AEROSPAZIO

Due Starship e un fiorino

Le rampe di lancio di SpaceX si affollano, mentre la burocrazia impera

I lettori più affezionati ricorderanno l’epico volo di Starship SN8 di circa un mese fa. Il primo prototipo dell’astronave, concepita e costruita da Elon Musk per essere il cavallo di battaglia della nuova era dell’esplorazione spaziale, si è gloriosamente innalzato nel cielo del Texas, per finire la propria traiettoria schiantandosi al suolo.

Nell’articolo dedicato allo storico volo, abbiamo definito il tentativo come un fallimento di grande successo, dato che attraverso di esso sono stati per la prima volta provati gli assunti teorici che sono alla base del concetto delle Starship. In primo luogo, l’affidabilità generale in quanto veicoli capaci di decollare e raggiungere la quota assegnata senza problemi. In secondo luogo, e molto più importante, la capacità di eseguire il cosiddetto belly flop, vale a dire la rotazione sull’asse orizzontale, che gli consente di porsi in una traiettoria di caduta controllata dai flap di manovra. Tale capacità è fondamentale per la riuscita della missione principale di Starship: entrare nella rarefatta atmosfera di Marte, manovrare opportunamente fino ad una quota prefissata, e quindi rimettersi in posizione verticale per atterrare sulla propria base.

Come detto, tutti questi concetti sono stati testati con successo durante il primo volo di collaudo, dato che SN8, una volta raggiunta la quota assegnata ed aver effettuato con successo lo spegnimento dei tre motori principali, attraverso i propulsori di manovra, ha assunto l’assetto orizzontale desiderato e si è immesso in una traiettoria di planata controllata dai quattro flap di manovra. Solo una perdita di pressione, occorsa nell’ultima parte del volo all’interno dei suoi propulsori principali, ha fatto in modo che, una volta rimessasi in posizione verticale, essa sia arrivata al suolo con una velocità eccessiva, concludendo così in una spettacolare esplosione la propria breve vita.

Dopo la conclusione del primo volo di collaudo, SpaceX ha dato prova immediata delle sue straordinarie capacità in quanto fabbrica di navi spaziali. Il fumo dell’esplosione di SN8 si era praticamente appena diradato, quando SN9 ha lasciato l’alto hangar dov’è stata assemblata, per portarsi sulla rampa di lancio da cui è partito il suo sfortunato predecessore. A rafforzare l’impressione di uno sviluppo tumultuoso delle capacità di SpaceX in campo spaziale, negli ultimissimi giorni a fianco di SN9 si è aggiunto SN10, una nuova Starship pronta al decollo.

Si pensava che il nuovo volo di collaudo di SN9 avrebbe potuto avvenire ad una distanza di una decina di giorni dal primo. Tuttavia, la necessità di effettuare i test di accensione dei motori, e qualche problema riscontrato durante tali verifiche, hanno portato alla sostituzione di due di essi. Quando i nuovi motori sono stati nuovamente testati con successo, si sono presentate avverse condizioni meteorologiche con venti forti, che hanno impedito il lancio del nuovo prototipo. La scorsa settimana, tuttavia, anche quest’ultimo parametro ha assunto valori di sicurezza e tutto sembrava pronto per effettuare il nuovo test.

Le migliaia di appassionati, che seguono in diretta sui vari canali Youtube tutti i progressi di Spaceship, sono tuttavia rimasti delusi. Per ragioni inspiegabili, SN9 è rimasto solidamente attraccato al Suborbital Launch Pad di Boca Chica, pur in presenza di una situazione meteo ottimale per il lancio. Le ragioni di tale inspiegabile ritardo hanno cominciato ad emergere quando Musk ha condiviso un frustrato Tweet, nel quale ha letteralmente dichiarato: A differenza della sua divisione aeronautica, che lavora bene, la divisione spaziale della FAA ha una struttura normativa fondamentalmente inadatta. Le loro regole sono pensate per una manciata di lanci non riutilizzabili all’anno da parte di poche strutture governative. Con queste regole, l’umanità non arriverà mai su Marte.

Dalle sue parole emerge che la FAA – Federal Aviation Administration – sta ritardando il nuovo lancio per ragioni burocratiche. Secondo quanto riportato in termini di ipotesi da parte di alcuni media generalisti, sembrerebbe che SpaceX abbia ecceduto le regole durante il lancio di SN8, andando oltre l’inviluppo di volo consentito. Sembra inoltre che il profilo di missione presentato per SN9 abbia delle differenze rispetto a quello di SN8, richiedendo così una revisione della licenza di lancio concessa a SpaceX.

Una successiva dichiarazione della FAA, scritta in purissimo burocratese, riporta che “La FAA continuerà a lavorare con SpaceX per valutare ulteriori informazioni fornite dalla società come parte della sua domanda di modifica della sua licenza di lancio. Mentre riconosciamo l’importanza di muoversi rapidamente per promuovere la crescita e l’innovazione nello spazio commerciale, la FAA non comprometterà la sua responsabilità di proteggere la sicurezza pubblica. Approveremo la modifica solo dopo aver accertato che SpaceX ha preso le misure necessarie per conformarsi ai requisiti normativi”.

Il richiamo alla sicurezza pubblica è a nostro parere una pietosa ed inconsistente foglia di fico. L’area di Boca Chica intorno all’installazione di SpaceX è completamente disabitata nel raggio di oltre dieci chilometri. Nessun incidente, neanche un razzo finito fuori rotta, potrebbe mai compromettere la sicurezza pubblica – e tra l’altro, lo stesso fatto che sia stato concesso di costruirvi uno spazioporto lo prova.

L’impressione che se ne ricava, invece, è quella di una misera guerricciola di potere dichiarata da un ente burocratico – una storia da bollo tondo nello spazio tondo – ad una struttura avanzatissima che sta riscrivendo di fatto le regole della corsa allo spazio. Una situazione non dissimile dalla sorda stolidità del gabelliere che, solo apparentemente interessato alle motivazioni del viaggio, chiedeva a Troisi e Benigni un fiorino.

A codesti ciechi osservatori del dito che indica Marte, vale la pena di rispondere come l’immortale Massimo.

#occupymars

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