AEROSPAZIO

SpaceX: fallisci e impara

Starship SN9: un lancio perfetto, ma non è riuscita a completare l’atterraggio.

Dopo aver a lungo aspettato i capricci del meteo e le convulsioni burocratiche della FAA, finalmente il prototipo SN9 di Starship, l’ultimo nato in casa SpaceX, ha preso il volo nella giornata di ieri.

Un volo che ha ancora una volta dimostrato le straordinarie capacità di manovra dell’astronave nata dal genio inventivo di Elon Musk. Dopo aver lasciato la rampa di Lancio, SN9 ha raggiunto senza alcuna difficoltà la quota assegnata di dieci chilometri. In avvicinamento all’apogeo della traiettoria, ha spento in successione prima uno, poi due dei tre razzi Raptor. Con l’ultimo razzo rimasto acceso, ha dato prova delle sue capacità di hovering, vale a dire di volo semistazionario. Una capacità importante, questa, in visione delle future missioni interplanetarie. Il poter “galleggiare” in aria per un certo tempo è fondamentale per assicurarsi che l’area designata per l’atterraggio sia effettivamente adatta, ed eventualmente cercarne un’altra poco lontano.

Una volta spento anche il terzo motore principale, i razzi laterali di manovra sono entrati in azione, e SN9 ha correttamente effettuato il belly flop, vale a dire la manovra di rotazione sul ventre che gli ha consentito di mettersi in asse con il terreno. In questo modo, SN9 ha emulato il suo predecessore SN8, planando efficacemente verso il suolo come un paracadutista, e riaggiustando la traiettoria con i quattro flap di manovra. In questa nuova configurazione di volo, SN9 ha nuovamente dimostrato grandissima stabilità, un aspetto estremamente importante di questi test. Una delle minacce maggiori per il concetto di astronave che si sta sperimentando è infatti la possibile entrata in una vite verticale o orizzontale, configurazione di volo difficilmente recuperabile.

Quello di ieri è stato quindi nuovamente un test di grande successo, che ha dimostrato capacità di controllo dei motori, flessibilità di manovra della traiettoria, e stabilità nella fase di discesa. Ad un occhio poco esperto, tuttavia, rimane evidente solo l’ultima parte del volo, quella in cui nel cercare di recuperare l’assetto verticale dopo la planata, solo uno dei previsti due motori si è acceso, e quindi il prototipo si è schiantato al suolo. 

Sebbene questo rimanga un problema da risolvere – lo stesso presentatosi durante il volo del predecessore SN8 – la mancata accensione e lo schianto non autorizzano al pessimismo. Il dato oggettivo è che in una condizione di test – in una missione reale il motore della Starship non sarebbe usato per decollare dal suolo – un propulsore non si è riacceso correttamente. Una delle possibili cause è che l’accensione prolungata necessaria a decollare, in qualche modo danneggi i motori, magari bruciandone parzialmente le componenti quando si è in traiettoria di hovering. Tale ipotesi potrebbe essere confermata dal fatto che nel filmato di ieri si vede chiaramente qualche pezzo volare via all’atto della riaccensione, a riprova di un danno già presente.

Al di là delle lezioni che gli ingegneri di SpaceX ricaveranno dal secondo volo di collaudo, va posto l’accento sulla necessità, in particolare nel sistema italiano, di considerare il fallimento non come la fine della strada o come un concetto socialmente riprovevole; quanto piuttosto come un’occasione di imparare. Fallire in un’iniziativa significa innanzitutto aver provato ad uscire dalla propria zona di comfort, e in generale dall’immobilismo che attanaglia la società moderna. Significa inoltre aver ottenuto un feedback dalla realtà, che ci consente di adattare noi stessi o la nostra iniziativa per avere successo la prossima volta. 

Ai nostri figli, ai nostri giovani, dovremmo insegnare a fallire, e ad accettarlo come un momento normale del processo di crescita. Lo stigma che spesso accompagna un insuccesso scolastico, sportivo o sociale è un freno per lo sviluppo di personalità orientate alla crescita ed al miglioramento costante. È inoltre fonte di un conservativismo culturale che gli incerti tempi attuali non ci consentono di mantenere, pena la prossima irrilevanza nel mondo.

Fallire, dunque, ma imparare e progredire, scuotendo le critiche non costruttive dalle nostre spalle. D’altra parte, SN10 è già pronto a partire dalla rampa di lancio.

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