AEROSPAZIO

Un passo gigantesco per SpaceX Starship

L'astronave sperimentale, dopo vari fallimenti piccoli e grandi, entra nella storia riuscendo a completare con successo l'atterraggio controllato

Ci sono momenti che definiscono l’intero corso di un’impresa, e l’atterraggio controllato del prototipo Starship SN15 è uno di quelli che entrerà nei libri di storia.

L’astronave sperimentale di SpaceX si è sollevata nel cielo nuvoloso di Boca Chica, Texas, come le sue gemelle avevano fatto in passato. Tuttavia, i voli precedenti erano stati funestati da una serie di fallimenti piccoli e grandi che avrebbero fatto tremare le vene dei polsi ad un gruppo meno determinato.

Il primo volo era stato pieno di eccitazione per tutti quelli che guardavano. L’argenteo missile si era sollevato nel blu, aveva passato alcuni minuti su una traiettoria ascendente e poi aveva dimostrato per la prima volta il belly flop, la manovra di rotazione sull’asse che dalla posizione verticale aveva portato la Starship in una graziosa traiettoria di planata orizzontale. Il prototipo era atterrato in maniera solo leggermente scomposta, dato che i motori Raptor avevano dato una spinta insufficiente ad assicurare un atterraggio morbido, ed era esploso.

Il quasi successo al primo tentativo aveva generato un diffuso ottimismo, che era però entrato progressivamente in crisi con i voli successivi. Il secondo volo si era concluso con un assetto molto più sbandato del primo, causando la distruzione del prototipo. Il terzo aveva in un primo tempo illuso gli spettatori, riuscendo ad atterrare, anche se in maniera dura. Un incendio nei motori Raptor – vera bestia nera di tutti i voli – aveva poi fatto esplodere l’astronave alcuni minuti dopo l’atterraggio. Il volo successivo, quello di SN11, era stato invece letteralmente un salto nella nebbia. Cominciato in una fitta caligine, non ha praticamente mostrato alcunché agli osservatori da terra, tranne un’improvvisa esplosione a pochi metri dal suolo, e la successiva caduta disordinata dei pezzi su una vasta area.

Il peggior volo della serie ha tuttavia chiuso la prima fase della sperimentazione. I successivi prototipi da SN12 a SN14 sono stati saltati, passando direttamente a SN15. La nuova versione, secondo le stesse dichiarazioni di SpaceX, ha incorporato una serie consistente di migliorie, tali da identificare una linea di sviluppo completamente nuova.

Dalle immagini del volo di SN15 sono risultate evidenti alcune cose importanti. La traiettoria di volo non è stata osservabile da terra a causa delle nuvole, e anche le immagini dal vano motori e dall’esterno dell’astronave sono state poche e disordinate. È apparso tuttavia chiaro che i motori Raptor hanno subito un consistente reengineering, con la scomparsa dell’aspetto disordinato dei cablaggi a monte dell’ugello – fonte di tutti gli incendi – e la comparsa di robuste strutture tubolari di funzionalità ancora non precisata.

Qualsiasi siano state le migliorie, il risultato è stato spettacolare. Quando l’astronave è ricomparsa agli occhi degli osservatori da terra, è stato evidente che il belly flop per riposizionare il prototipo in verticale è stato effettuato ad una quota superiore rispetto ai precedenti tentativi. I due motori usati per la discesa hanno efficacemente rallentato la discesa, che per la prima volta è sembrata un’operazione controllata e non una caduta. Quando l’enorme nuvola di polvere si è diradata, l’astronave si è mostrata perfettamente verticale, dritta sulle gambe di atterraggio.

Ci sono stati ancora alcuni minuti di ambasce per la presenza di un fuoco alla base simile a quello che aveva distrutto l’unico prototipo ad aver atterrato in precedenza. Questa volta, tuttavia, l’azione combinata dello scarico del carburante e del sistema antincendio ha evitato una conclusione infausta.

Mente salutiamo il primo atterraggio che – secondo le parole twittate da Elon Musk in tempo reale – è stato nominal, ci prepariamo ad un’accelerazione delle attività. SN15 è certamente la pietra miliare delle prossime esplorazioni spaziali, che porteranno le prossime versioni di Starship ad allunare nell’ambito del programma Artemis della NASA, e poi a posarsi su Marte in un momento intorno al 2030.

Una giornata incredibile, un onore ed una gioia l’esserci stati.

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