AEROSPAZIO

Elon Musk, miliardario rivoluzionario, nuovo padre dell’industria spaziale

Previsto a giorni il nuovo lancio che tenterà, per la terza volta, di portare Starship SN10 vicino alla soglia dello spazio

Lunedì prossimo è stato finalmente programmato lo static fire ovvero la prova motori dell’astronave Starship SN10, la decima iterazione del vettore spaziale che Elon Musk ha concepito per la colonizzazione spaziale, pensata sia per Marte che per Artemis, la prossima missione lunare della NASA. A seguire, probabilmente già venerdì prossimo, avverrà il lancio che tenterà per la terza volta di portare Starship SN10 (l’equivalente di un palazzo di 15 piani) vicino alla soglia spaziale, per poi girarsi sul ventre e precipitare in una caduta controllata aerodinamicamente salvo poi rimettersi in orizzontale ad un centinaio di metri di altezza e atterrare come già da tempo fanno con successo i suoi razzi Falcon 9.


Per chi non fosse aggiornato sui progressi delle missioni spaziali, suggerisco di guardare questo video per vedere come la SN8, l’ottavo prototipo di Starship, sia andata vicino al successo: 

Il video del lancio in questione è straordinario e seppur fallito nell’atterraggio a causa di un guasto alla pressurizzazione di un motore, merita di essere visto per capire quanto rivoluzionaria sia l’opera di Elon Musk in un settore che prima del suo arrivo pareva addormentato da decenni, strangolato dalla morsa dei tagli dei finanziamenti alla ricerca imposti dal Congresso USA.


Musk, che recentemente è diventato l’uomo più ricco del mondo superando Jeff Bezos, viene paragonato dall’immaginario comune a Tony Stark, l’eccentrico miliardario dietro la maschera di Iron Man che con i suoi capitali sviluppa tecnologie all’avanguardia nell’universo dei supereroi Marvel.
In realtà il paragone corretto è quello tra Elon Musk e Peter Weyland, il miliardario visionario che nella saga cinematografica Alien sviluppa le tecnologie per i viaggi spaziali, la colonizzazione planetaria, la relativa terraformazione nonché l’intelligenza artificiale.


Per capire la correttezza di tale paragone vale la pena elencare tutte le tecnologie che Musk sta attualmente sviluppando:

-Tesla, per la costruzione di automobili elettriche, che tutti oggi conosciamo
– Gigafactory, per la costruzione di batterie e accumulatori di energia elettrica, utili per alimentare le automobili di Tesla
– SolarX, per la costruzione di pannelli solari ad alta efficienza con i quali alimenta le proprie industrie e le abitazioni private, accumulando l’energia prodotta con la tecnologia di Gigafactory
– SolarCity, per la distribuzione dell’energia prodotta con i suoi pannelli solari
– SpaceX, leader in campo aerospaziale- The Boring Company, per la costruzione di tunnel sotterranei per lo smaltimento del traffico (già in opera a Los Angeles e presto a Las Vegas)
– StarLink: una rete di satelliti per consentire l’accesso a basso costo a Internet in aree remote e sottosviluppate
– NeuraLink, per la costruzione di interfacce neurali capaci di collegare la mente umana a dei computer- Open AI, per lo sviluppo di Intelligenza Artificiale in contesto etico- Hyperloop, l’ingegnoso sistema di trasporto in tubi nel vuoto pneumatico

Tutte queste tecnologie sono mirate alla risoluzione di importanti problemi che attualmente affliggono l’umanità, uno su tutti l’abbattimento del tasso di inquinamento e con i proventi derivanti dalle varie aziende, Musk ri-finanzia le stesse alimentando così un ciclo virtuoso.
A Elon Musk dei soldi interessa poco: egli dorme sui divani delle sale riunioni delle sue aziende, non si trastulla con macchine costose, non appare sui rotocalchi e non fa sfoggio della propria ricchezza.Poche persone al mondo possono dire di aver capito quello che passa nella testa di Elon Musk ovvero esattamente le stesse cose che al cinematografo passano nella testa di Peter Weyland. 


Tutte le tecnologie che Musk sta sviluppando con le proprie aziende, mentre risolvono alcuni problemi attuali dell’umanità, sono in realtà pensate per garantire a essa un futuro interplanetario. Riguardiamo ora lo stesso elenco delle industrie di Musk con gli occhi di Musk:

– SpaceX: dopo aver abbattuto di nove decimi i costi delle missioni spaziali, con Starship Musk vuole portare sino a 100 persone alla volta su Marte, per costruire una civiltà umana parallela
– Tesla: una volta arrivati su Marte, è ovvio che ci si dovrà spostare o lavorare in superficie con degli autoveicoli ed è altrettanto ovvio che non si potrà portare la benzina dalla Terra. Da qui l’idea della locomozione elettrica.
– Gigafactory: produrrà le batterie necessarie non solo per alimentare tali mezzi ma anche per tenere in vita gli insediamenti umani durante le ore notturne
– SolarX: costruirà i pannelli solari per produrre su Marte tutta l’energia necessaria 
– SolarCity,: distribuirà l’energia prodotta agli accumulatori Gigafactory dislocati nei vari insediamenti
– The Boring Company: Marte al suo centro non ha un nucleo di metallo fuso come ha la Terra, di conseguenza non esiste un campo magnetico che possa schermare i coloni dalle letali radiazioni cosmiche che bombardano il suolo marziano. Sarà pertanto necessario realizzare gli insediamenti umani scavando nella roccia, che agirà da scudo.
– Hyperloop: produrrà i mezzi di spostamento di uomini e merci sotto la superficie marziana.
– Neuralink: costruirà le interfacce neurali necessarie per far lavorare con la massima efficienza dei robot nei pericolosi ambienti marziani, comandati direttamente dalla mente umana
– Open AI: i processi di analisi e ottimizzazione delle attività di colonizzazione verranno affiancati dall’intervento di elementi di Intelligenza Artificiale specialistica. Inoltre grazie ad essa e alla tecnologia già disponibile oggi per la costruzione di robot (quella di Boston Dynamics ad esempio) sarà possibile costruire androidi senzienti ed autonomi destinati ai lavori più pericolosi.
– StarLink: sarà l’Internet marziana che assicurerà trasporto dati, voce, video.

Questo compendio parrebbe derivare dalla lettura di un romanzo di fantascienza ma come abbiamo visto, è già attualità.
E’ giusto quindi attribuire oggi a Elon Musk il titolo di novello e massimo padre dell’industria spaziale, ancora più dei visionari Werner Von Braun e Sergei Korolev, i due fautori negli anni ’60 della lotta per la conquista dello spazio tra USA e Unione Sovietica ma con una differenza: quest’ultimi erano finanziati dai rispettivi apparati politici e militari, Musk invece ha dovuto realizzare il suo sogno autofinanziandosi trovando degli sbocchi commerciali per la propria tecnologia. 


E per far ciò, Musk ha dato lavoro a decine di migliaia di giovani neolaureati che grazie a lui non solo hanno trovato un impiego ma lavorando di concerto tra le varie aziende realizzano se stessi trovando al contempo il modo di realizzare ideali nobilissimi.
Nel penultimo capitolo della saga Alien (Prometheus, 2012) il regista Ridley Scott, forse per esigenze di durata, ha tagliato dalla versione cinematografica il segmento più interessante di tutto il film ovvero quello relativo al discorso di Peter Weyland al TED del 2023, nel quale compare finalmente l’architetto visionario produttore di tutta la tecnologia a sostegno dell’umanità nell’universo di Alien.


Fortunatamente questo segmento cancellato è stato reso disponibile su Youtube e consigliamo a tutti coloro che volessero capire l’ambizione e le motivazioni presenti nella mente di Musk di guardarlo. 
Capirete anche perchè sia giusto paragonare Musk a Peter Weyland e non a Tony Stark:

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