dicembre 2020 il numero di farmaci dimenticati o ritardati era così salito a 9.885 unità.

Come se non bastasse, il nuovo sistema di registrazione dei pazienti non consentiva facilmente al personale infermieristico di identificare coloro i quali avrebbero potuto avere un’allergia “già nota”, informazioni che dovevano quindi essere verificate verbalmente con il paziente prima della somministrazione dei farmaci, allungando ulteriormente i tempi.

Il CEO di HAH si è detto dispiaciuto di quanto accaduto, aggiungendo che, grazie alla collaborazione con il National Health Service, il problema è stato rapidamente risolto e “in breve tempo”, il servizio ai pazienti è tornato alla normalità.

In attesa della prossima ispezione da parte della Care Quality Commissionl’ultima è stata posta in essere tra il 26 Novembre ed il 14 Dicembre 2020 ed il giudizio è stato complessivamente quello di un’inadeguatezza del servizio offerto – il CEO Darryn Gibson ha dichiarato “rimaniamo impegnati come sempre a fornire ai pazienti un servizio di alta qualità e il nostro nuovo sistema informatico sta già offrendo un servizio ancora migliore ai pazienti. Attendiamo con impazienza una rapida re-ispezione per confermare che i nostri servizi siano tornati alla normalità”.

Back to top button