CAMPANELLO DI ALLARME

Terrorismo in Italia: cosa sanno gli USA che noi non sappiamo?

L’avvertimento apparso su Internet va preso sul serio?

Non rassicura affatto la comunicazione di allerta apparsa sul sito web dell’Ambasciata e del Consolato statunitense a Roma.

La pagina “Italy Travel Advisory: Level 4: Do Not Travel, April 20, 2021” non si limita a fermare gli americani intenzionati a raggiungere il nostro Paese segnalando la semplice gravità della situazione pandemica.

Dopo la frase “Non viaggiate con destinazione Italia per via del COVID-19”, si legge testualmente “Exercise increased caution due to terrorism”. A tradurre senza sforzo la raccomandazione, la rappresentanza diplomatica a stelle e strisce qui nella Capitale suggerisce “Esercitate maggiore cautela a causa del terrorismo”.

Non ci impressiona che il comunicato spieghi che il CDC (Centers for Disease Control and Prevention, ovvero l’equivalente del nostro Istituto Superiore della Sanità) ha fissato per l’Italia un “livello 4” di rischio per la salute che indica l’elevato pericolo di compromettere la salute del turista per il coronavirus.

Ci spaventa prendere atto che la diplomazia USA segnali il nostro territorio come caratterizzato dal pericolo di vecchia data rappresentato da gruppi terroristici, che starebbero continuando a tramare possibili attacchi in Italia.

Le parole utilizzate su Internet dall’ambasciata americana non vanno ad intimorire solo il potenziale visitatore straniero, ma mettono in legittima agitazione chiunque.

È impressionante fare i conti con espressioni come “I terroristi possono attaccare con poco o nessun preavviso, prendendo di mira località turistiche, snodi di trasporto, mercati e centri commerciali, strutture governative locali, hotel, club, ristoranti, luoghi di culto, parchi, grandi eventi sportivi e culturali, istituzioni educative, aeroporti e altre aree pubbliche”.

Chi scorre le righe della pagina web in questione è portato a chiedersi quali informazioni abbiano tra le mani le istituzioni statunitensi, mentre noi italiani ci permettiamo il lusso di occuparci dello sfogo disperato di un padre in declino professionale e politico oppure della colorazione gialla o arancione della regione di appartenenza.

Dobbiamo prendere alla lettera quel che si è appena letto, oppure pensiamo sia soltanto uno sgambetto al nostro già claudicante turismo che sogna il rilancio?

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