TUTELA DEI MINORI

Se non ha l’età, i social possono attendere

Lo spot del Garante in collaborazione con Telefono Azzurro è l’occasione per ritornare a parlare del ruolo della sensibilizzazione nel digitale

“Se non ha l’età, i social possono attendere”: ecco il suggerimento che emerge dallo spot promosso dal Garante per la protezione dei dati personali in collaborazione con Telefono Azzurro, che si collega alla scia del “caso” TikTok e dei pericoli derivanti dalle challenge online per dare seguito all’annunciata campagna di sensibilizzazione. Tale intervento, a detta dell’Authority, ha come principali destinatari i genitori affinché svolgano un ruolo di vigilanza attiva sulle attività in rete dei propri figli e la partecipazione ai social network.

Cogliendo lo spunto offerto dalla notizia, una considerazione è d’obbligo: da decenni si parla di dover provvedere alla promozione della cultura digitale, ma in che modo? 

Certo, non può essere limitata solamente ad interventi normativi. Richiamando alla memoria un’osservazione di Jean Cruet, si è vista spesso la società rifare la legge, ma mai la legge rifare la società. L’argomento non esclude che un quadro normativo adeguato possa giovare al raggiungimento degli obiettivi dichiarati, ma è condizione necessaria e non sufficiente.

Infatti, è bene ricordare che la società digitale per sua propria natura si trasforma con un’accelerazione tale da sfuggire alle maglie di norme, interventi e provvedimenti che, se si concentrano sul singolo evento, si riveleranno sempre inattuali, o in ritardo. La norma e l’azione istituzionale, per quanto possibile, deve concentrarsi sulle cause più che sugli effetti se vuole orientare correttamente gli scenari del new normal e realizzare tutele effettive, e non meri rimedi.

Se condotto in maniera precisa, sostenuta e corretta un intervento di sensibilizzazione diffusa è in grado di agire proprio su “L’amor che move il sole e l’altre stelle” per le OTT Companies: quello nei confronti della generazione di valore e profitti. Educare i cittadini alla digitalità crea infatti utenti consapevoli, in grado di aver accesso o saper chiedere e ricercare informazioni per poter operare scelte e decisioni consapevoli all’interno del mercato digitale.

La riduzione delle asimmetrie informative, attuata per norma e attraverso campagne istituzionali di sensibilizzazione, influenza inevitabilmente la domanda, per cui i servizi digitali saranno selezionati ed apprezzati per una serie di ulteriori qualità fra cui, ad esempio, la capacità di assicurare un’elevata protezione dei dati personali, le particolari tutele rivolte agli utenti più vulnerabili o la trasparenza informativa.

La sensibilizzazione ha un ruolo pivotale all’interno dei processi di una trasformazione digitale sostenibile per il cittadino-utente, che nel periodo dell’emergenza da COVID-19 ha ancor più visto intensificato tanto il cambiamento della propria quotidianità quanto i rischi intrinseci collegati ai nuovi scenari ed attività cui più o meno volontariamente ha aderito.

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