CAMPANELLO DI ALLARME

Ecco la classifica degli “inadempienti” dinanzi ai provvedimenti dell’Arbitro Bancario Finanziario

In vetta alla graduatoria IBL, Poste, Conafi, Barclays, Pitagora, Intesa Sanpaolo e Dynamica Retail

Se in campo caseario c’era uno storico marchio italiano che poteva puntare sullo slogan “vuol dire fiducia”, nell’universo finanziario i risparmiatori vorrebbero trovare chi può meritare analogo apprezzamento.

L’affidabilità dell’interlocutore può essere misurata in tanti modi. Una di queste maniere è la sollecitudine ad ottemperare alle decisioni dell’organismo che decide in via stragiudiziale in merito alle “liti” tra banche e intermediari da un lato e cittadini dall’altro.

Prima di scegliere una banca può esser utile sapere chi, riconosciuto in torto, “non ubbidisce” a chi dovrebbe risolvere le controversie.

Sul sito web dell’Arbitro Bancario Finanziario (la cui consultazione si rivela sempre di grande interesse) è pubblicato l’elenco dei soggetti che non hanno rispettato le decisioni adottate o che non hanno collaborato al funzionamento della procedura di risoluzione stragiudiziale della controversia.

Il muro della vergogna

Non è proprio una hit-parade di cui le imprese di settore devono andare orgogliose, ma l’opportunità per i risparmiatori di conoscere banche e istituzioni finanziarie sotto una luce che difficilmente è quella dei caramellati spot promozionali.

La notizia dell’inadempimento dell’intermediario o della sua mancata cooperazione è pubblicata per un periodo di cinque anni. La cancellazione avviene automaticamente decorso il termine quinquennale oppure viene disposta in anticipo dal Collegio arbitrale nel caso in cui sulla controversia intercorsa tra le parti l’intermediario abbia ottenuto una sentenza definitiva dell’Autorità Giudiziaria a sé favorevole.

Per debita trasparenza e per ragionevole correttezza la notizia dell’inadempimento può essere successivamente integrata in caso di eventuale adempimento tardivo, anche parziale, del cosiddetto “intermediario”.

I “meritevoli” come finiscono in classifica?

L’ingresso nell’Olimpo degli “inadempienti” avviene quando la realtà bancaria o finanziaria non esegue o esegue solo in parte la prestazione imposta dalla decisione dell’Arbitro Bancario Finanziario (ad esempio non restituisca al cliente la somma che l’ABF ha stabilito debba essere riaccreditata), oppure non rimborsa i 20 euro versati come contributo spese da chi ha fatto (e vinto) il ricorso o ancora non provveda a pagare alla Banca d’Italia il contributo dovuto se il ricorso viene accolto almeno in parte.

Altra ragione di inserimento nell’elenco è la “mancata cooperazione” al funzionamento della procedura.

È il caso delle banche che non presentano la documentazione richiesta dal Collegio arbitrale oppure per più volte omettono di far pervenire le “carte” utili ai fini della valutazione dei ricorsi, o non versano il contributo dovuto ai membri dei Collegi designati dalle Associazioni della categoria.

Chi sono i più…bravi?

L’albo vede in prima posizione IBL Istituto Bancario del Lavoro S.p.A. con 475 inadempimenti, seguito da Poste Italiane (287), Conafi Prestito (272), Barclays Bank PLC (191, di cui 61 sotto la nuova denominazione “Barclays Bank Ireland PLC), Pitagora (156), Intesa Sanpaolo S.p.A. (154), Dynamica Retail (113).

L’elenco completo è disponibile online sul sito dell’Arbitro Bancario Finanziario ma la notizia dell’inadempimento dell’intermediario o della sua mancata cooperazione deve inoltre essere pubblicata, in evidenza, sulla pagina iniziale del sito internet dell’intermediario per la durata di 6 mesi.

Buona lettura e si faccia tesoro di queste informazioni…

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