TECNOLOGIE & SALUTE

Quando l’App Salute di iPhone rischia di ammazzarti per la tua sicurezza

Analisi retrospettiva di un incidente causato da un settaggio fuori dal controllo dell’utente

Il 20 dicembre 2020 poteva essere l’ultimo giorno della mia vita.

Era incominciato in realtà come una normale e pigra domenica mattina, assolata e fredda. Poca voglia di fare qualunque cosa, corpo e mente ormai pronte alla lunga pausa delle vacanze di Natale. Proprio la prospettiva della lunga pausa, ed il pensiero del sovraccarico di calorie conseguente, mi hanno spinto a ribellarmi all’accidia, indossare tuta e casco, e salire in sella alla mia mountain bike nuova di zecca per un allenamento leggero.

La pedalata si è svolta senza grandi eventi, su un percorso molto familiare vicino casa. Poco traffico, clima accettabile, cadenza serena, musica in cuffia a dare il ritmo. Già, musica, perché per me come per moltissimi altri atleti della domenica, fare sport senza essere incoraggiati e distratti dal suono confortante dei miei gruppi preferiti non è accettabile. Quindi, sul lato sinistro del manubrio della mountain bike c’è un supporto per l’iPhone, che da un lato mi consente di ascoltare il mio amato heavy metal, e dall’altro mi manda in cuffia i dati dell’allenamento in corso, rilevati dall’app Runtastic.

Tutti questi piccoli particolari hanno avuto un ruolo nell’incidente, ma uno è determinante: per poter sentire le indicazioni dell’allenatore virtuale, ed insieme le note degli Iron Maiden, devo tenere il volume alto. Le cuffiette Sennheiser da sport che indosso, se pure ottime, sono comunque semiaperte, e il rumore ambientale può coprire quanto vi viene immesso.

Sulla strada del ritorno, a due chilometri da casa e ormai stanco per l’allenamento, pedalavo su un tratto pianeggiante di pavé in condizioni di assoluta tranquillità. Nessuna macchina davanti o dietro – e anche questo mi ha salvato – velocità moderata, defatigante.

All’improvviso, il volume in cuffia è crollato ad un livello di inascoltabilità. Sorpreso e seccato, ho spostato la mano sinistra dalla manopola, ed ho toccato l’attacco tra le cuffie ed il telefono, pensando che dipendesse da una disconnessione fisica. Gli attimi successivi sono un po’ confusi, ma probabilmente mi sono squilibrato, ed ho riportato la mano sulla manopola sinistra, toccando contemporaneamente il freno. Che da quel lato, è il freno anteriore. Quello che ricordo dopo ciò, è che sono volato al di sopra del manubrio ed ho impattato pesantemente a terra, fortunatamente prima con l’avanbraccio sinistro, e poi con il lato frontale sinistro del casco.

Una volta a terra, più imbestialito che preoccupato, ho fatto un rapido conto dei danni, che sembravano poca cosa. Dolori sparsi per escoriazioni varie, che è il minimo. Solo dopo essermi rimesso in piedi, soccorso dai passanti, ho scoperto che stavo subendo un progressivo abbassamento della vista, insieme ad una sensazione di estraniamento. La parte razionale e professionale di me, addestrata da tanti anni nel settore medico, notava che riuscivo a parlare con articolazione con chi mi stava intorno – funzione cognitiva intatta – ma al contempo osservava con preoccupazione i sintomi alla testa. Tolto il casco con gran circospezione e dopo attenta autovalutazione – di solito non va fatto – la situazione ha cominciato lentamente a migliorare. Una forte escoriazione alla fronte, casco crepato in profondità da quel lato, polso destro probabilmente con qualche microfrattura è stato il conto finale dei danni.

La dinamica dell’incidente è rimasta per me un mistero fino a ieri mattina. Non sono più risalito in bicicletta da allora, e compenso passeggiando da casa fino al mare. E anche ieri mattina ascoltavo musica in cuffia, fino a quando, di nuovo, il volume non è andato giù da solo di parecchio.

Incuriosito, ho guardato lo schermo dell’iPhone, e lì un avviso recitava più o meno “il volume delle tue cuffie è superiore a quello degli ultimi sette giorni, quindi lo abbiamo ridotto per prevenire danni all’udito”. Fare due più due con l’evento scatenante dell’incidente in bicicletta un mese fa, è stato un attimo.

Un’indagine più attenta della cosa mi ha mostrato che l’app Salute ha questo settaggio automatico teso a preservare la salute auditiva delle persone che usano l’iPhone per ascoltare la musica. Se il livello rilevato per un certo periodo d’uso supera dei valori prefissati, allora l’app di sua iniziativa abbassa il volume delle cuffie. Ho provato a cercare nelle Impostazioni se esistesse un modo di circumnavigare questo settaggio standard, ma non sono riuscito a trovarlo.

Secondo la mia opinione, questo costituisce una falla nel design dell’applicazione, in quanto consente alla stessa di prendere autonomamente delle decisioni sulla base di parametri prefissati. Il che può anche essere corretto da un punto di vista medico, ma che fallisce clamorosamente nello scontro con la realtà. Nella realtà, infatti, esistono i ciclisti metallari a cui piace ascoltare la musica ad alto volume, e che vogliono essere liberi di farlo. Soprattutto, vogliono essere liberi di farlo senza che questo possa tradursi in una minaccia alla loro sicurezza.

Un cittadino americano probabilmente prenderebbe quanto sopra e lo darebbe ad un avvocato, nel tentativo di ottenere un risarcimento milionario. Essendo italiano e ragionevole, invece, mi accontento di segnalare l’episodio ad Apple perché possa essere d’aiuto, e soprattutto ringrazio la Briko, casa produttrice del mio casco, per avermi salvato la vita.

Back to top button