AFFARI & FINANZA

Dogecoin insegna: essere simpatici può far diventare ricchi

L’impennata avuta nell’ultima settimana dalla criptovaluta è bastata a farla posizionare tra le 10 prime al mondo, con una capitalizzazione di circa 45 miliardi di dollari

Avete mai visto un meme con protagonista questo simpatico cagnolino di razza Shiba Inu?

Logo Dogecoin

Ebbene, lui è una vera e propria star del web. Oltre a ciò, pare che stia diventando estremamente ricco. È infatti “l’animale immagine” di Dogecoin, una criptovaluta che sta avendo una crescita esponenziale della propria popolarità e che vede nell’ultima settimana un incredibile incremento di valore sul mercato.

Andamento Dogecoin questa settimana

Sebbene nell’ultima parte della settimana sia già entrata nella fase orso – per utilizzare un termine tipico del gergo della finanza – l’impressionante fase toro che l’ha preceduta è bastata a farla posizionare tra le 10 prime criptovalute al mondo, con una capitalizzazione di circa 45 miliardi di dollari.

Ciò che lascia letteralmente di stucco gli analisti di mercato è che Dogecoin nasce senza introdurre particolari innovazioni tecnologiche e senza aver ancora trovato un ecosistema nel quale possa trovare applicazioni pratiche. La spinta propulsiva che ne fa schizzare il valore alle stelle è l’entusiasmo della sua community. Quest’ultima sembra trovare interessante investire in essa quasi come se fosse un gioco, alla stregua di quello che ha visto protagonista GameStop da gennaio 2021.

Andamento azioni GameStop ultimi 6 mesi

Come nel caso di GameStop tutto accade senza alcun riferimento concreto alle performance sulle vendite aziendali o alla registrazione di particolari brevetti. Le persone investono perché è divertente e ritengono che valga la pena speculare su di essa.

Nei primissimi corsi di Economia viene insegnato che il consumatore è razionale, ovvero tendente a cercare la massima soddisfazione rispetto alle risorse a sua disposizione. Non viene certo analizzato il caso di un’orda di consumatori, spesso giovani, che possa trovare soddisfazione nell’alterazione del mercato e del reale valore delle cose. Alcuni stanno provando a spiegare il fenomeno mettendolo in relazione alla crescente disponibilità di liquidità derivante dai risparmi dovuti alla pandemia.

I bassi tassi di interesse, le limitazioni in termini di attività consentite al di fuori delle mura domestiche (ad esempio le restrizioni ai viaggi) hanno creato per alcuni un’extra disponibilità monetaria da impegnare in qualche modo. Il risultato sotto gli occhi di tutti è un balzo del 2000% di Dogecoin nell’ultimo anno.

A contribuire all’ascesa della criptovaluta dello Shiba Inu c’è anche uno sponsor di primissimo livello quale Elon Musk. Sovente infatti Dogecoin è stato protagonista di suoi tweet o manifestazioni di interesse che hanno portato i followers del visionario proprietario – tra le altre – di Tesla e SpaceX ad affrettarsi ad acquistarne delle monete. A dir la verità Musk non ha mancato talvolta di evidenziare che Dogecoin abbia anche delle storture da risolvere. Un singolo indirizzo sul network al momento possiede il 28% dell’offerta totale e 11 indirizzi ne costituiscono il 46%. In un ambito come le criptovalute dove la parola chiave è decentralizzazione non è un buon biglietto da visita.

Che sia solo un fenomeno estemporaneo o meno staremo a vedere nelle prossime settimane, fatto sta che le nuove tecnologie stanno modificando nel profondo il mondo in cui viviamo e a breve – o forse già oggi – gli occhiali con cui guardiamo la realtà potrebbero non essere più correttamente graduati per comprenderlo.

Basterà essere simpatici per essere efficaci nella new economy?

Uno dei meme in rete su Dogecoin

Back to top button