CITTADINI & UTENTI

Una valida argomentazione da contrapporre ai negazionisti del Covid

Dopo l'apparizione della pandemia l'aspettativa di vita media in Italia si è abbassata dall'1,8% al 2,4%, questo dato mette una pietra tombale sulle argomentazioni dei complottisti e dei negazionisti, perché partendo dal risultato finale, comparato con la base di partenza, annulla gli effetti delle interpretazioni intermedie, spesso soggettive o derivanti da considerazioni sbagliate

Vorrei offrire a tutti voi una solida argomentazione da contrapporre ai negazionisti/complottisti del Covid.
Il mio percorso professionale da 35 anni a questa parte mi ha portato fondamentalmente a fare sempre e solo due lavori: da una parte il nerd/hacker/tecnico per questioni di propensione personale, infatti mi leggete spesso su questa testata mentre parlo di sicurezza informatica o aerospazio, dall’altra di occuparmi del settore immobiliare in relazione agli affari di famiglia. In quest’ultimo ramo di attività, da 12 anni mi occupo con tre diverse aziende di compravendita/intermediazione della nuda proprietà immobiliare.
Il valore della nuda proprietà di un immobile viene calcolato in funzione dell’aspettativa di vita media che viene ricalcolata in Italia ogni anno dall’Istat, di conseguenza, alla pari degli assicuratori, io con queste tavole di mortalità ci lavoro tutti i giorni.

In tutto il mondo, dall’apparizione del Covid, l’aspettativa di vita media si è abbassata, in funzione dei diversi paesi, da 1 a 2,7 anni.  In Italia si è abbassata di 1,5 anni, ma alcune statistiche più recenti parlano già di 2 anni. 
Prima del Covid, l’aspettativa di vita media italiana era di circa 83,5 anni, mediata tra uomo e donna. Dopo l’apparizione del Covid essa quindi si è abbassata a 81,5/82 anni ovvero dall’1,8% al 2,4% a seconda del dato statistico preso in considerazione.

Una delle filosofie da me più apprezzate è quella del Rasoio di Occam, che dice che la spiegazione più probabile si trova nella formulazione più semplice. Personalmente trovo che spesso la strategia del partire dalla comparazione tra i dati finali e quelli iniziali sia strumentale alla migliore comprensione del fenomeno perché consente di “buttare nel cestino” tutte le considerazioni intermedie che possono essere soggettive o derivanti da interpretazioni sbagliate.
Questo dato dell’abbassamento dell’aspettativa di vita media dall’1,8% al 2,4% se ragionato da una mente lucida e sana, mette una pietra tombale definitiva su tutte le argomentazioni dei complottisti e dei negazionisti, perché partendo dal risultato finale comparato con la base di partenza, vengono annullati tutti gli effetti delle interpretazioni intermedie che vengono date.

Qualora vi trovaste a controbattere le argomentazioni dei negazionisti, che sono tutte intermedie, aleatorie ancorché spesso contrastanti tra esse stesse, invito tutti a prendere seriamente in considerazione questa argomentazione che è inoppugnabile, scientifica, solida e inattaccabile.
A meno che non vi troviate di fronte a persone pronte a mettere in discussione anche i dati sui quali si basa il calcolo Istat dell’aspettativa di vita media, ma in questo caso vi trovereste davanti a quella fetta di complottisti che è afflitta da un disturbo da rifiuto della realtà

Dubito ergo sum è il mantra opposto da tali personaggi ed è un mantra che in linea di principio è corretto perché il dubbio è il sale del processo scientifico. Ma quando il dubbio rimane dubbio anche se confrontato con dati oggettivamente inconfutabili, ecco che si trasforma in patologia paranoica.
Dubitiamo quindi, ma cum grano salis.
      

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