AEROSPAZIO

SpaceX: touchdown con colpo di scena a Boca Chica

Starship SN10 atterra per la prima volta, ma a sorpresa...esplode

Puntuali nel raccontare le cronache di Starship, l’astronave sperimentale costruita da SpaceX per i voli interplanetari verso Marte, diamo conto del volo di SN10, il decimo prototipo ad essere stato costruito, ed il terzo a volare.

Nei precedenti tentativi, i prototipi SN8 ed SN9 avevano dimostrato molte delle caratteristiche di base che dovevano essere testate. 

In primo luogo, la capacità di decollare usando i tre motori Raptor. Questa capacità non sarà fondamentale per i futuri decolli dalla Terra, quando Starship verrà lanciata in orbita dal vettore BFR attualmente in costruzione. Servirà invece quando l’astronave dovrà ad esempio decollare da Marte contando sulle proprie sole capacità di propulsione.

In secondo luogo, la capacità di effettuare il cosiddetto belly flop, vale a dire la rotazione sull’asse che permette a Starship di mettersi in orizzontale rispetto al terreno, in traiettoria di caduta controllata dai quattro flap. Questa manovra è fondamentale nelle situazioni di entrata del veicolo in atmosfera, usando una configurazione di volo planato.

In terzo luogo, la capacità di posarsi sui piloni di atterraggio in maniera controllata, e rimanere in assetto verticale una volta spenti i motori. Ovviamente, questo aspetto è fondamentale per le future manovre di ammartaggio.

SN8 ed SN9 avevano dimostrato i primi due punti, ma non il terzo. Il primo volo aveva portato SN8 a posarsi in maniera troppo dura a causa del fallimento in riaccensione di uno dei previsti due motori Raptor. Si era trattato comunque di un primo tentativo confortante, dato che l’impatto era avvenuto in verticale, ed era stato solo troppo veloce. SN9 invece aveva onestamente dato un’impressione peggiore: il problema in riaccensione si era ripresentato, e il prototipo aveva completamente perso assetto, non atterrando sulla coda, ma impattando al suolo quasi orizzontalmente.

Con l’esperienza fatta, SpaceX aveva per SN10 la decisione di riaccendere tutti e tre i motori, in modo da compensare eventuali perdite di propulsione in atterraggio.

Il volo è andato in maniera perfetta, dimostrando ancora una volta tutte le capacità di cui sopra e raffinando i dati, con una sostanziale differenza: l’atterraggio questa volta è riuscito, lasciando SN10 in piedi sulla rampa. Quando il fumo si è diradato, sono partiti i festeggiamenti, con solo una punta d’ansia: SN10 appariva lievemente inclinato, come se uno dei piloni avesse parzialmente ceduto. Più preoccupante ancora, una fiamma di dimensioni limitate sfuggiva dal bordo inferiore, per spegnersi però apparentemente con il concorso degli idranti della piattaforma.

I commentatori stavano discutendo con entusiasmo la riuscita del test, quando dopo poco più di quattro minuti dall’atterraggio è avvenuto il colpo di scena. SN10 è stato scagliato in aria da un’esplosione proveniente dal suo interno, e si è schiantato sulla rampa andando distrutto.

Sebbene il disappunto abbia invaso gli spettatori, il volo rimane comunque un successo, ed anzi è un momento che definisce l’intera linea di progressione del progetto. L’atterraggio controllato, sebbene non perfetto e seguito da un’esplosione, ha dimostrato il concetto desiderato.

Non ci resta che aspettare il prossimo test del prototipo SN11 – già pronto all’interno dell’hangar di assemblaggio – per dichiarare pienamente testato e riuscito l’intero processo di lancio, entrata controllata in atmosfera, ed atterraggio in sicurezza.

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