UN MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Covid-19, vaccini e donne in gravidanza: lasciate che vi spieghi

Il messaggio in bottiglia arriva da Massimo Di Muzio, autorevole penna della squadra di Infosec News, laureato in Farmacia, specializzato in Tossicologia all’Università di Bologna e in Farmacia Ospedaliera nell’Ateneo di Padova, esperto di maxi-emergenze che ha vissuto e sta vivendo in prima linea la guerra al coronavirus.

Fin da piccolo ci hanno insegnato che “le bugie hanno le gambe corte”. 

Pensavo che il detto si riferisse a Pinocchio: “Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito, perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è di quelle che hanno il naso lungo”. Poi, per scrivere questo articolo, ho voluto approfondire scoprendo l’origine nella mitologia. 

Infatti Fedro, scrittore romano del I secolo, racconta:

V/VI. [Prometeo e l’inganno]Verità e menzognaUna volta Prometeo il vasaio della nuova epoca
con cura fine aveva fatto la Verità,
perché potesse rendere la giustizia tra gli uomini.
Improvvisamente chiamato da un araldo di Giove
affida la bottega al fallace Inganno,
che aveva preso da poco per l’apprendistato.
Costui acceso dall’impegno, con abile mano
plasmò una statua di simile aspetto, insieme simile
nella statura ed in tutte le membra, fin che ebbe tempo.
Essendo stato fatto tutto ciò ormai mirabilmente;
gli mancò l’argilla per fare i piedi.
Ritorna il maestro, turbato da questa paura Inganno
velocemente si mise al suo posto.
Ammirando Prometeo così grande somiglianza
volle che sembrasse merito della propria arte:
Così introdusse in fornace le due statue;
ed essendo esse cotte ed infuso lo spirito
la sacra Verità si mosse con passo moderato,
ma l’imitazione tronca si fermò sul suo passo.
Allora la falsa immagine e la fatica dell’opera furtiva
fu chiamata Menzogna, perché anch’io son d’accordo
chiaramente con quelli che dicono che non ha piedi.
Talvolta le cose finte inizialmente servono agli uomini,
ma col tempo tuttavia la stessa verità appare.

La morale: Verità iniziò quindi subito a camminare con passo spedito e sicuro; l’imitazione, invece, essendo incompleta, non fu in grado di seguirla. Alla copia, Prometeo diede il nome Menzogna che è destinata a fare poca strada e a essere inevitabilmente scoperta, più o meno rapidamente. 

L’incipit è per chiarire alcune “imprecisioni” da più persone segnalate riguardo notizie “farneticanti” su ipotetici rischi dei vaccini COVID-19. È mia intenzione fare una serie di “delucidazioni” su tanto materiale che sta girando sui social, per dovere di chiarezza. Oggi vorrei affrontare i rischi di vaccinazione COVID-19 nelle donne in gravidanza. 

Ad esempio, circolano notizie di danni al feto a rischio di aborto per le gestanti che vengano a contatto o inalino vaccini! L’allarmismo di alcuni è poi sconfessato dai dati pandemici nazionali sull’efficacia delle vaccinazioni e il loro impatto in ambienti critici, quali le strutture sanitarie e socio assistenziali. Come al solito l’unica garanzia sono i siti istituzionali a cui demandare per domande e risposte. 

Di seguito, sottopongo alla Vostra attenzione alcuni appunti sul discorso gestazione. 

Tutta la comunità scientifica ha sempre riconosciuto il rischio grave di contrarre il COVID-19 durante la gravidanza, compreso un maggiore rischio di parto prematuro e di aborto. Mi preme sottolineare: RISCHIO DOVUTO AL COVID NON AI VACCINI!

Uno studio di sicurezza pubblicato sul New England Journal of Medicine del 21 aprile u.s., si basa su molteplici sistemi di monitoraggio applicati tra febbraio e dicembre 2020 per valutare la sicurezza dei vaccini Pfizer/BioNTech e Moderna (vaccini a mRNA) in oltre 35.000 donne incinte. I risultati non hanno evidenziato né un aumento dei rischi durante la gravidanza né tanto meno delle complicazioni nei feti o nei neonati a seguito del vaccino somministrato alle madri. 

Obiettivo principale della vaccinazione anti COVID-19 è la tutela della madre, a causa dei rischi che la malattia pone in gravidanza. 

Uno studio del 22 aprile u.s. su JAMA Pediatrics ha registrato nelle donne incinte affette da COVID-19 un aumento del rischio di parto prematuro, preeclampsia (un innalzamento eccessivo della pressione sanguigna in gravidanza), ricovero in terapia intensiva e morte rispetto ai soggetti sani. Sono emerse maggiori probabilità di gravi e molteplici complicazioni in gravidanza sia per le madri affette da COVID-19 sia nei neonati, mentre nelle  donne asintomatiche si è rilevato un maggiore rischio di preeclampsia e di complicazioni materno-fetali. 

Analogamente, in una recente meta-analisi di studi eseguiti su oltre 430.000 donne incinte, emerge come il COVID-19 durante la gravidanza abbia raddoppiato il rischio di aborto e aumentato il rischio di preeclampsia e di parto prematuro. 

In uno studio di vaccino-vigilanza, su 827 donne che hanno portato a termine la gravidanza, l’86% ha dato alla luce un neonato vivo. Quasi tutti i casi del 14% di aborti (ovvero il 92% di questa quota) si sono verificati nel primo trimestre, dato sovrapponibile a quello pre-pandemico, quando la porzione di aborti nel primo trimestre di gravidanza oscillava tra il 10% e il 26%, così come i tassi di parto prematuro (9%), i neonati sottopeso nella settimana del parto (3%) e i difetti congeniti (2%) nel gruppo delle donne vaccinate rientravano negli stessi intervalli indicati dalla ricerca nei tempi pre-pandemici. 

I più comuni effetti collaterali post-vaccinazione segnalati dalle donne in gravidanza sono stati: dolore nel sito di iniezione, affaticamento, cefalea e dolore muscolare. Meno dell’1% di queste ha avuto un rialzo febbrile superiore a 37,5°C dopo la prima dose e meno dell’8% dopo la seconda dose e, nel complesso, maggiore dolore al braccio e minori reazioni sistemiche rispetto alle donne coetanee, non in gravidanza.

Ulteriori studi su Obstetrics & Gynecology confermano una maggiore risposta immunitaria nelle donne  in gravidanza che avevano ricevuto un vaccino a mRNA rispetto alle donne in gravidanza affette da COVID-19. Sono stati inoltre individuati anticorpi della madre nel latte materno e nel cordone ombelicale dei neonati, a dimostrazione di come il livello di difesa anticorpale dalla madre transiti ai neonati che, pertanto, ricevono più anticorpi contro il SARS-CoV-2 dalle madri cui è stato somministrato un vaccino a mRNA rispetto a quelle che hanno contratto l’infezione COVID-19 durante la gravidanza. 

Ciò dimostra il trasferimento al feto degli anticorpi materni contro il SARS-CoV-2 indotto dai vaccini. Tale passaggio di anticorpi avviene anche con i vaccini contro la pertosse (DTPa) e contro l’influenza stagionale, entrambi consigliati durante la gravidanza, proprio per proteggere il neonato dalla pertosse nei primi mesi e, sia la madre sia il neonato, dall’influenza.

Infine, fra gli innumerevoli allert che appaiono sui social, desidero ricordare come molti di questi facciano riferimento a “dati volutamente tenuti nascosti” proprio per le donne in gravidanza nelle Sperimentazioni Cliniche (Clinical Trials) in fase pre-registrativa. 

Per i non  addetti ai lavori, ogni molecola, prima di diventare farmaco con il proprio AIC (Autorizzazione Immissione in Commercio) che ne permetta l’utilizzo in terapia, attraversa più fasi cliniche: 

  • la fase I: la molecola si testa sul volontario sano;
  • le fasi II e III: servono a testare la molecola sul paziente per la patologia per cui la molecola è studiata. 

Superate queste tre fasi, l’Azienda Farmaceutica presenta il dossier per la registrazione all’Autorità Regolatoria Nazionale (nel caso dell’Italia, l’AIFA) o a quella Europea (l’EMA) o, se negli USA, al CDC e ottiene quindi l’AIC. Da questo momento, il farmaco (NON più molecola) entra nella cosiddetta fase IV di Farmacovigilanza (o vaccino-vigilanza) che accompagnerà tutta la vita del farmaco, raccogliendo ogni segnalazione di eventuali eventi avversi raccolti da tutta la popolazione che assume il farmaco/vaccino, comprese le donne in gravidanza e/o allattamento.

Pertanto, contrariamente a quanto sostengono alcuni autori di fake news che inducono immotivati e inutili sospetti, nelle Fasi I, II e III delle Sperimentazioni Cliniche NON È PREVISTO L’ARRUOLAMENTO DELLE DONNE IN STATO DI GRAVIDANZA come previsto dalle linee guida internazionali, se non per specifici casi. Gli studi che ho precedentemente citato, si riferiscono a dati di vaccino-vigilanza (v-safe) o Fase IV. In conclusione, se è vero che le bugie hanno le gambe corte, nel nostro caso queste sono facilmente smontabili con letteratura scientifica seria, per evitare che  il venticello di rossiniana memoria, “s’introduca destramente e le teste ed i cervelli fa stordire e fa gonfiar”.

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