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Spazio da spolverare o spolverare lo Spazio?

Ogni anno cadono sulla Terra oltre 5.000 tonnellate di polvere extraterrestre. Si tratta dei residui di comete e asteroidi.

Non solo le superfici dei nostri comodini, ma anche il nostro intero pianeta sembrerebbe aver bisogno di uno swiffer.

Nessuna finalità commerciale qui, ma solo informativa; secondo gli ultimi studi la quantità di polvere spaziale che ci raggiunge sarebbe elevatissima, e non si tratterebbe di un evento neanche così sgradevole…ogni anno cadono sulla Terra più di 5.000 tonnellate di polvere extraterrestre.

Si tratta dei residui di comete e asteroidi. Queste particelle di polvere interplanetarie attraversano la nostra atmosfera dando origine a stelle cadenti e raggiungono il suolo terrestre sotto forma di micrometeoriti. Un programma internazionale condotto per quasi 20 anni da scienziati del CNRS, dell’Université Paris-Saclay e del Museo nazionale di storia naturale, con il supporto dell’istituto polare francese, ha stabilito che ben 5.200 tonnellate di queste micrometeoriti raggiungono il suolo terrestre ogni anno.

Per raccogliere e analizzare questi frequentatori abituali del nostro pianeta, negli ultimi due decenni si sono svolte sei spedizioni, guidate dal ricercatore del CNRS Jean Duprat, nei pressi della stazione franco-italiana Concordia (Dome C), che si trova a 1.100 chilometri al largo della costa di Adelie Land, nel cuore dell’Antartide, un punto di raccolta ideale a causa del basso tasso di accumulo di neve e della quasi assenza di polvere terrestre. Queste spedizioni hanno raccolto abbastanza particelle extraterrestri (di dimensioni comprese tra 30 e 200 micrometri), per misurare il loro flusso annuale, che corrisponde alla massa accumulata sulla Terra per metro quadrato all’anno. Se questi risultati vengono applicati all’intero pianeta, il flusso annuale totale di micrometeoriti ammonterebbe a 5.200 tonnellate all’anno. Questa è la principale fonte di materia extraterrestre sul nostro pianeta, molto più ingente di oggetti più voluminosi come i meteoriti, per i quali il flusso è inferiore alle dieci tonnellate annue.

Lo studio sarà disponibile sulla rivista Earth and Planetary Science Letters dal 15 aprile e racchiuderà informazioni preziose per comprendere meglio il ruolo svolto da queste particelle di polvere interplanetarie che, assai differentemente dalla loro controparte “domestica” che tanto disprezziamo, non irritano gli occhi, non scalfiscono l’aspetto della mobilia, ma hanno svolto un ruolo cruciale nel fornire acqua e molecole carboniose ad una Terra ancora giovane e infertile…Memento, homo, quia pulvis es, et in pulverem reverteris.

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