AEROSPAZIO

Musk rilancia e stende tutti, soprattutto Bezos

La NASA punta su Space X per ritornare sulla Luna.

E così Elon Musk ce l’ha fatta, nella serata di ieri la sua Starship SN15 è finalmente riuscita a decollare dal complesso di SpaceX ubicato a Boca Chica, Texas, elevarsi sino a raggiungere un apogeo di una decina di chilometri, rientrare in caduta aerodinamica orizzontale controllata ed atterrare senza esplodere, come invece fu nel caso dei precedenti 4 prototipi che l’hanno preceduta (SN08-SN11).

È una tappa straordinariamente importante per Musk per due fattori. Il primo è che anche se già da tempo Musk ha saputo dimostrare la fattibilità del riutilizzo dei razzi con i suoi Falcon, essi erano comunque costruiti con materiali aerospaziali.

Nel caso di Starship è tutt’altro discorso: anche se Starship SN15 ha introdotto più di 100 migliorie rispetto all’ultimo prototipo lanciato, tra cui una nuovissima versione di motori Raptor, esso alla fine rimane quello che è nella sua semplicità ovvero un enorme bidone costruito da un migliaio di carpentieri e lattonieri iperspecializzati con un materiale medievale come l’acciaio sotto un complesso temporaneo di tende e con il parcheggio di SpaceX come magazzino per i pezzi.

Provateci voi a realizzare quello che Musk riesce a realizzare in quelle condizioni, senza dimenticarvi che di prototipi di Starship Musk ha dimostrato di saperne produrre uno alla settimana.

Il secondo fattore è legato al fatto che la notizia vera non è quella del successo di quest’ultimo lancio bensì quella relativa ai retroscena degli avvenimenti degli ultimi giorni che mai come ieri hanno accomunato il destino di SpaceX e quello della NASA.

Il 30 aprile infatti, la NASA ha preso la decisione di assegnare l’appalto per la costruzione del modulo per l’atterraggio lunare destinato a riportare un equipaggio umano sul territorio lunare nel 2024.

Nella gara pubblica che era stata indetta, inizialmente le favorite erano le due aziende concorrenti di Musk: il consorzio Dynetics che è un conglomerato tra i soliti grandi nomi dell’aerospazio e la Blue Origin del miliardario Jeff Bezos, patron di Amazon.

Entrambe le aziende avevano prodotto due diversi progetti dal costo più che doppio di quello richiesto da Musk, che aveva invece proposto di utilizzare come modulo lunare un’intera Starship dedicata e appositamente modificata.

Ma il 30 aprile è arrivata la sorpresa: la Nasa ha annunciato che a causa del taglio del 75% dei fondi ricevibili da Congresso USA, l’unica soluzione economicamente realizzabile rimaneva la Starship di Musk, chiudendo in anticipo la gara tra le aziende concorrenti ed assegnando a Musk il contratto da 2,9 miliardi di dollari.

La contromossa di Dynetics e Blue Origin non si è fatta attendere, con il deposito di un esposto al GAO ovvero l’ufficio generale per le spese della NASA, bloccando con questa mossa per un periodo massimo di 100 giorni l’assegnazione del contratto, assoggettandola a revisione di giudizio. Tra le motivazioni utilizzate da entrambe le aziende concorrenti di Musk vi era quella che Musk non era ancora riuscito a dimostrare di poter far atterrare in sicurezza la sua Starship.

Dopo il deposito di tale ricorso, in SpaceX è successo qualcosa di inusuale: laddove secondo il consueto e aggressivo modus operandi di SpaceX, avrebbero lanciato SN15 alla prima finestra temporale disponibile, Musk ha invece annullato tutti i tentativi di lancio che avrebbero potuto aver luogo la scorsa settimana e ha tirato i remi in barca, fermando apparentemente tutto il processo.

Mentre tutto il mondo si interrogava sul perché di tali ritardi sul lancio di SN15 e sulla mancanza di spiegazioni da parte di SpaceX, solitamente prodiga nel diffonderle, Musk chiamava domenica all’una di notte tutti i suoi managers a raccolta in una riunione misteriosa alla quale sono poi seguiti ulteriori due annullamenti di tentativi di lancio.

Alla luce di tutte le informazioni disponibili, non è errato pensare che il motivo dell’attendismo di Musk e della misteriosa riunione notturna possa essere stata la volontà di Musk di assicurare a Starship SN15 le migliori probabilità di successo, rimandando le esplosioni a terra o in volo a cui SpaceX è abituata in quanto parte della propria strategia di sviluppo ed utilizzare l’eventuale successo di SN15, sia come pietra tombale per gli argomenti della critica delle aziende concorrenti verso SpaceX, che per mettere una seria ipoteca sullo sblocco da parte del GAO dei fondi già assegnati a SpaceX.

Alla luce dei risultati, sembra evidente essere stata la strategia migliore e Musk si è rivelato essere non solo un eccellente ingegnere visionario ma anche un sopraffino giocatore di scacchi.

Tutto ciò tra le altre cose ha coinciso con il festeggiamento del 19°anno dalla fondazione di SpaceX, che è avvenuta il 6 Maggio 2002.

Per vostra comodità, qui potrete trovare il video dello straordinario lancio di Starship SN15, già posizionato al momento della partenza.

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