PROTEZIONE & DIFESE

Le forze di sicurezza palestinesi addestrate dai carabinieri

Il programma è partito nel 2012 su richiesta del Ministero dell’Interno palestinese

Da quando il movimento islamico sunnita di Hamas è diventato la potenza dominante a Gaza, a seguito del successo delle elezioni nel 2006,  il popolo della striscia con la più alta concentrazione demografica al mondo è separato da quello che vive in Cisgiordania non solo fisicamente, ma anche dal punto di vista politico.  La scissione non era nelle previsioni di Sharon quando ritirò insediamenti e truppe israeliane e lasciò il controllo di Gaza a un’Autorità palestinese unita, governata da al-Fatah, il partito moderato di Ramallah, in Cisgiordania, quello che ha espresso l’attuale presidente Mahmud Abbas.

La quiete infatti durò poco a causa dell’interventismo di Hamas, ala palestinese dei Fratelli Mussulmani, che a differenza di altri Paesi, qui ha anche una componente armata, le brigate Ezzedim al-Qassam, con l’obiettivo di fare la guerra con vari mezzi, compresi quelli terroristici. 

Le modalità con cui il movimento prese il potere al termine della cosiddetta “battaglia di Gaza” non furono indolori neppure per il restante popolo palestinese seguace di Fatah e pose in evidenza come il problema  per Hamas sia sempre stato la mancanza di controllo della parte politica su quella armata.

A quel punto l’obiettivo della comunità internazionale mirava a ridefinire le forze politicamente, limitando Hamas e il suo braccio militare e conducendo campagne di sicurezza. Il progetto di costruzione dello Stato post-2007 sotto l’Autorità nazionale palestinese  puntava, soprattutto tramite l’assistenza di organismi internazionali tipo Eupol Copps (European Union Coordinating Office for Palestinian police support), a reinventare le forze di sicurezza palestinesi attraverso l’addestramento e l’invio di equipaggiamenti. 

Fin dall’inizio il disegno di sicurezza è fallito nella striscia di Gaza, di fatto creando sacche di completa autonomia rispetto all’autorità centrale di Ramallah, mentre il processo di professionalizzazione e modernizzazione dell’apparato ha avuto successo in Cisgiordania, ove la migliorata efficienza delle forze di sicurezza palestinesi è sotto gli occhi di tutti.

È in questo contesto che il Ministero dell’Interno palestinese nel 2012 chiese all’Italia di ricevere il supporto dell’Arma dei Carabinieri per addestrare le proprie forze di sicurezza.

A seguito di accordi con il governo israeliano – essenziale per le autorizzazioni per il passaggio di armi nell’aeroporto di Tel Aviv e da subito favorevole all’iniziativa –  il nostro governo attivò la missione di addestramento da svolgersi da parte di specialisti dei Carabinieri presso la base di Gerico  in due cicli annuali di 12 settimane ciascuno.

Si è ora giunti alla dodicesima Missione Addestrativa Italiana (MIADIT 12) , con programmi che prevedono l’impiego di istruttori appartenenti a reparti speciali dell’Arma ma anche a comandi della linea territoriale che ha un prevalente impiego nell’attività quotidiana di controllo del territorio. I frequentatori acquisiscono le competenze per pianificare e realizzare attività di polizia in particolari contesti con tecniche e procedure operative avanzate. Vengono approfondite tematiche quali topografia, addestramento al tiro, tecniche di perquisizione, guida di sicurezza, controllo della circolazione stradale, pianificazione e gestione di attività antidroga e contro la criminalità organizzata.

Nei programmi sono inseriti altresì moduli specialistici per la tutela dei beni culturali, il rispetto dei diritti umani e per le problematiche di genere. Sono previsti anche corsi per la formazione di istruttori, molti dei quali terminano il percorso in Italia presso il Center of Excellence for Stability Policing Units (CoESPU) di Vicenza. 

Fino ad ora sono stati addestrati circa quattromila appartenenti alle Forze di Sicurezza palestinesi e l’impegno dei Carabinieri è stato oggetto di apprezzato ringraziamento da parte di Mahmud Abbas in occasione della visita del Presidente Sergio Mattarella in Israele e Palestina.

Il risultato è che l’omologazione della polizia palestinese su standard occidentali ha consentito il dialogo con la polizia israeliana e il contrasto alle forze estremiste. I recenti scontri si sono svolti tra la Gaza di Hamas  e Israele e solo episodici focolai si sono registrati in Cisgiordania a testimonianza che la maggioranza del popolo palestinese anela alla pace come la maggioranza di quello israeliano. Al netto delle forze estremiste di entrambe le Parti.     

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